Oltre il Ponte

Oltre il Ponte L'associazione denominata ‘Oltre il Ponte’ ha lo scopo di di promuovere le eccellenze del territorio, l’archeologia, l’arte, la letteratura e la musica.

Lo scopo per cui abbiamo costituito l'associazione culturale 'Oltre il Ponte', in apparenza, non è dissimile da quello delle tante altre che esistono in giro per il mondo. In realtà, le nostre aspirazioni vanno ben al di là dell’ordinario e poggiano su alcuni segni distintivi. Il primo segno, sia pure nel rispetto dell’altrui autonomia, è stato e resta quello di lavorare con gli altri, per gli alt

ri, mai contro gli altri. Il secondo sta nella convinzione che niente può continuare a esistere solo perché c’è chi lo desidera ma solo se ancora ci sono cose da dire e da fare. In primis vogliamo misurarci con l’urgenza di promuovere le eccellenze del territorio, l’archeologia, l’arte, la letteratura, la musica, il teatro, il sapere e il saper fare. Benché nati da poco, siamo riusciti a mettere assieme un programma di tutto rispetto, ambizioso e, per certi versi, innovativo.

24/03/2026

presentazione libro certe sere d'estate fra racconti lucciole e zanzare 28 febbraio

26/02/2026

Vi ricordate di Cutro? Beh! Da quella strage, 94 morti annegati a pochi metri dalla spiaggia, di cui 35 erano bambini.sono passati tre anni e da allora, l'umanità non ha trovato il tempo per vergognarsi. Quei morti sono uguali a quelli che noi italiani abbiamo pianto quando non riuscivano neanche a entrare a Ellis Island. Allora, perché tanta indifferenza?

Se hai tempo da perdere vieni alla presentazione del mio libro, è divertente e non costa niente
24/02/2026

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30/05/2025
30/05/2025

Dodici anni, e già stanca del mondo
Si chiamava Addie Card.
Nel 1910, si trovava nel fragore della filanda di cotone di North Pownal, in Vermont,
appena dodicenne, già intrecciata negli ingranaggi dell’industria.
Passava le sue giornate tra telai rotanti e polvere di cotone,
le sue mani piccole perfette per districare fili
che nessuna macchina riusciva a gestire.
Ogni ora era rumorosa. Ogni respiro, denso di fibre.
E il lavoro non finiva mai davvero.
Perché, finito il turno,
c’erano comunque le faccende di casa.
Bocche da sfamare. Nessuno spazio per essere bambina.

Un giorno, un uomo di nome Lewis Hine sollevò la sua macchina fotografica.
Non le chiese di sorridere.
Non ne aveva bisogno.
In quella fotografia, Addie rimase ferma,
ma i suoi occhi sussurravano tutto:
fatica.
Resilienza.
Silenzio.
E qualcosa come tristezza.
Quell’immagine avrebbe viaggiato più lontano di quanto Addie avrebbe mai potuto.
Divenne un simbolo.
Uno specchio puntato su una nazione costruita sulle spalle dei suoi bambini.

Addie non era sola.
Migliaia di bambini come lei riempivano le filande e le miniere d’America,
scambiando l’infanzia per un salario,
perché la sopravvivenza non aspetta.
La Rivoluzione Industriale ci diede velocità, acciaio e città.
Ma per bambini come Addie,
rubò anche qualcosa che non si può ricostruire.
Un’infanzia.
Un respiro.
Un’occasione.

15/03/2025

Oggi, siccome siamo ricchi di fantasia, l’Italia ci ha divisi in due piazze vicine eppure tanto lontane. Chi scrive andrà in Piazza Grande, quella degli sfigati e sempre orgogliosamente perdenti. Alla piazza di chi va sempre a cavallo e mai a piedi, auguro che a benedirla sia Pluvio, il Dio della pioggia.
All’altra piazza, quella degli sfigati e dei perdenti, auguro di trasformarsi in piazza della pace, dell’ambiente e dei diritti sociali, appunto, Piazza Grande. Cosa stiamo aspettando? I volenterosi sono invitati ad alzare una mano, a ba***re un colpo o a compiere qualunque gesto di consenso all’idea. Io sono qui, aspetto e vedrò…

03/03/2025

“Consiglio di volpi, strage di polli” recita un antico e saggio detto popolare. Ma di cosa si parla? Semplice! Certi stravaganti alla Michela Serra, antico giornalista, ci hanno chiesto di scendere in piazza per l’Europa. Beninteso: l’imperativo categorico è niente bandiere di partito! Ma come? Se ci va l’onorevole Schlein, segretaria nazionale del PD e i segretari di tutti gli altri partiti, non sono già bandiere di partito. Poi, per quale Europa manifestare? Per quella che ha inviato fiumi di soldi e montagne di armi all’Ucraina? No caro Michele Serra, antico giornalista! Se si vuole manifestare, ed è giusto farlo, bisogna escludere tutti i partiti che, al governo o all’opposizione, con i nostri soldi, hanno contribuito ad alimentare una immane carneficina e ora provano a rifarsi il trucco chiamandola pace. No caro Michele Serra, alla tua manifestazione non ci verrò. Caso mai proverò a convocarne una ma che escluda tutti i partiti delle armi e delle guerre. Naturalmente, tu sei invitato.

03/03/2025

Un senzatetto ha salvato una ragazza da un teppista, ma quando è venuto a cena da lei, è rimasto senza parole.
Alice stava tornando a casa tardi la sera, camminando in fretta per una strada buia e deserta. Aveva trascorso quasi tutta la giornata in biblioteca, immersa nella stesura della sua tesi, che doveva consegnare la settimana successiva. Assorbita dai suoi impegni accademici, non si era accorta di quanto fosse tardi. Mancava ormai poco al suo palazzo quando improvvisamente sentì dei passi dietro di sé. Un brivido le percorse la schiena e il cuore iniziò a ba***re più forte.

Cercò di prendere il telefono dalla tasca per chiamare qualcuno o almeno mandare un messaggio, ma in quel momento una voce maschile, rude e impastata, la fermò:

— Ehi, dove corri così in fretta? Magari posso accompagnarti…

Il tono era incerto e Alice capì subito che l’uomo era ubriaco. La paura dentro di lei aumentò di colpo. Accelerò il passo, sperando di distanziarsi dallo sconosciuto, ma lui la afferrò bruscamente per un braccio.

— Dove credi di andare? — insistette con voce insinuante. — Sei proprio una bella ragazza… perché non ci conosciamo meglio?

Poi le tirò il cappuccio con forza per avvicinarla a sé. Alice gridò disperata, lottando con tutte le sue forze per liberarsi, ma la presa dell’uomo era troppo salda. Fu allora che il destino intervenne: un senzatetto che passava di lì notò la scena e si precipitò in suo aiuto. Senza esitare, afferrò una bottiglia vuota da terra e la fracassò sulla testa dell’aggressore, che crollò a terra privo di sensi. Alice, tremante e in lacrime, rimase immobile per un attimo.

— Dobbiamo andarcene subito, prima che si riprenda, — le disse il suo salvatore. Lei annuì e lo seguì senza pensarci due volte.

Man mano che lasciavano la strada buia e deserta, il quartiere si faceva più luminoso e animato. Solo quando raggiunsero un luogo sicuro, Alice si sentì sollevata. Camminava accanto all’uomo che l’aveva salvata, ancora sotto shock. Ogni tanto lo osservava di sfuggita: era un uomo sulla cinquantina, con vestiti logori e capelli spettinati. Il suo aspetto rivelava una vita difficile e piena di sofferenze. Sentì un’improvvisa ondata di compassione per lui.

— Vorrebbe ve**re a casa mia? Potrei offrirle una cena calda, — disse d’impulso, sorprendendo perfino sé stessa.

Il volto dell’uomo si illuminò con un sorriso grato.

— Certo, ne sarei felice! E non preoccuparti, non ho intenzione di rubarti nulla, — aggiunse, come se le avesse letto nel pensiero.

— Oh, no! Non penso questo… voglio solo assicurarmi che lei stia bene, — rispose Alice, tirando fuori le chiavi di casa…… continua nei commenti. 👇👇👇

27/02/2025

Il presidente degli USA rivendica la proprietà del canale di Panama; striscia di Gaza; terre rare dell'Ucraina; Groelandia; golfo de Messico più altre cosucce. Non si sta rischiando la terza guerra mondiale? Intanto, cosa fanno i democratici americani? E il PD? E cosa fa la sinistra europea? Mah!

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