11/06/2021
Della serie le bellezze in Calabria non finiscono mai, come stupirvi con effetti speciali?
Preparatevi per la tappa numero 4 di Uniti dalla Musica...
Dalle grotte suggestive di Cassano al belvedere mistico di Civita di Cosenza!
La diretta di questa quarta location sarà una "terrazza" sorprendente da cui le videocamere e il drone ci faranno viaggiare e volare attraverso la gola del piccolo canyon di Civita, attraversando le strette e vertiginosi pareti rocciose del Pollino alte 1 km e planando sul letto del fiume Raganello.
Una natura mistica che è la casa di caprette che brucano sulle rocce e facili da incontrare, di rapaci come aquile e civette che grazie all'associazione culturale "I Setteventi del Pollino" trovano in questo luogo amicizia e armonia con l'essere umano, della Mater Chiesa luogo di preghiera e pace tra gli ulivi e i resti archeologici dell'età protostorica o tombe di una necropoli che raccontano la ricchezza del passato.
Unico passaggio tra la montagna e il borgo di circa mille anime è il Ponte del Diavolo la cui costruzione restaurata più volte racconta numerose leggende e collega il centro abitato alla riserva faunistica dal 1500 creando una fessura che permette allo sguardo di giungere fino al mare di Sibari dove sfocia il Raganello dal suo poetico viaggio.
Un'ispirazione continua che si esalta ancor più nel piccolo centro di Civita, un'attrazione per i turisti da tutto il mondo sia per la genuina e gentile ospitalità degli abitanti ma anche per le opere artistiche e le tradizioni di diverse etnie che la rendono un sito unico e speciale.
Difficile descrivere in breve tanta ricchezza, e forse il solo modo di comprenderla è vedere con i propri occhi... per iniziare bisogna sapere che il paese nasce nel 1471 da una comunità albanese in fuga dalla propria terra che ha portato con sé anche cultura, tradizione e lingua creando una delle più importanti comunità arbëreshe (si contano 35 isole etno-linguistiche in Calabria).
Le Case Kodra per esempio che sono un omaggio al pittore albanese Ibrahim Kodra e alle sue opere post-cubiste. La particolarità di queste case sta nelle loro sembianze umane: le finestre sembrano essere occhi, la canna del camino il naso e la porta la bocca. I comignoli sui tetti, non esiste un comignolo identico ad un altro e hanno un loro nome ( la Sentinella, il Gufo, l'Urlo di Munch) sono legati a storie di superstizioni e il loro aspetto, a volte anche minaccioso, serviva ad allontanare gli spiriti maligni.
La Vallja è una danza popolare albanese ancora oggi tramandata nel Kosovo che rievoca un evento storico arbëreshe del 1467, pittoresca e sensuale.
La pasta fatta in casa è il fiore all’occhiello della cucina di Civita, ricordiamo la Dromësat, una pasta piccola cotta nel brodo di carne, e la Stridhëlat, pasta casereccia condita con fagioli e pomodori freschi.
Nella storia del borgo è molto importante anche l'incontro con l'arte bizantina che ci lascia a bocca aperta entrando nella chiesa di Santa Maria Assunta del 1600 e di stile barocco, di fronte all'iconostasi, una struttura al centro della navata ricavata da legno di noce e olivo e abbellita con numerose icone del pittore Alfonso Leccese e della Scuola iconografica di Kolynos Ernesto di Atene.
Per non parlare dell’affascinante Castello di Kruja situato sulla strada che porta al ponte del Diavolo al cui interno sono stati organizzati un centro convegni e una pinacoteca.
Siete pronti ad immergervi tra le viuzze di pietra del borgo e a volare attraverso il canyon di Civita con noi?
Vi aspettiamo!
Sabrina Biagini