29/09/2025
Cinque giorni fa il basket è finito su tutti i giornali (e su qualche tg) per un fatto imbarazzante.
Mercoledì scorso, in A2, alla prima di campionato, Rieti ha perso in casa 60-72 contro Avellino (che è un'ottima squadra allenata da Buscaglia). In sala stampa un giornalista locale ha preso la parola rivolgendosi a così al coach di Rieti Franco Ciani: "La squadra è scarsa. Ci hanno surclassato. Vorresti dirci 'bicchiere mezzo pieno'? La gente è delusissima. Si è vista la pochezza di questa squadra. Giocatori come Pascolo e Parravicini chi li ha presi?? Chi?? Ma Pascolo è un giocatore di basket?? Lo è stato... Mi piacerebbe che un allenatore dicesse 'Questa sera abbiamo fatto schifo! Scusate, perdonateci...'. No, io non ci sto! Io sono un amante di Rieti, di questa squadra e di questa città: l'allenatore quest'anno è Ciani, l'anno prossimo potrebbe essere un altro, quindi tu vai via e io rimango perchè questa è la mia città, la mia squadra. La partita di questa sera è stata uno schifo. Uno schifo! Vergognatevi!".
Poi si è alzato ed è andato via senza dare la possibilità al coach di replicare. Ciani, con estrema educazione, ha preso atto della fuga del giornalista rispondendo: "Evidentemente la mia opinione non interessa".
Il giorno dopo il club ha comunicato che il giornalista si sarebbe scusato.
Ripetiamo: tutto ciò è accaduto alla prima partita di campionato. 1 partita giocata, 40 minuti totali di stagione disputati, 37 partite al termine della regular season.
Soltanto quattro giorni dopo, ieri, Rieti ha disputato subito la seconda partita di campionato: ha vinto fuori casa a Rimini, 75-77, in casa della finalista della scorsa stagione ed una delle squadre più accreditate alla promozione in Serie A anche quest'anno.
Tra i migliori in campo Parravicini con 15 punti, 3 assist, 2 recuperi, 18 di valutazione, e Dada Pascolo (35 anni) con 10 punti, 4/6 da due, 6 rimbalzi, 16 di valutazione. Nel complesso, una grande partita di Rieti.
In sala stampa un giornalista riminese ha fatto i complimenti a coach Ciani aggiungendo "Bravi, nonostante la bufera mediatica dei giorni scorsi...".
Questa la risposta di Ciani: "Sì, me l'hanno detto di questa bufera... (sorride)". Poi ha proseguito diventando più serio: "È stata una settimana come tutte le altre. Noi ci alziamo la mattina per fare il nostro lavoro, come tutti, e per farlo al meglio. Sono gli altri che lo guardano e che lo giudicano, e che esprimono i loro pensieri. Ma questo non inficia con la nostra quotidianità. Faccio i complimenti ai miei giocatori perchè hanno saputo isolarsi da tutto ciò che è accaduto fuori dal campo, relativamente ad una questione sulla quale non voglio nemmeno tornare. Abbiamo fatto quello che dei seri professionisti devono fare: lavorare e impegnarci per provare a vincere. A volte può capitare di commettere degli errori, sbagliare, e perdere. Penso che questa sera abbiamo dimostrato quale possa essere il nostro vero valore."
Nemmeno mezza parola polemica. Nemmeno un accenno a chi lo ha aggredito, senza motivo, dopo appena 40 minuti di campionato.
Franco Ciani, da 35 anni, fa all'allenatore professionista. Ha allenato un po' ovunque. È ritenuto da molti uno dei migliori "insegnanti di pallacanestro" che abbiamo in Italia. In 35 anni mai una parola fuori posto. Mai una polemica. Mai una mancanza di rispetto verso qualcuno. Nemmeno di fronte ad un tipico esempio di totale mancanza di cultura sportiva, quella che nel nostro Paese vorrebbe la testa dell'allenatore già dopo una partita di campionato, quella che dopo ogni sconfitta si fionda alla ricerca di un colpevole, quella che non accetta la sconfitta come risultato, si è scomposto.
Franco Ciani è da sempre uno dei personaggi più belli e positivi che abbiamo nel basket italiano: uno che nonostante un destino infame gli abbia impedito di coronare il sogno di giocare a basket, ha messo la sua passione, il suo entusiasmo, la sua educazione e la sua cultura sportiva a disposizione della pallacanestro. Uno che ha sempre combattuto l'inciviltà, la derisione (anche nei suoi confronti) e la mancanza di rispetto, con la miglior arma a disposizione delle persone intelligenti: l'educazione.
Grazie Franco.