02/07/2025
❝ Tra gli anni '60 e '70, il movimento sociale della Contro-cultura originatosi tra Inghilterra e Stati Uniti caratterizzò uno dei momenti di politica attiva più radicali mai sperimentati dall'Occidente: tematiche anti belliche, anti razziali ed antiestablishment permearono la società civile, culminando in fenomeni sociali come le rivolte studentesche del '68. Tra gli slogan più celebri di quel decennio c'è sicuramente "𝐅𝐚𝐭𝐞 𝐥'𝐚𝐦𝐨𝐫𝐞 𝐧𝐨𝐧 𝐟𝐚𝐭𝐞 𝐥𝐚 𝐠𝐮𝐞𝐫𝐫𝐚" (𝐌𝐚𝐤𝐞 𝐋𝐨𝐯𝐞 𝐍𝐨𝐭 𝐖𝐚𝐫), in aperta critica alle operazioni militari statunitensi in Vietnam: ma sappiamo da chi è stato coniato?
Non sono in pochi a contendersi la paternità di questa frase. Una valida candidata è Diane Newell Meyer, che nel 1965 era studentessa dell'Università dell'Oregon, l'anno in cui lo slogan si è diffuso. Sostiene di averlo scritto su un cartoncino e di esserselo appuntato al maglione prima di una manifestazione, ed in effetti testimonianze fotografiche avvallano la sua tesi. "Mi è balenato in mente all'improvviso, ricordo che iniziai a ridacchiare mentre lo scrivevo. Ero certa di non averlo mai letto prima, non ci sono molte prove, ma penso di essere io l'inventrice dello slogan".
Non è dello stesso avviso Penelope Rosemont, artista, scrittrice e designer. Assieme al marito Franklin, nel 1965 gestiva il collettivo anarco/marxista/surrealista Solidarity Bookshop. "A marzo volevamo realizzare una spilla. Il primo slogan al quale pensammo fu Make Peace, Not War, ma ci sembrava troppo blando per gli anni '60. Molti di noi ci ragionarono sù e finimmo col modificarlo in Make Love, Not War. (...) Vendemmo la spilla assieme al nostro magazine, prima a Chicago e poi in tutto il Paese".
Indipendentemente da chi siano gli autori originari, la frase è rimasta nella storia. Anche il panorama musicale contribuì alla sua notorietà: venne inserita da John Lennon in "Mind Games" e da Bob Marley in "No More Trouble", consacrandola definitivamente come mantra delle campagne pacifiste da allora in poi.
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#1968