Oesterlen in Toscana

Oesterlen in Toscana Il Cimitero Militare Germanico è un'Architettura che si fa strumento per una riflessione sulla sacralità dell'esistenza dell'uomo e della sua morte

Mi auguro proprio che per Oesterlen non si debba arrivare a questi punti.
21/01/2021

Mi auguro proprio che per Oesterlen non si debba arrivare a questi punti.

"Nervi è salvo, Michelucci non ancora"
Grazie ad Elena Franzoia che per il Il Giornale dell'Arte ha raccolto una serie di testimonianze sul complicato rapporto tra Firenze e l'architettura degli anni Trenta.

Andrea Aleardi, direttore della Fondazione Giovanni Michelucci: «Fare vivere le architetture d’autore significa certo adeguarle e l’unica via è mobilitare le migliori energie progettuali attraverso il concorso di architettura, auspicato anche per il Franchi. Alcune opere di Michelucci rappresentano casi paradigmatici di questa generale disattenzione. Concepita come spazio urbano la Stazione di Santa Maria Novella è invece sempre più stretta dal prevalere pervasivo di interessi commerciali e forzature in termini di sicurezza, affrontati con troppo approssimative soluzioni progettuali e di conservazione, dimenticando il contesto. A fatica si difende la Palazzina Reale, soprattutto perché meritoriamente presidiata da OAF come propria sede. Analogamente la proposta certamente demagogica di Sgarbi di demolire le Poste di Via Pietrapiana bene esemplifica un processo tendente a incolpare gli edifici (e la loro manutenzione) del degrado di interi settori della città. Dovrebbe invece accadere l’opposto: ripensare le architetture d’autore, recuperate e rifunzionalizzate, come catalizzatori di rigenerazione urbana».

Leggi l'articolo completo >>> https://www.ilgiornaledellarte.com/articoli/nervi-salvo-michelucci-non-ancora/134901.html

C'è un episodio della vita di Dieter Oesterlen che vale la pena ricordare: qualcosa di un'abitudine dei paesi anglo/sass...
27/11/2017

C'è un episodio della vita di Dieter Oesterlen che vale la pena ricordare: qualcosa di un'abitudine dei paesi anglo/sassoni e germanici, per chi voleva intraprendere un'attività tecnica, che era quella di lavorare in un cantiere al termine degli Studi superiori. E Oesterlen lo fa andando a fare il carpentiere nella costruzione dell'Oder-damm, la diga sull'Oder. A me ha sempre intrigato, anche per una mia simile esperienza da adolescente nelle lunghe estati delle vacanze, un'esperienza così diversa come è quella nel mondo complesso del lavoro, mentre ancora percorri gli studi. Per me era entusiasmante, quindi m'immagino come doveva essere per Oesterlen l'esperienza di lavoro nel cantiere di una diga.

14/11/2017

A quest'opera, a questo lavoro sul territorio, Oesterlen arriva dopo una lunga storia di avvicinamento al significato dell'Architettura, iniziata sotto la guida di Maestri come Poelzig e Tessenhow, negli anni trenta del secolo scorso. In un'epoca in cui la Land-Art era di là da ve**re, il suo rispetto per la natura e per la vita e la morte degli uomini lo fa essere un'antesignano, un contro-operatore di Architettura, un uomo che la comprende misurandosi con gli elementi primari: montagna e pietra, fluire delle stagioni, in uno sguardo teso verso l'infinito, come lui stesso scrive nel suo disegno del percorso del muro dalla sommità del monte all'ingresso al cimitero militare.

13/11/2017

Devo fare una precisazione: Devo moltissimo a Bruno Reichlin, che è stato mio Professore di Storia dell'Architettura nell'anno denso di vita in cui Giovanni Klaus Koenig gli concesse d'insegnarci (eravamo una quindicina) gli anni dell'architettura tedesca da fine 800 all'avvento del Nazismo. Ma ancora non conoscevo Dieter Oesterlen.

13/11/2017

Dieter Oesterlen realizza il progetto per il Soldaten Friedhof (che bellissima parola: hof- che fa ve**re alla mente tutt'altre dimore), per qualche chilometro la Toscana lo ospita (la Romagna è a due passi). Chissà, avrebbe potuto sorgere in Emilia Romagna, invece sta qui da noi, in Toscana. Non ho mai saputo se per le vicissitudini della storia di guerra o per scelta di Oesterlen che peraltro- lo si capisce dal trattamento della tessitura dei muri che fanno vivere questo cimitero- amava la Toscana nei suoi muri a secco contadini.

06/08/2014
Il Corriere Fiorentino (Edizione di Firenze del Corriere della Sera), Sabato 2 Agosto u.s.
06/08/2014

Il Corriere Fiorentino (Edizione di Firenze del Corriere della Sera), Sabato 2 Agosto u.s.

04/08/2014

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