25/10/2026
STORIA E TRADIZIONI DI UNA FESTA CHE CI APPARTIENE e che festeggiamo in via Arno’ 33 ad Alpignano come ogni anno
Ci siamo...tra poco più di una settimana é Halloween, e, come succede ogni anno, partono gli attacchi a questa festa: “Non fate festeggiare Halloween ai vostri figli, è la festa del diavolo”, “Non è una festa cattolica tanto meno italiana, noi festeggiamo Ognissanti”, e via con queste frasi che invadono i social. Mai niente di più falso di queste affermazioni!
Comunemente tendiamo ad associare Halloween ai film statunitensi, ai costumi horror e al classico giro di "dolcetto o scherzetto". Ma se si scava sotto la patina pop commerciale, scopriamo che la sua essenza attinge a radici culturali profonde europee e italiane. Per capire perché appartiene anche alla nostra storia, occorre
partire da molto lontano, più o meno nell'800 a.C., a quando cioè risalgono le prime prove documentate dell'esistenza dei Celti, (sfatiamo un altro mito: Halloween non è una festa americana)
Prima della romanizzazione, gran parte dell'Italia settentrionale, nella zona compresa tra il Piemonte, la Lombardia e l'Emilia-Romagna (famosissima la civiltà di Golasecca, in provincia di Varese), era abitata da popolazioni celtiche
Per i Celti, la notte tra il 31 ottobre e il 1º novembre segnava la festa di Samhain, il "Capodanno celtico" che celebrava la fine della stagione calda e l'ingresso nella metà "oscura" dell'anno, cioè l'inverno. Durante questo momento di passaggio, si credeva che il confine tra il mondo dei vivi e quello dei morti si assottigliasse. Gli spiriti degli avi potevano tornare a fare visita alle proprie famiglie, mentre creature del folklore e spiriti malevoli potevano vagare liberamente sulla Terra
Perciò, ogni Samhain i druidi costruivano enormi falò sacri, attorno cui le persone si riunivano per bruciare raccolti e animali sacrificali per ingraziarsi le divinità celtiche. Durante il rito, per spaventare gli spiriti i celti indossavano costumi tipicamente fatti da teste e pelli di animali, e cercavano di indovinare la sorte degli altri.
Molte delle usanze moderne di Halloween derivano direttamente da precisi rituali celtici di protezione e celebrazione durante Samhain: venivano lasciati cibo e bevande fuori dalle abitazioni per placare gli spiriti e assicurarsi la loro benedizione, si intagliavano grandi r**e (la zucca è arrivata solo dopo la scoperta dell'America) con volti grotteschi per porvi all'interno carboni ardenti tratti dai fuochi sacri che servivano per guidare gli spiriti buoni e tenere lontani quelli malvagi e indossavano pelli di animali, maschere e volti dipinti di fuliggine con l'obiettivo di camuffarsi da spiriti per non farsi riconoscere o spaventare le entità maligne erranti.
Anche tra gli antichi Romani c’erano diverse feste dedicate alla commemorazione funebre disseminate durante l’anno, ma naturalmente in autunno si concentravano per numero e per concetto spirituale. Il 5 ottobre e l’8 novembre si celebrava il Mundus Patet, mentre il 6 ottobre c’era il Dies Ater. Il primo contemplava l’apertura di una fossa nella terra che metteva in comunicazione con il mondo dei morti. La seconda era un giorno legato alla tristezza per un evento tragico legato al mondo dei defunti. Invece alla fine di ottobre, più precisamente il 29, si onorava Vertumno, dio del mutamento stagionale. Ed è quest’ultimo evento che andò a fondersi con il Samhain celtico, infatti nel corso dei secoli gli scambi commerciali e culturali con i Celti favorirono la fusione di queste festività.
Le tradizioni funebri, come tutte le tradizioni pagane antiche, non persero mai la loro presa sulla popolazione che anno dopo anno le onorava con la stessa devozione di sempre. La Chiesa, che aveva tollerato per secoli queste manifestazioni, a un certo punto decise di prendere provvedimenti e nell’anno 738, Papa Gregorio III fece appositamente spostare festa dei Santi dal 13 maggio al 1° novembre per sovrapporla a quella pagana. Tuttavia i rituali, i travestimenti, i falò, i lumini e le offerte di cibo continuarono per molto tempo, poiché la popolazione era legata ad essi da secoli e non aveva alcuna intenzione di rinunciarvi. Fu così che nel X secolo la Chiesa aggiunse anche la “Festa dei Morti” al 2 novembre: una festa dedicata ai morti terreni che in qualche modo andava a giustificare e tollerare gli antichi rituali pagani ancora in voga.
Il ponte definitivo tra l'antica tradizione celtica e la festa popolare attuale è stato costruito a metà dell'Ottocento. A causa della devastante Grande Carestia Irlandese del 1845-1852, centinaia di migliaia di emigrati irlandesi e scozzesi si trasferirono negli Stati Uniti.
Portarono con sé i racconti, i travestimenti e l'usanza di intagliare le r**e che, trovando abbondanza di zucche sul suolo americano (più morbide e facili da intagliare), trasformarono la festività in quello che conosciamo oggi. Il nome Halloween (in irlandese Hallow E'en), deriva infatti dalla forma contratta di All Hallows' Eve, dove Hallow è la parola arcaica inglese che significa Santo: la vigilia di tutti i Santi, quindi. Ognissanti, invece, in inglese è All Hallows' Day.
L'usanza di intagliare ortaggi e chiedere cibo porta a un'altra sorpresa: in molte regioni italiane queste prassi esistevano ben prima che la cultura pop americana le esportasse nel mondo. In Lombardia, Veneto e Friuli era tradizione autunnale intagliare le zucche, inserendo al loro interno una candela per guidare o spaventare le anime dei defunti, le famose "Lümere" del Nord Italia; oppure in Sicilia c'era la notte delle "Animaedde", tra il 31 ottobre e il 2 novembre, dove i bambini andavano di casa in casa a chiedere piccoli doni o dolci (come i "pupi di zucchero") in memoria dei morti, in modo del tutto identico al moderno Trick or Treat.
Insomma non era cambiato nulla. Solo una cosa era cambiata: il nome.
L'Halloween moderno arrivato dagli Stati Uniti rappresenta un "ritorno a casa" di usanze che gli emigrati irlandesi portarono oltreoceano nell'Ottocento. Sotto le maschere di plastica e l'aspetto commerciale moderno risiede lo stesso ed identico nucleo di riti contadini che i nostri nonni praticavano per accogliere il buio dell'inverno e ricordare i propri defunti.
Se con i film degli anni ’80 la nostra ingenuità ci ha portato a pensare che Halloween fosse una festa tutta americana, oggi sappiamo bene che le cose stanno diversamente, eppure alcuni gridano al pericolo culturale, altri suggeriscono di non festeggiare Halloween perché abbiamo le “nostre tradizioni”, che, a detta loro sono italiane a differenza di Halloween. Ciò nondimeno continuano a festeggiare il Natale addobbando l’albero, facendo regali e comprando il vischio: antichi rituali anch’essi pagani. Adesso che vi abbiamo raccontato bene perché Halloween, infondo, é una festa che ci appartiene, speriamo di non leggere lamentele ora che vi diciamo che anche quest'anno, come facciamo sempre, “festeggeremo” lo Samhain a modo nostro, inondati di Luce e di un sano divertimento.
Diffondete…. Diffondete!