12/10/2026
Prometeo era pieno da scoppiare ieri, con la fila di persone che occupava un pezzo di vicolo Pasolini. Abbiamo sentito gli interventi di Eva Cerri e delle attiviste di Bosco Ospizio. La prima ci ha raccontato, in breve, come funziona l’urbanistica locale, quali sono i documenti da tenere d’occhio, chi fa le scelte. Ci ha insegnato come le decisioni che contano sono politiche e come sia un falso alibi quello della tecnica o della giurisprudenza. Alibi utilizzato anche di recente, nel nostro territorio. Le attiviste di Bosco Ospizio ci hanno poi raccontato la loro esperienza, quella di un territorio che era un bosco urbano a poche centinaia di metri dal centro storico e che sarà, tra poco, un ipermercato Conad, seppur travestito da opera di interesse pubblico. A seguire dibattito partecipatissimo e mappatura collettiva, attraverso un laboratorio, delle zone che vogliamo difendere della nostra città, per visualizzare nel concreto quanto la cementificazione che sommerge Faenza cambia anche le nostre vite.
L’evento di ieri era una tappa di un percorso che abbiamo iniziato ormai diversi mesi fa e che si è attivato del tutto a fine estate, quando abbiamo visto che in una città dove per mesi si è letteralmente boccheggiato per poter respirare si approvava senza problema alcuno la cementificazione di un enorme spazio verde. Ci siamo resi conto che, in fondo, per molti a Faenza semplicemente il tema ecologico non è un tema – se non in termini di due alberi piantati fuori dal centro storico, dopo che lo si è reso un’isola di cemento. Ci siamo guardati intorno e abbiamo visto Bosco Ospizio; più lontano, abbiamo visto che il nostro mondo è ormai completamente immerso nella crisi ecologica – e data la nostra età noi dovremmo viverci a lungo, in questo mondo con la febbre a 40. Ci siamo resi conto che non ne possiamo più. Non ne possiamo più neanche di tutti i tecnicismi e giuridicismi con cui si giustifica qualsiasi atto (in realtà politico) e di tutto il linguaggio da Azzeccagarbugli così amato da pezzi larghi della politica (anche locale), come se il problema della distruzione di uno spazio verde fosse la sua legittimità giuridica.Se una legge consente di radere al suolo un bosco per farci un supermercato è sbagliata la legge, non il bosco. Si cambi la legge.
In passato, anche noi abbiamo creduto che ci si potesse affidare alla competenza tecnica come soluzione di tutti i mali; abbiamo visto prima il problema specifico, locale, e poi il quadro in cui era inserito, come se fosse un accessorio. È un errore; le cose stanno esattamente all’opposto. A Faenza si realizza un progetto che non viene da Faenza: si cementifica perché il nostro sistema economico e anche la nostra cultura si fonda in parte sull’idea che più cemento = più qualificazione, più supermercati = più benessere. Ebbene: chi di noi ha meno di 35 anni ha visto solo disastri economici in questo paese, ma ha visto esplodere il numero dei supermercati. Le generazioni che compongono Prometeo non hanno i soldi per una casa; non li hanno nemmeno per la spesa; faticano a trovare un lavoro stabile; vivono un aumento vertiginoso dei prezzi da anni e si svegliano ogni mattina sotto la minaccia della guerra e dentro la crisi ecologica dilagante: e tuttavia anche anno scorso diciassette (17!) ettari di suolo vergine sono spariti per sempre dalla nostra città. Non c’è mai stato così tanto cemento e noi non siamo mai stati così male.
Ci siamo resi conto che è tutto un modo di vedere e stare il mondo che va cambiato. Nonostante molti faentini, come i bambini, pensino che il mondo finisca a Faenza, in realtà Faenza è nel mondo, come tutto il resto. E questo non finisce a Porta Montanara o alla zona industriale. Non ci interessa niente delle beghe locali tra “partiti”, delle prese di posizione di questo o quel consigliere (o aspirante tale), che ci rimprovera di non esserci svegliati prima. Noi siamo sempre stati svegli: ci siamo sbagliati a pensarlo lo foste anche voi (o che non lo fosse ChatGPT al posto vostro). Ora non ne possiamo più. Ci vediamo presto, con chi vuole cambiare le cose e anche con chi non vuole.
W Prometeo, avanti tutta