27/05/2026
Egregio Signor Sindaco,
Le rivolgo i miei più sinceri auguri per l’incarico che i cittadini di Casagiove Le hanno affidato.
Un ruolo complesso, soprattutto in una comunità che ha bisogno di ritrovare piena fiducia nelle istituzioni.
Le scrivo per sottoporLe una questione che da anni riguarda il rapporto tra Comune, Chiesa e associazionismo locale.
È innegabile che la presenza di un sacerdote molto attivo abbia contribuito a tenere unita parte della comunità. Quando le istituzioni faticano, la Chiesa spesso supplisce. E fin qui il principio di sussidiarietà può anche funzionare.
Il problema nasce quando i ruoli si confondono: quando un parroco di fatto si sostituisce all’amministrazione nelle decisioni pubbliche, nell’organizzazione degli eventi e nella gestione degli aiuti sociali.
Richiamare la figura di Don Peppino Diana è doveroso solo se ne cogliamo il messaggio autentico: “per amore del mio popolo non tacerò”. Don Peppino denunciava il potere che si sostituisce allo Stato. Emularlo significa quindi riportare legalità, trasparenza e distinzione dei ruoli, non occupare spazi che competono al Comune.
Tre punti concreti su cui Le chiedo un intervento:
Eventi e vita culturale
Casagiove ha un tessuto di associazioni giovanili vivace e competente. I ragazzi hanno voglia di progettare, organizzare, portare idee nuove. Il Comune deve essere la regia che mette a bando gli spazi, assegna patrocini con criteri chiari e valorizza queste energie. Ai sacerdoti spetta l’accompagnamento spirituale e morale: fondamentale, ma diverso. Ognuno faccia il suo, nel rispetto reciproco.
Aiuti alimentari e sostegno alle fragilità
La distribuzione dei pacchi alimentari non può dipendere da valutazioni discrezionali o dalla frequentazione della parrocchia. È un servizio sociale che va gestito dall’amministrazione comunale, con bando pubblico, ISEE, graduatorie trasparenti e controlli. Solo così si garantisce che gli aiuti arrivino a chi ne ha davvero bisogno.
Purtroppo non è raro vedere ancora oggi persone ritirare pacchi alimentari scendendo da auto di valore superiore ai 50.000 euro. Episodi che minano la credibilità del sistema e tolgono risorse a chi è davvero in difficoltà.
Ripristino del principio di legalità
La Chiesa è una risorsa preziosa per la città, ma non può e non deve sostituirsi allo Stato. Il Comune ha il dovere di riaffermare la propria titolarità su servizi, welfare e programmazione culturale. Collaborare sì, delegare in bianco no.
Signor Sindaco, la Sua elezione è l’occasione per rimettere al centro il ruolo delle istituzioni. I cittadini hanno bisogno di regole certe, bandi pubblici, criteri oggettivi. E hanno bisogno di vedere che il Comune c’è, decide, si assume responsabilità.
Sono certo che vorrà affrontare la questione con l’equilibrio e la determinazione che il Suo ruolo richiede. La comunità di Casagiove, soprattutto i più giovani e i più fragili, ne trarranno beneficio.
La ringrazio per l’attenzione e resto a disposizione per un confronto costruttivo.
Cordiali saluti,
Cristian Franchi