Arte in Luce

Arte in Luce Catalogazione per Enti e Musei. Ideazione e organizzazione di mostre, cicli di incontri culturali e conferenze. Realizzazione di testi e produzioni editoriali.

Expertise, ricerche storico-artistiche e d'archivio. Contenuti per app per visite a Musei.

Nell’ampio e variegato panorama di opere catalogate non possiamo certo tralasciare le ceramiche e le terraglie del MIDeC...
15/09/2020

Nell’ampio e variegato panorama di opere catalogate non possiamo certo tralasciare le ceramiche e le terraglie del MIDeC (Museo Internazionale del Design Ceramico) di Laveno Mombello(VA), sulla sponda lombarda del Lago Maggiore. Del notevole patrimonio, in parte un deposito della società Richard Ginori e in parte proveniente dalle donazioni Scotti Meregalli e Franco Revelli, fanno parte grandi vasi, portaombrelli, piatti e servizi da tavola finemente decorati, realizzati tra la fine dell'Ottocento e il primo Novecento dalle maestranze della Società Ceramica Italiana (SCI) di Laveno Mombello, ma anche opere in stile Liberty e pezzi ormai rari di servizi igienici di manifatture italiane e straniere. L’alto livello artistico della collezione unito all’incantevole cornice scenografica del lago e del palazzo cinquecentesco che ospita il Museo, ne hanno fatto un’esperienza unica e culturalmente stimolante.

“Vedere l’invisibile”…. Impossibile dimenticare questo viaggio lungo ben otto anni tra gli splendidi tesori delle chiese...
11/09/2020

“Vedere l’invisibile”…. Impossibile dimenticare questo viaggio lungo ben otto anni tra gli splendidi tesori delle chiese bergamasche. Organizzata per il Museo Diocesano “Adriano Bernareggi” e sotto il patrocinio della Diocesi e della Provincia di Bergamo, l’iniziativa deve il suo successo, oltre alla bravura e alla professionalità dei numerosi relatori, anche all’originalità della forma: una conversazione a due voci, realizzata all’interno di una chiesa, nella quale uno storico dell’arte e un esperto di liturgia e iconografia si confrontano sull’analisi di alcune opere sacre con l’obiettivo di far riscoprire l’inestimabile patrimonio ecclesiastico bergamasco e di interpretare quei simboli che da sempre rendono l’arte un veicolo di elevazione spirituale.

VENTAGLIO… semplice accessorio o strumento di tacita seduzione? Una selezione di opere della Collezione dell’Accademia C...
08/09/2020

VENTAGLIO… semplice accessorio o strumento di tacita seduzione? Una selezione di opere della Collezione dell’Accademia Carrara e della Quadreria dell’Ospedale Papa Giovanni XXIII, di cui abbiamo curato la catalogazione e lo studio di approfondimento, raccontano di un vero e proprio “linguaggio non verbale”, un codice d’amore segreto usato dalle dame per comunicare con i propri pretendenti in occasione di balli, feste e riunioni mondane e che sfruttava proprio il ventaglio per potersi esprimere. La grande fortuna, durata per quasi tre secoli, di questo raffinato accessorio della moda femminile non era quindi semplicemente legata all’esigenza di attenuare il caldo: era molto di più, una sicurezza psicologica, un simbolo, uno strumento di seduzione, un vero e proprio “scettro” al femminile.

Nell’Ottocento e nei primi del Novecento le carenti possibilità economiche portarono la classe contadina a nutrirsi quas...
04/09/2020

Nell’Ottocento e nei primi del Novecento le carenti possibilità economiche portarono la classe contadina a nutrirsi quasi esclusivamente di polenta. Paiolo e tagliere da polenta erano quindi immancabili nelle cucine del tempo, come dimostrano i non pochi esemplari catalogati nei musei di Schilpario e di Orio al Serio.
Le condizioni di vita dei contadini e una dieta basata sul consumo pressoché esclusivo di polenta furono le cause principali della diffusione della terribile malattia della pellagra e del suo sintomo più destabilizzante, la malincolia, genere di pazzia che prevalse ad Astino quando il monastero fu sede del manicomio cittadino. L’interessante argomento, già ampiamente indagato nella mostra “Storie dimenticate. Follia e cura nell’antico manicomio di Astino” tenutasi nei locali del monastero, è stato anche alla base della conversazione a due voci dal titolo “Trenta dì, sessanta polente. Pellagra, pazzia e Movimento cattolico” che nel 2018 ha inaugurato il ciclo “Astino incontri” organizzato dalla Fondazione Mia e ideato e curato da Alessandra Civai. Un plauso ai due relatori, lo studioso di storia della sanità bergamasca Cesare Fenili e lo storico dell’economia Gianluigi Della Valentina, che sono riusciti a catturare e a tenere alta l’attenzione del pubblico su un tema per nulla semplice da raccontare.

Con SMILE VISIT, la piattaforma multimediale da noi ideata per realizzare visite digitali, anche la natura e il territor...
01/09/2020

Con SMILE VISIT, la piattaforma multimediale da noi ideata per realizzare visite digitali, anche la natura e il territorio sono a portata di mano.
Da PC, comodamente seduti da casa, o da tablet e smartphone, muniti di comode scarpe, avventuriamoci nel suggestivo percorso che collega i due ex monasteri del S. Sepolcro di Astino e di Valmarina, due fulcri architettonici e paesaggistici del Parco dei Colli di Bergamo.

Per “passeggiare” insieme a noi nel Parco dei Colli clicca
http://parcocollipercorso.smilevisit.it

A Bergamo la tradizione figurativa di Ercole, unico eroe capace di conquistare con le suo note fatiche l’immortalità, tr...
28/08/2020

A Bergamo la tradizione figurativa di Ercole, unico eroe capace di conquistare con le suo note fatiche l’immortalità, trovò un degno sostenitore nel condottiero e signore Bartolomeo Colleoni che arrivò addirittura a fantasticare su una genealogia mitica che aveva come capostipite lo stesso Ercole, al quale si sentiva accumunato perché “imperator invictus”, ovvero mai sconfitto. Non è quindi un caso se, nel ricco programma iconografico della Ca****la Colleoni, che doveva servire proprio alla glorificazione del grande condottiero bergamasco, la figura di Ercole svolse un ruolo decisivo.
Oltre ai rilievi dedicati alle fatiche del noto eroe presenti sulla facciata dell’edificio che si erge nel cuore di Bergamo Alta, il tema iconografico di Ercole fu affrontato più volte in territorio bergamasco tra Quattro e Cinquecento. Tra i numerosi esempi si annovera il ciclo pittorico della bella sala con volta a ombrello presente nella Torre medievale di Orio al Serio. Come emerge dallo studio di approfondimento che recentemente abbiamo svolto sull’edificio, questi affreschi presentano interessanti parallelismi con la Ca****la Colleoni.

Zangola, battiburro, gerla, mastello, portacote, scaldaletto, setaccio, sgorbia, tagliafieno….. Cosa sono questi oggetti...
25/08/2020

Zangola, battiburro, gerla, mastello, portacote, scaldaletto, setaccio, sgorbia, tagliafieno….. Cosa sono questi oggetti? A cosa servono? Si usano ancora?
Queste sono solo alcune delle domande a cui abbiamo cercato di dare una risposta nello studio di approfondimento svolto in occasione della campagna di catalogazione che ha interessato l’intero patrimonio etnografico dei musei di Schilpario e di Orio al Serio. Una moltitudine di oggetti, riguardanti la lavorazione del formaggio, la filatura, la tessitura, il lavoro nei campi, l’attività nelle miniere, la silvicoltura, i finimenti e gli attrezzi per la cura degli animali, la vita familiare e le botteghe artigiane, raccolti ed esposti con l’obiettivo di preservare e comunicare alle nuove generazioni le radici più profonde delle antiche civiltà locali.

MONASTERO DI ASTINO… un luogo di cultura e per la cultura a pochi minuti dal cuore di Bergamo Alta. Dopo la sua riapertu...
28/07/2020

MONASTERO DI ASTINO… un luogo di cultura e per la cultura a pochi minuti dal cuore di Bergamo Alta. Dopo la sua riapertura al pubblico nel 2015, numerose sono state le iniziative culturali promosse dalla Congregazione della Misericordia Maggiore MIA di Bergamo. Conferenze, workshops e soprattutto mostre… A "Il Monastero restituito. Astino: la storia, il restauro, le opere ritrovate" nel 2016, che ha messo in luce l’imponente lavoro di recupero del complesso monastico, sono seguiti nuovi approfondimenti legati alla storia del monastero ideati e curati dalla storica dell’arte Alessandra Civai con Lisa Fracassetti: nel 2017 si è compiuto un primo passo verso la ricostruzione della dispersa biblioteca monastica con “Cosa leggevano i monaci di Astino” mentre nei due anni successivi, prima con “Storie dimenticate. Follia e cura nell’antico manicomio di Astino” e poi con “Donne irregolari. Voci femminili tra le mura del manicomio di Astino”, si è indagato il periodo in cui il monastero fu sede del manicomio cittadino. È stato un lavoro di grande impegno, emozionante ed appassionante che ha coinvolto numerose professionalità con il solo ed unico obiettivo di far conoscere e valorizzare la storia di questo splendido monumento.

Presente e passato… Oggi come allora l’Ospedale di Bergamo può contare sulla generosità dei suoi “benefattori”. A loro e...
24/07/2020

Presente e passato… Oggi come allora l’Ospedale di Bergamo può contare sulla generosità dei suoi “benefattori”. A loro e ai loro ritratti, eseguiti nei secoli scorsi come giusto riconoscimento delle loro donazioni, abbiamo dedicato una sezione del progetto sulla “Quadreria dell’Ospedale Papa Giovanni XXIII” realizzato con SMILE VISIT, la nostra piattaforma multimediale per visite digitali. Questi preziosi dipinti permettono di ricostruire una sequenza visiva di tanti aspetti delle storia di Bergamo e non solo: uno dei più affascinanti è sicuramente l’evolversi della moda. Che raffinata eleganza la veste da camera a righe indossata con fiera disinvoltura dal conte bergamasco Antonio Bettami per non parlare della vistosa acconciatura a fontange e della suntuosità della veste scarlatta della nobildonna Benedetta Rivola. E che dire allora del nobiluomo Giovan Battista Locatelli: la severità della sua sopravveste nera è magistralmente impreziosita dal candido foulard annodato al collo, una delle prime manifestazioni dell’odierna cravatta.

Per leggere o ascoltare le schede di approfondimento delle singole opere clicca http://quadreriahpg23.smilevisit.it/sala.aspx?id=a99f2a3c-ec14-48ea-94db-6996e72a8cdd

ROSSO…nell’immaginario collettivo è sempre associato al fuoco, all’amore, al sangue e alla passione. Tutti questi aspett...
21/07/2020

ROSSO…nell’immaginario collettivo è sempre associato al fuoco, all’amore, al sangue e alla passione. Tutti questi aspetti si fondono e si confondono nell’uso liturgico di questo colore, solitamente usato nella solennità di Pentecoste, nella Domenica delle Palme, nel Venerdì Santo, nella festa dell’Esaltazione della Croce, nelle feste degli Apostoli e nella commemorazione dei martiri. In occasione di uno studio di approfondimento sul patrimonio tessile della Basilica di S. Alessandro in Colonna (BG), abbiamo avuto la fortuna di catalogare paramenti liturgici di colore rosso a dir poco splendidi. Tra le mani ci sono passati tessuti pregiati (rasi, lampassi, damaschi, cannellati), riferibili a manifatture italiane e francesi del Sei e Settecento, decorati con lussureggianti motivi naturalistici od elaborate sagome fitomorfe ed impreziositi da trame broccate o da ricami in oro e argento.

17/07/2020

Dipinti, sculture, stucchi, affreschi, paramenti liturgici, merletti, arazzi, oreficerie…..Un numero imprecisato di opere d’arte e manufatti che abbiamo avuto il privilegio di “vedere da vicino” e di catalogare con l’obiettivo di far conoscere, valorizzare e tutelare una parte del nostro inestimabile patrimonio culturale.

Grazie per il vostro gesto d'attenzione... per il vostro 👍...Stucchi di Lorenzo Porta, 1585-1587. Bergamo, Basilica di S...
15/07/2020

Grazie per il vostro gesto d'attenzione... per il vostro 👍...

Stucchi di Lorenzo Porta, 1585-1587. Bergamo, Basilica di S. Maria Maggiore

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