04/08/2026
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MASSANNUNZIATA, “SI PUÒ FARE” CONTRO LA DESTINAZIONE DELL’EX PIME: “UN’OCCASIONE PERDUTA PER CREARE SERVIZI E UN VERO CENTRO URBANO”
Il Movimento Civico “Si Può Fare” accende i riflettori sul futuro della frazione di Massannunziata e definisce quella dell’ex PIME “l’ennesima occasione perduta” per dare alla comunità servizi, spazi di aggregazione e una nuova identità urbana.
Secondo il movimento, Massannunziata ha ormai raggiunto, per estensione territoriale e numero di residenti, le caratteristiche di un vero e proprio centro urbano, ma continua a vivere una situazione di forte carenza infrastrutturale. Una realtà descritta come una “frazione dormitorio”, dove per molte necessità quotidiane i cittadini sono costretti a utilizzare l’auto e spostarsi nei comuni limitrofi.
“Qualche farmacia, un paio di panifici privi di parcheggio e poco altro – evidenzia il Movimento – non sono sufficienti per una comunità in crescita che necessita di servizi essenziali e di una pianificazione urbana adeguata”.
Al centro della discussione c’è l’imponente struttura dell’ex PIME, ritenuta da “Si Può Fare” una delle ultime grandi opportunità per dotare Massannunziata di un vero punto di riferimento. Per il movimento, infatti, le dimensioni e la posizione strategica dell’immobile avrebbero consentito la realizzazione di un polo capace di rispondere ai bisogni reali dei residenti.
Tra le proposte indicate: un polo commerciale di vicinato per garantire acquisti e servizi di prima necessità senza doversi spostare, presidi sanitari e ambulatori specialistici per offrire assistenza decentrata a una popolazione in costante aumento, uffici e spazi di coworking destinati ai professionisti e ai lavoratori in smart working, oltre ad aree verdi e parcheggi per creare un luogo di aggregazione e un possibile “centro paese”.
Il Movimento contesta invece la scelta di destinare l’ex PIME al settore agroalimentare, motivata da una presunta “vocazione agricola” del territorio.
“Mascalucia e le sue frazioni – dichiara il portavoce di ‘Si Può Fare’ Tiziano Casesa – funzionano da anni come una micro-città residenziale, non come un distretto rurale. Non si è mai registrata una reale domanda o un interesse espresso dai giovani locali verso il settore primario, né questa scelta è stata preceduta da dibattiti pubblici o momenti di confronto sul tema”.
Secondo il Movimento, il pericolo concreto è che il nuovo progetto possa trasformarsi in un ulteriore “incubatore” senza un reale collegamento con il tessuto economico e sociale della zona, diventando una struttura isolata rispetto alle esigenze della comunità.
La critica riguarda anche il metodo adottato nelle decisioni. “Quel che pesa maggiormente – sottolinea il Movimento – è la totale assenza di partecipazione: la scelta è stata presa senza un confronto reale con la cittadinanza, senza assemblee pubbliche e senza ascoltare le priorità di chi Massannunziata la vive ogni giorno”.
“Servono risposte concrete, servizi e una pianificazione urbana consapevole – conclude ‘Si Può Fare’ – non scelte astratte lontane dalla realtà del territorio”.