31/05/2026
Queste foto hanno 12, 13 anni:
Le riguardo oggi e mi fanno sorridere.
Erano le Domeniche trascorse a lavorare insieme a Valeria, tra sale ricevimenti, compleanni, matrimoni ed eventi. Erano giornate lunghe, piene di bambini, musica, risate e chilometri fatti con la voglia di dare sempre il massimo.
In quel periodo non avevo ancora un posto mio.
Non esisteva Party Time come lo conoscete oggi.
Esisteva però una cosa che è rimasta identica nel tempo: La mia voglia di creare emozioni.
Lavoravo dove c’era bisogno di me. Il Sabato capitava di lavorare da mio zio Saverio, la Domenica ero in giro per eventi ed in settimana ero impegnato con il Doposcuola alla piccola Martina e dalle 15:30 alle 17:30 (dal Lunedì al Venerdi presso alcuni istituti scolastici per conto del comune di Capurso )
Mi adattavo, imparavo, osservavo e sognavo.
Sognavo un luogo tutto mio.
Un posto dove poter esprimere fino in fondo la mia idea di accoglienza, di divertimento e di attenzione per le persone.
La cosa più bella è che il lavoro non mi ha mai spaventato.
Mai.
Ho sempre creduto che le cose andassero costruite un passo alla volta, senza scorciatoie.
Mi sono dato tanto. Forse troppo.
Ho condiviso tempo, energie, idee e opportunità senza farmi troppe domande.
Eppure, nel corso degli anni, qualcuno mi ha definito avido. Qualcuno mi ha chiamato opportunista. Qualcuno ha pensato che fossi interessato soltanto ai soldi.
Parole che mi hanno ferito, perché chi mi conosce davvero sa quante volte ho messo il cuore davanti a tutto il resto e PAGATO CENE E CONCERTI a tantissima gente che mi ha pugnalato .
Con il tempo ho imparato una lezione importante: Non bisogna restare nei luoghi in cui ci si sente costantemente giudicati.
Non bisogna restare accanto a chi ti fa sentire sbagliato per ciò che sei.
Perché quando ti senti accolto, quando puoi essere te stesso senza doverti giustificare continuamente, riesci a dare il meglio di te.
Ed è esattamente quello che è successo a me.
Guardando queste foto non vedo soltanto un ragazzo più giovane.
Vedo una persona che stava costruendo il proprio futuro senza saperlo.
Vedo sacrifici, entusiasmo, fatica, amicizie e sogni.
Vedo tutte le strade che mi hanno portato fino a qui.
E, nonostante tutto, rifarei ogni singolo passo.
Perché la mia storia non è nata quando ho aperto una porta.
La mia storia è iniziata molto prima.
È iniziata il giorno in cui ho deciso di credere in me stesso, anche quando gli altri non lo facevano.
— Filippo