12/10/2026
La RADURA DEI DIMENTICATI è una favola di Roberto Ottaviano , con musiche di Grazia Bonasia e improvvisazione di Roberto Ottaviano che sarà in scena giovedì 15 Ottobre (ore 20.30) al Museo dei pigmenti naturali colorati Centro d'Arte Santa Teresa dei Maschi , Bari Vecchia per Notti Sacre.
Interpreti
Roberto Ottaviano– sax, elettronica e voce
Grazia Bonasia– musiche e pianoforte
Miguel Gomez – videoarte
Maria Cavallo – videoanimazione con ombre e silhouette
Beatrice Mazzone – animazione passo a uno.
Maria Chiodo – voce narrante fuori campo.
La Radura dei Dimenticati immagina un luogo ai margini di ogni città, un posto che nessuna mappa segna, dove approdano gli oggetti che l'amore ha consumato fino a romperli. Un burattino senza un braccio, un orso ricucito cento volte, un carillon che ha smarrito la propria melodia. Non è un deposito di scarti: è la prova che qualcosa, un tempo, è stato tenuto stretto abbastanza da rompersi. La radura non appartiene al mondo reale. È un mondo parallelo, uno spazio-tempo che però non ha né spazio né tempo: nessuna mappa lo segna, nessun calendario lo misura. Gli alberi fioriscono quando qualcuno viene ricordato e perdono le foglie quando un ricordo si affievolisce. Nello stagno il passato riaffiora, e il burattino ritrova il bambino che lo amava, com'era allora. Tra i due mondi c'è un solo passaggio, ed è il ricordo. Il racconto vive su due superfici che non si sovrappongono mai.
Sullo schermo, le video animazioni con ombre e silhouette di Maria Cavallo, costruite a mano, seguono la parola scena per scena: la radura, lo stagno, il carillon.
Accanto a loro, il contributo di supporto, passo a uno, di Beatrice Mazzone.
Nello spazio, le creazioni video Art di Miguel Gomez aprono lo spettacolo e tornano nei passaggi di soglia: il tempo strano della radura, il silenzio, fino a un'esplosione di luce.Le due immagini si danno il cambio in modo netto, senza mai coesistere.
La parola, affidata alla voce narrante di Maria Chiodo, ha una parabola precisa. Nasce sommessa, cresce, si addensa nel punto in cui il ricordo trova la propria voce.