10/02/2026
Faccia stanca, frangetta sudata, ma sempre con il sorriso addosso.
Perché questo lavoro mi piace.
E quando faccio una cosa, mi piace farla bene.
Negli ultimi anni però sono stata messa davvero alla prova.
Durante corsi e master nessuno ti dice che, oltre a fare la wedding planner, ti ritroverai spesso a ricoprire altri quattro o cinque ruoli contemporaneamente.
Quando sei sul campo e qualcosa non funziona, non puoi voltarti dall’altra parte.
Ti rimbocchi le maniche. E fai.
Ho improvvisato, ho assunto ruoli che non mi appartenevano pur di portare a termine l’evento nel modo migliore possibile.
Mi sono trovata a servire torte nuziali, a spostare intere sale per mancanza di organizzazione, a coordinare squadre di camerieri, a interfacciarmi direttamente con gli chef per evitare che altri piatti tornassero indietro, a sparecchiare buffet e tavoli d’appoggio senza sosta.
A volte rimango sinceramente sconcertata nel sentire dire che “i wedding planner creano solo problemi” o che “pensano solo a farsi notare”.
Perché la realtà è un’altra.
Ed è molto meno patinata di quanto sembri.
Quest’anno sento il bisogno di rallentare.
Non di fermarmi, ma di guardare il mio lavoro da una prospettiva diversa.
Negli ultimi anni mi sono messa molto in discussione, ho messo in discussione anche la figura del wedding planner, cercando un modo diverso, utile e sostenibile di esserci.
Quella prospettiva l’ho trovata.
Ed è da lì che nasce Una Wedding Planner per Amica🤍
Se vuoi scoprire cosa significa,
Mi trovi su Instagram su .