21/03/2020
LE PAROLE CHE NON HO DETTO
C'è un qualcosa che ritorna, un richiamo ancestrale, il rapido riavvolgersi del nastro della vita, quando si è consapevoli che un grave pericolo sta arrivando all'improvviso e si insinua tra le pieghe della nostra esistenza, incredibilmente subdolo e fulmineo.
Sono questi gli attimi più puri e incontaminati in cui l'amore umano prevarica l'odio e la violenza.
Come era accaduto durante la tragedia mondiale dell'attacco alle torri gemelle, o in quella del grattacielo londinese andato a fuoco: telefonate, sms, video per dire ai propri genitori, figli, mariti, mogli, amici: «ti voglio bene».
Forse è questo il messaggio che il tremendo momento storico che stiamo attraversando dovrebbe lasciarci.
Mettiamo da parte i rancori, le liti, la ruggine che corrode i nostri sentimenti.
Facciamo tesoro del tempo, di questo periodo di isolamento che abbiamo a disposizione, per compiere atti di amore.
Sarei davvero felice se chi si è preso un momento per leggere questo messaggio fino in fondo, passi all'azione e, sfogliando i contatti della propria rubrica, invii alle persone care un messaggio positivo alla riscoperta dei ricordi felici e dei sentimenti più veri.
Non diamo mai per scontata la prorompenza che un sincero e inaspettato gesto di affetto provoca in chi lo riceve.