23/05/2026
🏛️ 𝗔 𝗣𝗼𝗻𝘀𝗼 𝗿𝗶𝗲𝗺𝗲𝗿𝗴𝗲 𝗶𝗹 𝘀𝗮𝗻𝘁𝘂𝗮𝗿𝗶𝗼 𝗽𝗲𝗿𝗱𝘂𝘁𝗼 𝗱𝗲𝗶 𝗩𝗲𝗻𝗲𝘁𝗶𝗸𝗲𝗻𝘀
📍 Ponso, Padova – Veneto, Italia
Durante i lavori per la nuova Strada Regionale 10 "Padana Inferiore", nel territorio di Ponso (PD), gli scavi condotti sotto la direzione scientifica della Soprintendenza ABAP per le province di Padova, Treviso e Belluno hanno portato alla luce un'area sacra sepolta da oltre duemila anni sotto i depositi alluvionali dell'Adige.
I primi elementi a emergere sono stati cippi in pietra con iscrizioni in caratteri venetici e latini — alcune incise su tre facce — di evidente carattere votivo, databili in via preliminare al V-IV sec. a.C. Molti risultano reimpiegati in un lastricato pavimentale di funzione ancora incerta, realizzato nel corso del I sec. d.C. Con il proseguire delle indagini sono affiorati i piani di fondazione di strutture templari rettangolari: una di esse presenta le caratteristiche del tempio periptero, con colonnato perimetrale su tutti i lati. Il sito mostra una continuità d'uso che attraversa la romanizzazione senza interruzione, interrotta solo dalla potente esondazione del fiume che ne ha garantito, paradossalmente, la conservazione.
📖 𝗙𝗼𝗰𝘂𝘀 𝘀𝘁𝗼𝗿𝗶𝗰𝗼
I Veneti antichi — i Venetkens — occupavano la pianura nordorientale italiana già dalla prima età del Ferro. La loro scrittura, derivata dall'alfabeto etrusco settentrionale, è attestata su decine di cippi votivi nell'area euganea e atestina, dove Este rappresentava uno dei principali poli religiosi e politici della civiltà venetica. La scoperta di Ponso si inserisce in questo orizzonte: un luogo di culto che, invece di essere abbandonato con l'arrivo di Roma, fu trasformato e integrato nelle nuove forme architettoniche imperiali. Iscrizioni venetiche e latine convivono sulle stesse pietre — non una conquista, ma una lenta negoziazione di identità religiosa.
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