10/02/2022
E' la domanda che ci siamo sentiti fare in modo sempre piu' pressante, negli ultimi giorni, praticamente da tutti; perchè il 10 febbraio si avvicinava, perchè il virus sembrava arretrare, perchè eravamo gli unici chiusi, perchè avevamo voglia e (soprattutto) bisogno di tornare a lavorare.
E QUINDI ... SI !
Se il bollettino con i parametri del covid non registrerà particolari variazioni e salvo diverse disposizioni Discoteche, club ed eventi potranno tornare ad essere operativi dalla mezzanotte di stasera, termine di scadenza della chiusura imposta dal Decreto che ci fece trovare sotto l'albero di Natale il regalo non certo gradito della (ennesima) sospensione forzosa delle nostre attività.
TUTTI FELICI QUINDI ? .... ASSOLUTAMENTE NO !
NO perchè ci saremmo aspettati, quantomeno, una comunicazione ufficiale da parte dei Ministri e dei virologi che non hanno mai disdegnato la ribalta mediatica, in questi ultimi 2 anni, tranne per comunicarci quale sarebbe stato il destino dei 90.000 lavoratori dell'unico settore chiuso "per Legge";
NO perchè se è vero che il Decreto di chiusura si è deciso alla velocità del suono la Vigilia di Natale con un'efficienza invidiabile, la medesima velocità ed efficienza non è stata applicata nel trovare forme adeguate di ristoro per coloro che rimanevano, nuovamente, senza lavoro.
NO perchè a poche ore dalla scadenza non sappiamo ancora (nero su bianco) se effettivamente potremo aprire e ,soprattutto, se e con quali restrizioni;
NO perchè una riapertura per "sillogismo" è la palese dimostrazione della snobbante considerazione che le Istituzioni hanno avuto e continuano ad avere di oltre 2500 imprese del settore e, di conseguenza, dei lavoratori impegnati in ognuna di esse e delle loro famiglie.
Una ulteriore, silenziosa e umiliante MANCANZA DI RISPETTO che si unisce ai TRENINI del PETRUZZELLI, alle capienze piene di SANREMO, alle METROPOLITANE colme di passeggeri, ai COMIZI POLITICI in piazze strapiene e prive di ogni misura di prevenzione, ai RISTORANTI, ai BAR e agli ABUSIVI che si sono trasformati in discoteche con le discoteche chiuse.
"PIUTTOSTO DI NULLA E' MEGLIO COSI'" è l'arrendevole mantra che molti gestori e colleghi recitano da giorni, anestetizzati o, peggio ancora, piegati da un così lungo periodo di inattività e anche noi siamo contenti (ci mancherebbe!) di poter tornare a fare il nostro mestiere questa volta (si spera) per sempre ma restano gli interrogativi molti dei quali vecchi di mesi e rimasti senza risposta da parte di quelle Istituzioni che non hanno saputo neanche avere una parola di solidarietà.
DOMANI 2500 DISCOTECHE torneranno (salvo diverse disposizioni dell'ultimo momento n.d.r.) ad accendere i propri impianti audio e le proprie luci con NOI che torneremo a farvi ballare felicissimi di poter contribuire, con quello che sappiamo fare, a farvi lasciare tutto questo alle spalle alimentandoci di quei sorrisi che siamo abituati a vedere dalla prospettiva privilegiata che il mestiere che tanto amiamo ci regala.
Il nostro, di sorriso, sarà quello amaro, però, di chi non sa ancora oggi il perchè di tante scelte, di chi attende delle risposte a domande che non smetterà mai di porre a chi ha il dovere, se non addirittura l'obbligo, istituzionale di rispondere, di chi si sente umiliato dall'indifferenza, di chi sa di avere amici e colleghi che non ce l'hanno fatta e ai quali dovrebbe andare comunque, senza se e senza ma, il rispetto di tutti e le scuse dello Stato.
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