AMSA Osservatorio Astronomico di Roselle

AMSA Osservatorio Astronomico di Roselle effettuiamo visite guidate presso l'Osservatorio Astronomico Comunale di Roselle ogni venerdi' dalle ore 21:30 alle 23:30, o per altre date su richiesta.

🌌✨ IL CIELO DI SETTEMBRE 2026: L’ESTATE SALUTA, L’AUTUNNO SI AFFACCIA TRA PIANETI, METEORE E GALASSIESettembre è uno dei...
01/09/2026

🌌✨ IL CIELO DI SETTEMBRE 2026: L’ESTATE SALUTA, L’AUTUNNO SI AFFACCIA TRA PIANETI, METEORE E GALASSIE

Settembre è uno dei mesi più affascinanti per osservare il cielo.

Le notti iniziano ad allungarsi, il buio arriva prima e sopra le nostre teste convivono per qualche settimana due stagioni astronomiche: verso occidente ritroviamo ancora le grandi figure del cielo estivo, mentre a oriente cominciano a sorgere le costellazioni che ci accompagneranno durante l'autunno.

Il Triangolo Estivo è ancora ben riconoscibile, Andromeda sale sempre più alta, Saturno domina buona parte della notte, Giove torna protagonista prima dell'alba e, nelle notti più buie del mese, possiamo spingerci con lo sguardo molto più lontano, fino alle galassie del nostro vicinato cosmico.

Prepariamoci allora a una passeggiata nel cielo di settembre 2026.🔭

🌙 LA LUNA DI SETTEMBRE

Il nostro satellite scandirà il mese attraverso queste quattro fasi principali:

🌗 4 settembre – Ultimo Quarto, ore 07:51 GMT
🌑 11 settembre – Luna Nuova, ore 03:27 GMT
🌓 18 settembre – Primo Quarto, ore 20:44 GMT
🌕 26 settembre – Luna Piena, ore 16:49 GMT

Per gli appassionati di cielo profondo, la data da cerchiare sul calendario è soprattutto quella dell'11 settembre.

Nei giorni attorno alla Luna Nuova il cielo sarà infatti privo del disturbo provocato dalla luce lunare: saranno quindi le notti migliori per cercare galassie, nebulose e ammassi stellari e, naturalmente, per godersi semplicemente un cielo molto più ricco di stelle.

Chi possiede un telescopio può invece approf***are anche delle fasi di Primo e Ultimo Quarto per osservare la superficie lunare.

In queste condizioni è particolarmente interessante il TERMINATORE, la linea che separa la parte illuminata da quella ancora immersa nell'ombra: proprio vicino a questa regione, grazie alla luce radente del Sole, crateri e rilievi lunari producono lunghe ombre e appaiono molto più tridimensionali.

🪐 I PIANETI: CHI POSSIAMO OSSERVARE?

Settembre offre un panorama planetario decisamente vario, anche se non tutti i pianeti saranno altrettanto facili da individuare.

☿ MERCURIO

Mercurio comincia settembre praticamente immerso nella luce del Sole e quindi inosservabile.

Nel corso del mese aumenterà gradualmente la propria distanza apparente dalla nostra stella e potrà essere cercato molto basso sull'orizzonte dopo il tramonto.

Non sarà comunque un bersaglio semplicissimo: Mercurio rimarrà immerso nelle luci del crepuscolo e richiederà un orizzonte occidentale molto libero.

Il 12 settembre una sottilissima falce di Luna passerà nelle sue vicinanze, mentre il 26 settembre il pianeta apparirà prospetticamente vicino a Spica, la stella più luminosa della Vergine.

⚠️ Come sempre quando si osservano oggetti vicini prospetticamente al Sole, è indispensabile prestare la massima attenzione: non puntate mai binocoli o telescopi verso il Sole senza filtri solari specifici.

✨ VENERE

Difficile confonderla con qualunque altra cosa.

Con una magnitudine che arriverà intorno a –4,8, Venere sarà di gran lunga l'astro dall'aspetto stellare più luminoso del cielo serale e raggiungerà verso la fine del mese il suo massimo splendore dell'anno.

Dalle nostre latitudini resterà però piuttosto bassa sull'orizzonte occidentale.

Il 2 settembre la troveremo vicino a Spica, mentre la sera del 14 settembre ci regalerà uno degli incontri più belli del mese: una sottile falce di Luna crescente accompagnerà Venere verso il tramonto.

Un piccolo quadro celeste da osservare già a occhio n**o. 🌙✨

🔴 MARTE

Marte appartiene ormai decisamente al cielo del mattino.

Nel corso di settembre salirà progressivamente e diventerà sempre più facile da osservare prima dell'alba, attraversando prima i Gemelli e successivamente il Cancro.

Nella notte tra il 5 e il 6 settembre avremo una configurazione particolarmente interessante: la Luna calante entrerà nei Gemelli e formerà un suggestivo quadrilatero celeste insieme a Marte, Castore e Polluce.

Il 17 settembre, invece, Marte passerà vicino a Polluce.

E proprio il suo caratteristico colore rossastro può essere un ottimo aiuto per riconoscerlo.

🟠 GIOVE

Dopo essere rimasto nascosto per qualche tempo nella luce solare, il gigante del Sistema Solare sta tornando.

A settembre Giove sarà sempre più facile da individuare prima dell'alba, verso oriente, e nel corso del mese salirà progressivamente nel cielo.

L'8 settembre una sottile falce di Luna calante passerà vicino al pianeta nella costellazione del Cancro.

Non serviranno strumenti per riconoscerlo: con una magnitudine intorno a –1,8, Giove apparirà come uno degli oggetti più luminosi del cielo mattutino.

Chi possiede anche un piccolo telescopio potrà poi cercare i suoi quattro grandi satelliti galileiani:

🔭 Io
🔭 Europa
🔭 Ganimede
🔭 Callisto

La loro configurazione cambia continuamente e, notte dopo notte, sembrano danzare ai lati del pianeta.

💍 SATURNO

Settembre è invece un ottimo mese per Saturno.

Il pianeta con gli anelli si sta avvicinando all'opposizione di inizio ottobre e quindi sorge già durante la sera e rimane osservabile per buona parte della notte.

Il 27 settembre sarà accompagnato dalla Luna quasi piena: i due astri appariranno vicini sulla volta celeste, con la Luna nei Pesci e Saturno nella Balena.

Naturalmente, a occhio n**o Saturno appare semplicemente come un punto luminoso.

Per vedere ciò che lo ha reso uno degli oggetti astronomici più celebri di sempre occorre un telescopio.

E la prima osservazione degli anelli di Saturno rimane una di quelle esperienze che difficilmente si dimenticano. 💍

---

🔵 URANO E NETTUNO

Urano si trova nel Toro, tra le Pleiadi e le Iadi, ed è osservabile soprattutto a notte fonda e nelle ore che precedono l'alba.

Con una magnitudine intorno a 5,7 si trova al limite della visibilità a occhio n**o in condizioni eccezionali, ma per individuarlo con sicurezza è decisamente meglio utilizzare almeno un binocolo e una buona carta celeste.

Il 3 settembre la Luna passerà nelle sue vicinanze.

Ancora più interessante sarà settembre per Nettuno.

Il pianeta più lontano del Sistema Solare raggiungerà infatti l'opposizione il 26 settembre.

Che cosa significa?

Terra, Sole e Nettuno si troveranno in una configurazione tale per cui Nettuno apparirà dalla parte opposta del cielo rispetto al Sole: sorgerà quindi circa al tramonto e rimarrà osservabile praticamente per tutta la notte.

È il periodo dell'anno più favorevole per cercarlo.

Ma attenzione: Nettuno ha una magnitudine intorno a 7,7 e non è visibile a occhio n**o.

Servono uno strumento ottico e una mappa sufficientemente precisa per distinguerlo dalle stelle circostanti.

Inoltre proprio il 26 settembre avremo la Luna Piena: per questo, paradossalmente, le notti più buie precedenti all'opposizione potranno risultare più piacevoli per tentare l'osservazione.

🌙🪐 GLI INCONTRI DA NON PERDERE

Segniamoci almeno quattro appuntamenti:

🔸 5–6 settembre – Luna, Marte, Castore e Polluce
Nella seconda parte della notte, la Luna calante formerà nei Gemelli una bella configurazione con Marte e le due stelle principali della costellazione.

🔸 8 settembre – Luna e Giove
Prima dell'alba, una sottile falce lunare accompagnerà il gigante gassoso verso oriente.

🔸 14 settembre – Luna e Venere
Poco dopo il tramonto, guardando verso occidente, una giovane falce di Luna incontrerà il luminosissimo Venere tra le luci del crepuscolo.

🔸 27 settembre – Luna e Saturno
Il disco lunare quasi pieno apparirà vicino al pianeta degli anelli.

Sono tutti incontri prospettici: Luna, pianeti e stelle non sono realmente vicini nello spazio, ma osservati dalla Terra sembrano trovarsi nella stessa regione del cielo.

🌌 UN CIELO SOSPESO TRA ESTATE E AUTUNNO

Ed eccoci alla parte forse più bella di settembre. Alziamo gli occhi. Nelle prime ore della sera il cielo conserva ancora chiaramente l'impronta dell'estate.

Verso Sud-Ovest possiamo salutare Scorpione e Sagittario, ormai sempre più bassi sull'orizzonte, accompagnati più in alto da Ofiuco ed Ercole.

Verso Nord-Ovest sta invece tramontando Arturo, la luminosissima stella arancione del Boote.

Accanto al Boote possiamo ancora riconoscere la piccola ed elegante Corona Boreale, con la sua caratteristica forma semicircolare.

Ma alzando maggiormente lo sguardo ritroviamo ancora uno dei grandi simboli del cielo estivo.

🔺 IL TRIANGOLO ESTIVO

Tre stelle, tre costellazioni.

⭐ Vega, nella Lira
⭐ Altair, nell'Aquila
⭐ Deneb, nel Cigno

Il Triangolo Estivo rimane ben visibile anche a settembre, anche se con il trascorrere delle settimane comincerà lentamente a spostarsi verso occidente.

Tra Aquila e Cigno possiamo divertirci a cercare anche alcune costellazioni molto più piccole:

🏹 la Freccia
🦊 la Volpetta
🐬 il Delfino

Quest'ultimo è particolarmente grazioso e, una volta riconosciuto il piccolo rombo formato dalle sue stelle principali, diventa sorprendentemente facile ritrovarlo.

🌊 CAPRICORNO, ACQUARIO E PESCI

Guardando verso Sud troviamo invece una zona del cielo decisamente meno appariscente. Capricorno, Acquario e Pesci sono costellazioni estese ma povere di stelle particolarmente luminose e sotto un cielo urbano possono risultare piuttosto difficili da ricostruire. Ed è proprio qui che cominciamo ad accorgerci che qualcosa sta cambiando. Perché mentre il cielo estivo scivola lentamente verso occidente a Est sta arrivando l'autunno.

🐎 PEGASO: IL GRANDE QUADRILATERO DELL'AUTUNNO

Verso Sud-Est compare una figura geometrica enorme e relativamente semplice da riconoscere: il Grande Quadrato di Pegaso

È uno dei riferimenti migliori per orientarsi nel cielo autunnale.

Pegaso rappresenta il mitologico cavallo alato e, partendo dal suo grande quadrilatero, possiamo raggiungere una delle costellazioni più celebri del cielo:

👸 Andromeda.

Ed è proprio lì che possiamo cercare qualcosa che cambia completamente la scala del nostro viaggio.

🌌 M31: GUARDARE UN'ALTRA GALASSIA

La Galassia di Andromeda, M31, è uno degli oggetti più straordinari che possiamo osservare nel cielo. Da un luogo veramente buio può essere individuata persino a occhio n**o, come una piccola macchia lattiginosa. Un binocolo la rende molto più evidente eppure quella tenue nebulosità non appartiene alla nostra Via Lattea. È un'altra galassia. Quando la osserviamo, i nostri occhi stanno raccogliendo fotoni partiti da Andromeda circa 2,5 milioni di anni fa. Quando quella luce iniziò il viaggio verso di noi, sulla Terra non esisteva alcuna civiltà umana. E questa è una delle meraviglie dell'astronomia: un semplice binocolo può diventare, letteralmente, una macchina per guardare nel passato.

✨ PERSEO, CASSIOPEA E IL DOPPIO AMMASSO

Proseguendo da Andromeda incontriamo Perseo, riconoscibile nella sua caratteristica figura simile a una Y rovesciata. Più verso Nord troviamo invece Cassiopea, facilissima da identificare grazie alla sua famosa forma a W, e la meno appariscente costellazione di Cefeo.

Proprio tra Cassiopea e Perseo si nasconde uno dei gioielli più belli da osservare con un binocolo:

✨✨ il Doppio Ammasso del Perseo. Si tratta di due ammassi stellari vicini prospetticamente sulla volta celeste, popolati complessivamente da centinaia di stelle e situati a oltre 7.000 anni luce da noi.

Il binocolo, in questo caso, può regalare una visione persino più suggestiva di quella offerta da strumenti molto più potenti, perché il suo ampio campo permette di osservare contemporaneamente entrambe le concentrazioni stellari.

⭐ IL NORD E LE COSTELLAZIONI CIRCUMPOLARI

Guardando verso Nord ritroviamo naturalmente la Stella Polare, intorno alla quale sembra ruotare l'intera volta celeste. L'Orsa Maggiore è ormai più bassa verso Nord-Ovest, mentre tra le due Orse si snoda il lungo corpo del Dragone.

Cassiopea e Cefeo, al contrario, stanno acquistando sempre maggiore evidenza.

È il grande carosello delle costellazioni circumpolari: stelle che alle nostre latitudini non tramontano mai, ma sembrano ruotare durante la notte e nel corso delle stagioni intorno al Polo Nord Celeste.

☄️ LE METEORE DI SETTEMBRE

Dopo lo spettacolo delle Perseidi di agosto, settembre può sembrare un mese tranquillo. Ma tranquillo non significa vuoto. Non avremo un unico grande sciame capace di dominare il cielo, bensì numerose correnti meteoriche minori, alcune delle quali sono particolarmente interessanti dal punto di vista scientifico. E il 2026 ci regalerà un grande vantaggio: la Luna Nuova dell'11 settembre offrirà cieli molto scuri proprio durante uno dei periodi più interessanti del mese.

☄️ 1 SETTEMBRE – AURIGIDI

Le Aurigidi aprono il mese con un massimo previsto il 1° settembre.

Producono mediamente circa 6 meteore all'ora*nelle condizioni ideali e sono meteore estremamente veloci, capaci di entrare nell'atmosfera a circa 66 km al secondo. Ma ciò che le rende particolarmente interessanti è la loro imprevedibilità.
In passato hanno infatti prodotto improvvisi aumenti di attività, registrati nel 1935, 1986, 1994 e 2007. Nel 2026, però, avremo un avversario piuttosto ingombrante: la Luna sarà ancora molto luminosa dopo il plenilunio di fine agosto e nasconderà gran parte delle meteore più deboli.

☄️✨ 9 SETTEMBRE – EPSILON-PERSEIDI: L'APPUNTAMENTO MIGLIORE

Ben più favorevole sarà la situazione delle epsilon-Perseidi di settembre, probabilmente lo sciame meteorico più interessante del mese. Saranno attive indicativamente tra il 5 e il 21 settembre, con il massimo intorno al 9 settembre. Lo ZHR previsto è dell'ordine di 8 meteore all'ora e anche queste meteore sono estremamente rapide: circa 64 km al secondo. Ma nel 2026 avremo soprattutto una coincidenza perfetta. 🌑 La Luna Nuova arriverà appena due giorni dopo. Il cielo sarà quindi praticamente privo di disturbo lunare. In passato questo sciame ha inoltre mostrato aumenti anomali di attività, in particolare nel 2008 e nel 2013, e alcuni modelli indicano per il 2026 un possibile incontro con materiale meteorico anche nelle ore del 10 settembre. Non è promessa una pioggia spettacolare, ma proprio per questo sarà interessante tenerle d'occhio.

🌠 GLI SCIAMI MINORI

Durante settembre saranno attive anche numerose correnti molto più deboli:

• gamma-Piscidi
• gamma-Eridanidi
• xi-Perseidi
• iota-Cassiopeiidi
• epsilon-Draconidi
• chi-Cignidi
• Lyncidi

Qui non dobbiamo aspettarci spettacoli paragonabili alle Perseidi.

Parliamo generalmente di poche meteore all'ora o anche meno, e in alcuni casi gli sciami sono più interessanti per le reti fotografiche e video di monitoraggio che per l'osservatore occasionale. Ma c'è un dettaglio affascinante. Quando trascorriamo un'ora sotto un cielo buio e vediamo una meteora attraversare improvvisamente il campo visivo, non è detto che appartenga a uno dei grandi sciami famosi. Potremmo assistere all'ingresso in atmosfera di un piccolo frammento appartenente a una corrente meteorica molto meno conosciuta oppure a una meteora sporadica. Il cielo è molto più popolato di quanto possa sembrare.

---

🔭 **IL CIELO PROFONDO DI SETTEMBRE**

E veniamo infine a chi vuole spingersi oltre pianeti e costellazioni.

Le notti intorno all'11 settembre saranno quelle da sfruttare maggiormente.

🌌 A OCCHIO N**O

Sotto un cielo realmente buio provate innanzitutto con M31, la Galassia di Andromeda.

Possiamo inoltre cercare M39 nel Cigno, un grande ammasso aperto che sotto buone condizioni può essere percepito anche senza strumenti.

🔭 CON UN BINOCOLO

Il cielo diventa immediatamente molto più ricco. Oltre ad Andromeda e al magnifico Doppio Ammasso del Perseo, possiamo tentare:

✨ M33 – Galassia del Triangolo, molto estesa e dalla bassa luminosità superficiale;

✨M71, ammasso stellare nella Freccia;

✨ per chi osserva da latitudini più favorevoli verso sud, NGC 253, la Galassia dello Scultore, e NGC 55.

Sono oggetti deboli: non aspettatevi l'aspetto spettacolare delle fotografie astronomiche. Nel binocolo appariranno piuttosto come tenui macchie luminose. Ed è proprio qui che dobbiamo ricordare una cosa importante: l'occhio non vede il cielo come una macchina fotografica.

Ma quei piccoli chiarori sono reali e spesso provengono da distanze vertiginose.

🔬 CON UN TELESCOPIO

Settembre offre poi alcuni bersagli magnifici.

🪐 NGC 7009 – Nebulosa Saturno

Una nebulosa planetaria nell'Acquario il cui curioso aspetto ha suggerito il nome del pianeta con gli anelli.

🔵 NGC 7662 – Nebulosa Palla di Neve Blu

Una splendida nebulosa planetaria in Andromeda, particolarmente interessante ad alto ingrandimento.

🌌 IL QUINTETTO DI STEPHAN

Qui entriamo in un territorio decisamente più impegnativo. Si tratta di un celebre raggruppamento prospettico di galassie nella costellazione di Pegaso, bersaglio per osservatori esperti e strumenti di buona apertura sotto cieli scuri. Vederlo non significa soltanto osservare alcuni minuscoli batuffoli luminosi. Significa riuscire a percepire direttamente con i propri occhi **luce partita da altre galassie decine e decine di milioni di anni fa.**

🍂 **SETTEMBRE: IL MESE IN CUI IL CIELO CAMBIA**

Ed è forse questa la vera bellezza del cielo di settembre. Non appartiene più completamente all'estate. Ma non appartiene ancora completamente all'autunno. A occidente scivolano lentamente via Scorpione, Sagittario e le grandi stelle estive. Sopra di noi resistono Vega, Altair e Deneb. A oriente salgono Pegaso, Andromeda e Perseo. Prima dell'alba tornano Marte e Giove. Saturno conquista la notte. Nettuno raggiunge l'opposizione. E nelle notti intorno alla Luna Nuova il cielo si oscura abbastanza da lasciarci intravedere oggetti che si trovano ben oltre i confini del Sistema Solare e persino della nostra Galassia.

Settembre ci ricorda così una delle cose più belle dell'osservazione astronomica:

🌌 il cielo non cambia improvvisamente da una stagione all'altra. Si trasforma lentamente. Notte dopo notte. Una costellazione tramonta sempre prima, un'altra compare sempre prima a oriente, un pianeta emerge dal crepuscolo, una stella che per mesi dominava il cielo comincia ad abbassarsi verso l'orizzonte.

24/08/2026

Le masse continentali della Terra non sono sempre state quelle di oggi. I continenti si sono formati quando le placche del nostro Pianeta si sono spostate e si sono scontrate per lunghi periodi di tempo. Il seguente video mostra come si pensa che i continenti di oggi si siano evoluti negli ultimi 600 milioni di anni e dove finiranno nei prossimi 100 milioni di anni.

https://youtu.be/uGcDed4xVD4?si=VMJ_lQUpQuZWIsja

🌌 LA VIA LATTEA HA “DIVORATO” ALTRE GALASSIE: LA STORIA TURBOLENTA NASCOSTA NEL NOSTRO CIELOQuando alziamo gli occhi ver...
18/08/2026

🌌 LA VIA LATTEA HA “DIVORATO” ALTRE GALASSIE: LA STORIA TURBOLENTA NASCOSTA NEL NOSTRO CIELO

Quando alziamo gli occhi verso un cielo davvero buio, la Via Lattea ci appare come una tenue fascia biancastra che attraversa la volta celeste.

È facile immaginarla come qualcosa di immutabile, rimasto più o meno uguale per miliardi di anni.

E invece la nostra Galassia ha alle spalle una storia tutt’altro che tranquilla.

La Via Lattea che conosciamo oggi sarebbe infatti il risultato di una lunga evoluzione durante la quale strutture galattiche più piccole si sono fuse con essa, lasciando al suo interno stelle e ammassi stellari che ancora oggi conservano la memoria di quegli antichissimi eventi.

E proprio studiando alcune di queste popolazioni stellari gli astronomi possono tentare qualcosa di straordinario:

👉 ricostruire la storia della nostra Galassia miliardi di anni dopo che quegli eventi sono avvenuti.

🔭 UNA SORTA DI ARCHEOLOGIA GALATTICA

Come possiamo sapere che cosa accadde alla Via Lattea 10 o 12 miliardi di anni fa?

Ovviamente non possiamo osservare direttamente quegli eventi.

Ma possiamo cercarne le tracce.

Le stelle conservano infatti preziose informazioni sulla loro origine: possiamo studiarne l'età, la composizione chimica, la posizione e soprattutto il modo in cui si muovono attraverso la Galassia.

Gruppi di stelle che presentano determinate caratteristiche e particolari tipi di orbite possono rivelare un'origine comune e, in alcuni casi, suggerire che non siano nate nella Via Lattea, ma siano arrivate da un'altra galassia successivamente inglobata dalla nostra.

È un po' come ricostruire la storia di un'antica città studiando le rovine rimaste nel terreno.

Solo che, in questo caso, i reperti archeologici sono stelle vecchie di miliardi di anni. ✨

🌌 39 AMMASSI GLOBULARI PER RICOSTRUIRE IL PASSATO

Lo studio citato nell'articolo ha analizzato 39 ammassi globulari, enormi e antichissimi raggruppamenti costituiti da moltissime stelle legate gravitazionalmente.

Gli ammassi globulari sono particolarmente preziosi per ricostruire il passato della Via Lattea proprio perché rappresentano alcune delle popolazioni stellari più antiche della nostra Galassia.

Analizzandone l'età, la distribuzione e le caratteristiche orbitali, i ricercatori hanno cercato di capire quali si siano formati all'interno della giovane Via Lattea e quali, invece, possano essere arrivati attraverso antiche fusioni.

Ed emerge una storia sorprendente.

💥 UNA GRANDE FUSIONE CIRCA 12 MILIARDI DI ANNI FA

Secondo la ricostruzione descritta nello studio, uno degli eventi più antichi e importanti sarebbe avvenuto circa 12 miliardi di anni fa, quando l'Universo era ancora molto giovane.

La Via Lattea primordiale avrebbe interagito e si sarebbe fusa con antiche strutture galattiche associate a Kraken/Heracles.

Quell'evento avrebbe contribuito alla crescita della nostra Galassia aggiungendo una grande popolazione di stelle, per una massa complessiva dell'ordine di centinaia di milioni di masse solari.

Pensiamoci per un momento.

Alcune delle stelle che oggi appartengono alla Via Lattea potrebbero essere nate in un'altra galassia, scomparsa miliardi di anni fa dopo essere stata inglobata dalla nostra.

Quando osserviamo la Via Lattea, quindi, non stiamo guardando semplicemente una galassia.

Stiamo osservando il risultato di una storia cosmica fatta di incontri, fusioni e trasformazioni.

🌠 POI ARRIVÒ GAIA-SAUSAGE-ENCELADUS

La storia non finisce qui.

Circa un paio di miliardi di anni dopo quell'antichissimo evento, la Via Lattea avrebbe vissuto un'altra importante fusione con una galassia nana, oggi conosciuta come Gaia-Sausage-Enceladus.

Quella galassia non esiste più come sistema indipendente.

Ma le sue stelle sì.

Sono state incorporate nella Via Lattea e alcune delle loro particolari orbite rappresentano ancora oggi una sorta di firma dinamica dell'antica collisione.

In altre parole, la galassia è scomparsa...

ma le sue tracce continuano a muoversi intorno a noi.

💫 MA COSA SUCCEDE QUANDO DUE GALASSIE SI SCONTRANO?

La parola “collisione” può trarre in inganno.

Potremmo immaginare miliardi di stelle che si schiantano violentemente le une contro le altre.

Ma le galassie sono immense e le distanze fra le singole stelle sono enormi.

Durante una fusione galattica sono soprattutto le interazioni gravitazionali a modificare profondamente le strutture coinvolte: le orbite delle stelle vengono perturbate, gas e polveri vengono redistribuiti e l'intera forma delle galassie può cambiare.

Due sistemi inizialmente separati possono così deformarsi, attraversarsi e infine fondersi dando origine a una nuova struttura galattica più grande.

Ed è proprio attraverso processi di questo tipo che le grandi galassie possono crescere nel corso della storia cosmica.

🌌 LA VIA LATTEA NON È UNA SEMPLICE SPIRALE

Oggi sappiamo che la nostra casa cosmica è una galassia a spirale barrata.

Contiene un disco, bracci a spirale, un rigonfiamento centrale e un vastissimo alone che circonda le regioni più luminose.

Al suo interno si trovano stelle, gas, polveri e materia oscura, tutti legati dalla gravità.

E da qualche parte nel disco, lontano dal centro galattico, si trova una stella assolutamente ordinaria:

☀️ il Sole.

Intorno a quella stella orbita un piccolo pianeta roccioso sul quale una specie vivente ha imparato, osservando la luce proveniente dal cielo, a ricostruire eventi avvenuti miliardi di anni prima della propria comparsa.

🛰️ GAIA: MILIONI DI STELLE PER RICOSTRUIRE UNA GALASSIA

Una parte fondamentale di questa rivoluzione nello studio della Via Lattea è legata alla missione Gaia dell'Agenzia Spaziale Europea.

Gaia ha misurato con straordinaria precisione posizione, distanza e movimento di un numero enorme di stelle, permettendo agli astronomi di costruire una rappresentazione tridimensionale e dinamica della nostra Galassia.

E qui avviene qualcosa di affascinante.

Perché una mappa stellare non ci dice soltanto dove si trovano le stelle oggi.

Il loro movimento può raccontarci anche da dove potrebbero provenire.

Popolazioni stellari che seguono traiettorie particolari possono infatti conservare per miliardi di anni la firma di antiche fusioni.

La Via Lattea diventa così una specie di gigantesco archivio cosmico.

📖 E ogni stella può rappresentare una pagina della sua storia.

✨ LA GALASSIA CHE VEDIAMO È IL RISULTATO DI QUELLA CHE NON ESISTE PIÙ

Forse è proprio questo l'aspetto più affascinante.

Quando osserviamo la Via Lattea da un luogo lontano dall'inquinamento luminoso, vediamo un'unica fascia di luce.

Ma quella luce non racconta una sola storia.

Racconta miliardi di storie stellari differenti.

Alcune stelle potrebbero essere nate nella Via Lattea.

Altre potrebbero essere arrivate da piccole galassie scomparse da miliardi di anni.

Altre ancora potrebbero appartenere alle popolazioni antichissime che hanno assistito alle prime grandi fasi della formazione della nostra Galassia.

La Via Lattea, insomma, non è semplicemente nata: si è costruita.

Ha inglobato materia.

Ha incorporato stelle.

Ha attraversato collisioni.

Si è trasformata.

E continua ancora oggi a evolversi.

🌌 La prossima volta che vedrete quella tenue striscia biancastra attraversare un cielo estivo, provate allora a ricordare una cosa:

state guardando una galassia che porta ancora dentro di sé i resti delle galassie che l'hanno preceduta.

Il cielo non conserva soltanto la luce del passato.

A volte ne conserva perfino le cicatrici. ✨

🌠 𝐊𝐀𝐏𝐏𝐀 𝐂𝐈𝐆𝐍𝐈𝐃𝐈 𝟐𝟎𝟐𝟔: 𝐏𝐎𝐂𝐇𝐄 𝐌𝐄𝐓𝐄𝐎𝐑𝐄, 𝐌𝐀 𝐐𝐔𝐀𝐋𝐂𝐇𝐄 𝐁𝐎𝐋𝐈𝐃𝐄 𝐏𝐔Ò 𝐑𝐄𝐆𝐀𝐋𝐀𝐑𝐄 𝐋𝐀 𝐒𝐎𝐑𝐏𝐑𝐄𝐒𝐀Dopo il grande spettacolo delle Perseidi,...
16/08/2026

🌠 𝐊𝐀𝐏𝐏𝐀 𝐂𝐈𝐆𝐍𝐈𝐃𝐈 𝟐𝟎𝟐𝟔: 𝐏𝐎𝐂𝐇𝐄 𝐌𝐄𝐓𝐄𝐎𝐑𝐄, 𝐌𝐀 𝐐𝐔𝐀𝐋𝐂𝐇𝐄 𝐁𝐎𝐋𝐈𝐃𝐄 𝐏𝐔Ò 𝐑𝐄𝐆𝐀𝐋𝐀𝐑𝐄 𝐋𝐀 𝐒𝐎𝐑𝐏𝐑𝐄𝐒𝐀

Dopo il grande spettacolo delle Perseidi, il cielo di agosto ha ancora qualcosa da offrire.

Nella notte tra il 16 e il 17 agosto raggiungeranno infatti il massimo le 𝐊𝐚𝐩𝐩𝐚 𝐂𝐢𝐠𝐧𝐢𝐝𝐢, uno sciame meteorico molto meno attivo, ma decisamente interessante per una caratteristica precisa: le sue meteore sono spesso più lente del normale e, di tanto in tanto, possono trasformarsi in 𝐛𝐨𝐥𝐢𝐝𝐢 𝐬𝐩𝐞𝐭𝐭𝐚𝐜𝐨𝐥𝐚𝐫𝐢.

Non aspettatevi quindi una “pioggia” f***a di stelle cadenti.

Qui il fascino sta tutto nell’attesa.

✨ 𝐂𝐨𝐦𝐞 𝐬𝐢 𝐩𝐫𝐞𝐬𝐞𝐧𝐭𝐚𝐧𝐨?

I Kappa Cignidi producono in media fino a circa 𝐭𝐫𝐞 𝐦𝐞𝐭𝐞𝐨𝐫𝐞 𝐚𝐥𝐥’𝐨𝐫𝐚 nei pressi del massimo.

Un numero modesto.

Ma alcune di queste meteore possono essere insolitamente luminose e lente, attraversando il cielo in modo molto più evidente rispetto alle velocissime Perseidi.

In altre parole: meno quantità, ma la possibilità concreta di qualche bella sorpresa.

🌙 𝐋𝐞 𝐜𝐨𝐧𝐝𝐢𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐝𝐞𝐥 𝟐𝟎𝟐𝟔 𝐬𝐚𝐫𝐚𝐧𝐧𝐨 𝐛𝐮𝐨𝐧𝐞

Quest’anno la Luna sarà crescente e tramonterà nelle prime ore della sera.

Questo significa che, una volta calata, il cielo resterà buio per buona parte della notte, creando condizioni favorevoli all’osservazione.

Per chi vuole provare, un buon momento per iniziare sarà intorno alle 𝐨𝐫𝐞 𝟐𝟑:𝟎𝟎 locali.

Da quel momento in poi il radiante sarà già ben posizionato e la notte abbastanza buia.

🌌 𝐃𝐨𝐯𝐞 𝐠𝐮𝐚𝐫𝐝𝐚𝐫𝐞?

Il radiante dei Kappa Cignidi si trova vicino alla stella 𝐊𝐚𝐩𝐩𝐚 𝐂𝐲𝐠𝐧𝐢, nella costellazione del 𝐂𝐢𝐠𝐧𝐨.

Alle medie latitudini settentrionali è molto favorevole e, oltre circa 35° N, può rimanere sopra l’orizzonte per tutta la notte.

Ma c’è una particolarità interessante.

Il radiante di questo sciame non è così “pulito” e concentrato come quello di altri sciami meteorici.

La regione di provenienza apparente delle meteore è piuttosto ampia e interessa una zona che si estende tra 𝐂𝐢𝐠𝐧𝐨, 𝐃𝐫𝐚𝐠𝐨 e 𝐋𝐢𝐫𝐚.

Per questo le meteore possono sembrare partire da una porzione di cielo più estesa.

E, come sempre, non è necessario fissare direttamente il radiante: le scie più belle possono apparire anche molto lontano da esso.

👀 𝐂𝐨𝐦𝐞 𝐨𝐬𝐬𝐞𝐫𝐯𝐚𝐫𝐥𝐞

La strategia migliore resta la più semplice:

scegliere un luogo buio,

avere un’ampia porzione di cielo libera,

lasciare che gli occhi si adattino al buio,

e osservare con pazienza.

Con uno sciame così poco attivo è normalissimo passare lunghi minuti senza vedere nulla.

Meglio quindi dedicare almeno un’ora all’osservazione.

☄️ 𝐃𝐚 𝐝𝐨𝐯𝐞 𝐚𝐫𝐫𝐢𝐯𝐚𝐧𝐨?

Ed è qui che le Kappa Cignidi diventano ancora più interessanti.

A differenza di molti sciami meteorici, 𝐧𝐨𝐧 𝐜𝐨𝐧𝐨𝐬𝐜𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐜𝐨𝐧 𝐜𝐞𝐫𝐭𝐞𝐳𝐳𝐚 𝐢𝐥 𝐥𝐨𝐫𝐨 𝐜𝐨𝐫𝐩𝐨 𝐩𝐫𝐨𝐠𝐞𝐧𝐢𝐭𝐨𝐫𝐞.

Un possibile candidato è l’asteroide 𝐨𝐠𝐠𝐞𝐭𝐭𝐨 𝟐𝟎𝟎𝟖 𝐄𝐃𝟔𝟗, ma l’associazione non è ancora definitivamente confermata.

Questo rende lo sciame particolarmente interessante anche dal punto di vista scientifico.

📜 𝐔𝐧𝐚 𝐬𝐭𝐨𝐫𝐢𝐚 𝐜𝐨𝐦𝐢𝐧𝐜𝐢𝐚𝐭𝐚 𝐧𝐞𝐥𝐥’𝐎𝐭𝐭𝐨𝐜𝐞𝐧𝐭𝐨

Le prime osservazioni risalgono al 𝟏𝟖𝟕𝟒, quando l’astronomo ungherese 𝐌𝐢𝐤𝐥ó𝐬 𝐊𝐨𝐧𝐤𝐨𝐥𝐲-𝐓𝐡𝐞𝐠𝐞 notò alcune meteore che non sembravano appartenere alle Perseidi, il suo principale oggetto di studio in quel momento.

Per molto tempo queste meteore furono considerate eventi sporadici o attribuite ad altri sciami.

Solo nella seconda metà del Novecento i Kappa Cignidi furono finalmente riconosciuti come uno sciame distinto.

🔄 𝐄 𝐚 𝐯𝐨𝐥𝐭𝐞 𝐬𝐢 𝐫𝐢𝐬𝐯𝐞𝐠𝐥𝐢𝐚𝐧𝐨

Lo sciame mostra occasionalmente aumenti di attività ogni 6–7 anni.

L’ultimo episodio significativo è stato osservato nel 2021.

Per il 2026, però, 𝐧𝐨𝐧 è 𝐩𝐫𝐞𝐯𝐢𝐬𝐭𝐨 𝐮𝐧 𝐯𝐞𝐫𝐨 𝐚𝐮𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐝𝐢 𝐚𝐭𝐭𝐢𝐯𝐢𝐭à, quindi non aspettiamoci una notte eccezionale.

Ma con i Kappa Cignidi il punto non è contare decine di meteore.

È aspettare quella singola scia lenta e luminosa che attraversa il cielo quando meno te lo aspetti.

🌌 Se le Perseidi sono il grande spettacolo di agosto, i Kappa Cignidi sono il bis più discreto.

Meno affollato.

Meno prevedibile.

Ma proprio per questo, forse, ancora più affascinante.

🌠 PERSEIDI 2026: TUTTO QUELLO CHE C’È DA SAPERE SULLO SCIAME PIÙ ATTESO DELL’ESTATEAgosto senza Perseidi non sarebbe dav...
10/08/2026

🌠 PERSEIDI 2026: TUTTO QUELLO CHE C’È DA SAPERE SULLO SCIAME PIÙ ATTESO DELL’ESTATE

Agosto senza Perseidi non sarebbe davvero agosto.

Ogni anno, tra luglio e la seconda metà del mese, la Terra attraversa la corrente di detriti lasciata dalla cometa 109P/Swift-Tuttle. Quando queste minuscole particelle entrano nell’atmosfera terrestre ad altissima velocità, si riscaldano e producono le scie luminose che chiamiamo comunemente “stelle cadenti”.

📅 QUANDO OSSERVARLE?

Le Perseidi saranno attive dal 17 luglio al 24 agosto.

Il massimo esteso è previsto dal 12 agosto alle 21:00 GMT
al 13 agosto alle 09:00 GMT. Il massimo tradizionale è invece atteso nelle prime ore del 13 agosto, indicativamente tra le 02:00 e le 04:00 GMT.

Il radiante dello sciame, situato nella costellazione di Perseo, sale progressivamente nel cielo e raggiunge una posizione favorevole già intorno alle 22:00–23:00, continuando poi a guadagnare altezza fino all’alba.
Più il radiante sale, maggiore è il numero di meteore che teoricamente possono essere osservate.

🌠 QUANTE METEORE POTREMMO VEDERE?

Il valore nominale indicato per il picco è uno ZHR di circa 100. Ma attenzione: lo ZHR non significa che una singola persona vedrà realmente 100 meteore in un’ora.
Si tratta di un valore teorico calcolato in condizioni ideali: cielo completamente buio,
radiante allo zenit,
orizzonte libero,
assenza di inquinamento luminoso.
Nella realtà il numero osservabile sarà più basso.

Per il 2026, inoltre, le previsioni indicano che l’attività di fondo potrebbe rimanere sensibilmente inferiore al famoso valore di ZHR 100 che spesso viene citato parlando delle Perseidi. Questo però non significa affatto che lo spettacolo sarà deludente.

Le Perseidi sono note per essere meteore rapide, luminose e spesso accompagnate da scie persistenti. Occasionalmente possono comparire anche splendidi bolidi.

🚀 QUANTO SONO VELOCI?

Le meteore delle Perseidi entrano nell’atmosfera terrestre a circa 59 km al secondo. Una velocità enorme. Per questo le loro scie sono spesso particolarmente rapide e appariscenti.

🌌 DOVE GUARDARE?

Le meteore possono comparire praticamente in qualsiasi punto del cielo. Il nome “Perseidi” deriva semplicemente dal fatto che, ricostruendo all’indietro le traiettorie delle meteore, queste sembrano provenire da una regione della costellazione di Perseo che è quindi il radiante.
Ma non è necessario fissare direttamente Perseo. Anzi, per vedere scie più lunghe può essere meglio guardare circa 20°–40° di lato rispetto al radiante.

Il consiglio migliore rimane sempre lo stesso: scegliere un luogo buio, allontanarsi il più possibile dalle luci artificiali,
sdraiarsi comodamente,
lasciare che gli occhi si adattino al buio per almeno 20–30 minuti,
e osservare la porzione più ampia possibile di cielo.

🔭 DA DOVE SI VEDRANNO MEGLIO?

Le condizioni migliori si avranno alle medie latitudini dell’emisfero nord. Qui il radiante di Perseo sale abbastanza alto nel cielo durante la notte, permettendo di osservare molte più meteore.

Nell’emisfero australe lo sciame è molto meno favorevole perché il radiante rimane basso e, oltre circa 32° Sud, non sorge nemmeno sopra l’orizzonte.

☄️ DA DOVE ARRIVANO LE PERSEIDI?

Il corpo progenitore dello sciame è la grande cometa periodica 109P/Swift-Tuttle. Questa cometa impiega circa 133 anni per completare un’orbita attorno al Sole. Durante i suoi passaggi lascia lungo il percorso enormi quantità di polveri e minuscoli frammenti. Ogni anno, quando la Terra attraversa questa corrente di detriti, le particelle entrano nell’atmosfera e producono lo spettacolo delle Perseidi.

🌍 POSSONO ARRIVARE AL SUOLO?

Praticamente no. I meteoroidi delle Perseidi sono per lo più particelle molto piccole e fragili.
Durante l’ingresso nell’atmosfera vengono riscaldati, consumati e disintegrati ad alta quota. Non dobbiamo quindi aspettarci “meteoriti delle Perseidi” caduti a terra. Quando un frammento roccioso più grande riesce effettivamente a sopravvivere all’ingresso atmosferico e raggiunge il suolo, allora si parla di meteorite.

🔍 IL 2026 POTREBBE RISERVARE QUALCHE SORPRESA?

I modelli indicano due piccoli fenomeni che gli osservatori professionali terranno particolarmente d’occhio. Il 12 agosto, attorno alle 16:53 GMT, la Terra potrebbe incontrare una diramazione di una vecchia scia di polveri rilasciata dalla cometa nel lontano 1079. Non esiste però una previsione affidabile sul livello di attività. Un secondo debole filamento potrebbe essere attraversato intorno alle 01:00 GMT del 13 agosto, con un’incertezza temporale di circa cinque ore. Anche in questo caso non è prevista alcuna vera esplosione di attività, ma eventuali variazioni potrebbero essere interessanti dal punto di vista scientifico.

Indirizzo

Osservatorio Astronomico Di Roselle Strada Delle Casette Di Mota 63
Bagno Roselle
58100

Orario di apertura

21:30 - 23:30

Telefono

+390564402091

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando AMSA Osservatorio Astronomico di Roselle pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta L'azienda

Invia un messaggio a AMSA Osservatorio Astronomico di Roselle:

Scelte rapide

Condividi