21/01/2021
Mi auguro proprio che per Oesterlen non si debba arrivare a questi punti.
"Nervi è salvo, Michelucci non ancora"
Grazie ad Elena Franzoia che per il Il Giornale dell'Arte ha raccolto una serie di testimonianze sul complicato rapporto tra Firenze e l'architettura degli anni Trenta.
Andrea Aleardi, direttore della Fondazione Giovanni Michelucci: «Fare vivere le architetture d’autore significa certo adeguarle e l’unica via è mobilitare le migliori energie progettuali attraverso il concorso di architettura, auspicato anche per il Franchi. Alcune opere di Michelucci rappresentano casi paradigmatici di questa generale disattenzione. Concepita come spazio urbano la Stazione di Santa Maria Novella è invece sempre più stretta dal prevalere pervasivo di interessi commerciali e forzature in termini di sicurezza, affrontati con troppo approssimative soluzioni progettuali e di conservazione, dimenticando il contesto. A fatica si difende la Palazzina Reale, soprattutto perché meritoriamente presidiata da OAF come propria sede. Analogamente la proposta certamente demagogica di Sgarbi di demolire le Poste di Via Pietrapiana bene esemplifica un processo tendente a incolpare gli edifici (e la loro manutenzione) del degrado di interi settori della città. Dovrebbe invece accadere l’opposto: ripensare le architetture d’autore, recuperate e rifunzionalizzate, come catalizzatori di rigenerazione urbana».
Leggi l'articolo completo >>> https://www.ilgiornaledellarte.com/articoli/nervi-salvo-michelucci-non-ancora/134901.html