11/10/2018
BASKET E…DINTORNI
AQUILA TRENTO, UN ESEMPIO
Di Giorgio Gandolfi
Ringrazio il giornale “La Provincia” e Fabrizio Barbieri, che mi ha chiesto di scrivere un pezzo ogni settimana. Lontano da me l’idea fare una disamina di una partita, ma solo il desiderio di parlare di basket, prendendo lo spunto da situazioni o squadre in cui è coinvolta la Vanoli o altri fatti inerenti il basket, che possano essere spunto di riflessione o discussione, o, semplicemente, curiosi.
Grande partita della Vanoli a Trento ed è proprio della Dolomite Energia come società, di cui voglio parlare, esempio unico, ma, credo, replicabile. Cinque anni in Serie A, due finali scudetto consecutive e una semifinale di Eurocup, ma, soprattutto, una società modello. Salvatore Trainotti, prima allenatore delle giovanili e in C e B e poi Procuratore Generale, come tutta la Società, tiene un profilo basso e non smette mai di confrontarsi, viaggiando in tutto il mondo per creare contatti, migliorare sé stesso e la società. ”Cerchiamo ogni anno di crescere e di far crescere chi lavora nel nostro club.” afferma “Se una persona dello staff prende altre strade, abbiamo sempre le risorse umane per proseguire senza problemi. Pensiamo sempre al futuro.” Sulla stessa linea è la struttura societaria che si basa su tre pilastri: la Fondazione, i cui soci sono persone del territorio, il Consorzio delle Aziende Sponsor ed il Trust dei tifosi e nel Consiglio di amministrazione vi è un rappresentante di ognuna di queste categorie, scelto dal Presidente. E qui entra in campo il Presidente Luigi Longhi. Giornalista professionista, è l’ennesimo esempio dell’immagine della società. Mai sopra le righe in ogni situazione, Longhi sposa in toto la filosofia della società: “Preferiamo investire un euro” ha detto in un’intervista, ”nell’organizzazione societaria, anziché in giocatori di nome, che magari ci lasciano dopo un anno”. E a chi afferma che è facile il percorso con alle spalle una Regione Autonoma, Trainotti conclude: ”La grande maggioranza delle nostre risorse economiche derivano da aziende private e soci della Fondazione, oltre al contributo del Trust”. Programmazione e persone sono il segreto del loro successo