Fondazione Malvina Menegaz - Ente Cultura Abruzzo

Fondazione Malvina Menegaz - Ente Cultura Abruzzo Ente no profit nato per promuovere il territorio, l'arte e la cultura contemporanee. per saperne di più:
www.fondazionemenegaz.it

Nata nel 2008 per volontà di Osvaldo Menegaz, la Fondazione Malvina Menegaz per le Arti e le Culture ha sede nel Palazzo Clemente di Castelbasso, un piccolo borgo della provincia di Teramo, Abruzzo, Italia.
È in questo orizzonte fatto di storia e bellezze paesaggistiche che la Fondazione vive quale Ente giuridicamente riconosciuto, dopo aver ereditato il patrimonio di esperienza e professionalità

derivante dalla già operante Associazione “Amici per Castelbasso”, ora confluita nella Fondazione medesima. Finalità principale è quella di promuovere l’arte e la cultura contemporanee, attraverso l’organizzazione di eventi espositivi di qualità e dialogando con Istituzioni pubbliche e private, italiane e sopranazionali, con le quali condividere la programmazione di attività culturali che vadano a beneficio del territorio. La Fondazione si occupa della gestione integrale di eventi espositivi, dal momento della progettazione fino alla sua conclusione, unendo la cura scientifica e l’organizzazione. Infatti, oltre all’ideazione, organizzazione e curatela, effettua la redazione e la stampa dei cataloghi, il trasporto delle opere d’arte, la loro assicurazione, l’aspetto promozionale e pubblicitario, la segreteria, l’ufficio stampa, in collaborazione con importanti operatori del settore nazionali ed internazionali, accuratamente selezionati.

L'ultimo piano di Palazzo De Sanctis chiude il percorso con una domanda che riguarda tutti noi: possiamo parlare di diri...
18/08/2026

L'ultimo piano di Palazzo De Sanctis chiude il percorso con una domanda che riguarda tutti noi: possiamo parlare di diritti umani senza prenderci cura dell'ambiente? Le opere raccolte in queste sale suggeriscono che la risposta è no.

Con Elena Mazzi scopriamo il legame tra biodiversità, migrazioni e pratiche sostenibili.

Sebastião Salgado ci conduce nella foresta amazzonica, ricordandoci che proteggere la natura significa anche non solo proteggere le comunità che la abitano, ma tutti noi.

La scultura di Petrit Halilaj racconta un rapporto intimo con il mondo animale, mentre JR rende omaggio a chi custodisce il paesaggio agricolo e la cultura contadina.

L'arazzo di Otobong Nkanga cambia lentamente sotto l'azione dell'acqua, rendendo visibile la continua trasformazione della natura e della società.

Il percorso si conclude con l'installazione di Stefano Arienti: alberi tracciati in oro, simbolo della loro preziosità e del valore che troppo spesso dimentichiamo di riconoscere.

Dopo aver attraversato storie di censura, migrazione, discriminazione e libertà, la mostra si chiude ricordandoci che nessun diritto può esistere senza la tutela del mondo che ci ospita.

Genesi. Arte e diritti umani
dal 25.07 al 30.08
dal giovedì alla domenica: 19.00-24.00
Ingresso gratuito

(In foto da sinistra a destra: Sebastião Salgado, “Yanomami shaman converses with the spirits before the ascent to Mount Pico da Neblina. Amazonas state, Brazil”, Elena Mazzi “En Route To The South, Learning To Be Nomadic”, Stefano Arienti “Alberi dorati”, JR “Omelia Contadina, Dario Sforza, Sepoltura, Castel Giorgio, Italie, 2019”, Otobong Nkanga “In a Place Yet Unknown”)

Salendo al primo piano di Palazzo De Sanctis entriamo nel percorso dedicato alla migrazione, raccontata non solo come sp...
12/08/2026

Salendo al primo piano di Palazzo De Sanctis entriamo nel percorso dedicato alla migrazione, raccontata non solo come spostamento geografico ma come trasformazione dell’identità, sospesa tra memoria, nuove culture e cambiamento.

Ad accoglierci sono Victor Fotso Nyie e Anna Boghiguian, che intrecciano tradizioni e linguaggi diversi mostrando come le radici continuino a vivere trasformandosi.
Con Binta Diaw il mare diventa simbolo di speranza, perdita e della ricerca di una vita diversa.

Francis Offman e Ibrahim Mahama riflettono sulle conseguenze del colonialismo e dello sfruttamento. Offman indaga origini e movimento, mentre Mahama racconta la migrazione imposta dal lavoro, mettendo a confronto chi viaggia per piacere e chi è costretto a farlo per sopravvivere.

In Yoan Capote il mare si trasforma in un confine: gli ami rendono l’orizzonte una barriera, con Cuba sospesa tra paradiso e prigione.

Henry Taylor e Betye Saar riportano alla luce l’eredità della schiavitù e del razzismo negli Stati Uniti, mostrando i segni ancora vivi delle migrazioni forzate.

Infine, Małgorzata Mirga-Tas celebra la memoria e la cultura del popolo rom come forma di resistenza, mentre Etel Adnan racconta un’identità capace di accogliere lingue, paesi e culture diverse.

Più che della migrazione, questo percorso parla di ciò che resta con noi dopo ogni confine: perché partire significa perdere qualcosa, ma anche scoprire che l’identità continua a costruirsi nell’incontro con l’altro.

Genesi. Arte e diritti umani
dal 25.07 al 30.08
dal giovedì alla domenica: 19.00-24.00
Ingresso gratuito

(In foto: Victor Fotso Nyie, Rêve lucide)

La violenza non comincia sempre con un'arma. A volte inizia cancellando una parola, mettendo a tacere una voce, negando ...
10/08/2026

La violenza non comincia sempre con un'arma. A volte inizia cancellando una parola, mettendo a tacere una voce, negando una memoria.

A Palazzo De Sanctis, tre opere raccontano le conseguenze della censura e della sopraffazione. Con “Il discorso di Pericle”, Emilio Isgrò interviene sul celebre testo di Tucidide cancellandolo quasi completamente. Quello che resta ci ricorda quanto sia fragile la memoria e quanto facilmente il potere possa riscrivere la storia.

Al contrario, Shilpa Gupta, con “For, In your tongue, I cannot fit”, restituisce simbolicamente la voce a scrittori, poeti e pensatori perseguitati, imprigionati o uccisi per le loro idee. Una libreria illuminata diventa un monumento alla libertà di espressione.

Alfredo Jaar, infine, affronta il genocidio del Ruanda scegliendo di non mostrare direttamente la violenza. Al suo posto vediamo l'abbraccio di due ragazzi: un gesto di sostegno reciproco che diventa ancora più potente se pensiamo a ciò che resta fuori dall'immagine. Il vero protagonista è il silenzio della comunità internazionale, che durante il genocidio rimase a lungo spettatrice. Un silenzio che, in questo caso, si è trasformato esso stesso in una forma di violenza.

Genesi. Arte e diritti umani
dal 25.07 al 30.08
dal giovedì alla domenica: 19.00-24.00
Ingresso gratuito

(In foto: Shilpa Gupta “For, In your tongue, I cannot fit”)

La seconda sala di Palazzo Clemente accoglie quattro artiste che raccontano la condizione femminile da prospettive diver...
07/08/2026

La seconda sala di Palazzo Clemente accoglie quattro artiste che raccontano la condizione femminile da prospettive diverse.

Negli autoritratti di Zanele Muholi, il corpo diventa affermazione di identità e resistenza contro discriminazioni legate a genere, orientamento sessuale e razza. Monica Bonvicini riflette invece sulle dinamiche di potere che attraversano lo spazio domestico, evocando la violenza spesso nascosta tra le mura di casa. Con la serie “Women of Allah”, Shirin Neshat racconta la complessità della condizione femminile nell'Iran post-rivoluzionario, sospesa tra imposizione, fede e autodeterminazione. Lo sguardo di Diane Arbus, infine, mette in discussione gli stereotipi sociali e le disuguaglianze attraverso immagini capaci ancora oggi di interrogarci.

Quattro artiste, quattro sguardi diversi che, messi uno accanto all'altro, ci aiutano a leggere il presente con maggiore consapevolezza.

Genesi. Arte e diritti umani:
dal 25.07 al 30.08
dal giovedì alla domenica: 19.00-24.00
Ingresso gratuito

(In foto da sinistra a destra: Zanele Muholi “Room 107 Day Inn Hotel”, Monica Bonvicini “Home Is
Where You Leave Your Belt”, Shirin Neshat “Stories of Martyrdom (Women of Allah series)”)

La mostra, a cura di Ilaria Bernardi, propone cinque percorsi che si intrecciano tra le sale di Palazzo Clemente e Palaz...
05/08/2026

La mostra, a cura di Ilaria Bernardi, propone cinque percorsi che si intrecciano tra le sale di Palazzo Clemente e Palazzo De Sanctis. Cinque modi diversi di riflettere sui diritti umani attraverso l'arte contemporanea.

Iniziamo dalla storia di un progetto che, in pochi anni, è diventato uno dei più importanti esempi italiani di riflessione sui diritti umani attraverso l'arte contemporanea.

Nata nel 2020 per volontà di Letizia Moratti, l' Associazione Genesi ha costruito una collezione che continua a crescere e ad arricchirsi di nuove opere e nuove collaborazioni. Le opere esposte a Palazzo Clemente raccontano proprio questa evoluzione.

Ad accogliere il visitatore è “Ceramic amphora #13” di Wael Shawky, una delle più recenti acquisizioni della collezione: un'anfora che richiama il Mediterraneo come luogo di incontri, scambi e contaminazioni culturali. Poco distante, “Atrabiliarios” di Doris Salcedo, presentata pochi mesi fa all'UNESCO di Parigi. Le scarpe custodite nelle nicchie raccontano le vite spezzate delle donne desaparecidas in Colombia e ricordano come la memoria possa diventare un gesto di resistenza. La presenza di Louise Nevelson racconta invece il nuovo percorso dell'Associazione dedicato alle
grandi figure della storia dell'arte, mentre le opere di Pascale Marthine Tayou e Shirin Neshat testimoniano i progetti speciali realizzati in collaborazione con Banca Ifis in occasione della Biennale di Venezia.

A Palazzo De Sanctis, infine, “Becoming” di Morteza Ahmadvand ricorda il punto da cui tutto è iniziato: l'opera che ha dato avvio alla Collezione Genesi e che ancora oggi ne incarna lo spirito, invitando a immaginare un'umanità unita oltre ogni differenza.

Genesi. Arte e diritti umani
dal 25.07 al 30.08
dal giovedì alla domenica: 19.00-24.00
Ingresso gratuito

(In foto Morteza Ahmadvand “Becoming”)

✨ L’arte incontra le parole e le note per regalarci due serate indimenticabili sotto le stelle.Ecco i prossimi appuntame...
04/08/2026

✨ L’arte incontra le parole e le note per regalarci due serate indimenticabili sotto le stelle.

Ecco i prossimi appuntamenti in programma:

🎨 Genesi. Arte e diritti umani:
📅 dal 25.07 al 30.08
🕗 dal giovedì alla domenica: 19.00-24.00

Gli spettacoli ore 21.30:

🎶 08.08: Joe Barbieri
🎭 09.08: Stefano Massini

03/08/2026

✨ L’arte contemporanea come linguaggio per parlare di diritti umani e temi sociali.

La Fondazione Malvina Menegaz ospita la mostra di Progetto Genesi nei palazzi storici di Castelbasso a Palazzo Clemente e Palazzo De Sanctis.

Un viaggio intenso tra opere che affrontano la violenza, l'immigrazione e il nostro rapporto con la natura.

📍 Castelbasso (TE)

✨ Un weekend ricchissimo di arte e musica ti aspetta!Dal 31 luglio al 2 agosto:🖼 Mostra GENESI - Arte e Diritti Umani📆 D...
30/07/2026

✨ Un weekend ricchissimo di arte e musica ti aspetta!

Dal 31 luglio al 2 agosto:

🖼 Mostra GENESI - Arte e Diritti Umani
📆 Dal 25.07 al 30.08
🕒 Dal giovedì alla domenica | 19.00 - 24.00

Gli spettacoli: ore 21:30:

📯 31/07 - Banda Osiris: Le dolenti note
🎶 01/08 - Suite Europea
🎤 02/08 - Voce e Organo: Ideale connubio

Indirizzo

Via XXIV Maggio, 28
Castellalto
64020

Orario di apertura

Lunedì 09:30 - 13:30
Martedì 09:30 - 13:30
14:30 - 18:30
Mercoledì 09:30 - 13:30
Giovedì 09:30 - 13:30
Venerdì 09:30 - 13:30
14:30 - 18:30
Sabato 09:30 - 13:30

Telefono

+390861508000

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