20/12/2025
Strategia Ticino Bici 2045: E LA MOUNTAIN BIKE DOV'É FINITA!?
Nei giorni scorsi il Quotidiano ha presentato la Strategia Ticino Bici 2045 del Dipartimento del Territorio (DT), un progetto ambizioso che mira a portare il Cantone a 800 km di piste ciclabili entro il 2045, con circa 180 milioni di franchi destinati alla realizzazione delle infrastrutture e 2 milioni di franchi per accompagnare il processo nei prossimi dieci anni.
Un investimento importante, che sulla carta sembra voler segnare una svolta per la mobilità ciclabile in Ticino. Tuttavia, guardando con attenzione i contenuti del servizio e della strategia, emerge una grande assente:
👉 la MOUNTAIN BIKE intesa come attività sportiva e ricreativa.
Piste ciclabili sì, TRAIL NO!
Nel servizio si parla esclusivamente di piste ciclabili funzionali, pensate per lo spostamento da A a B: casa–lavoro, casa–scuola, mobilità quotidiana. Un obiettivo legittimo, per ca**tà. Ma il Ticino non è solo un territorio di pendolari: è anche — e soprattutto — un territorio di montagna, outdoor, sport e turismo attivo.
Eppure, nessun accenno a trail, sentieri dedicati, bike park, percorsi MTB ricreativi o di montagna.
Nessuna indicazione su:
➡️investimenti per nuovi trail,
➡️manutenzione mirata per l’uso MTB,
➡️gestione dei conflitti sui sentieri,
➡️sviluppo dell’offerta MTB come risorsa turistica e sportiva.
La sensazione è chiara: la mountain bike “da tempo libero” semplicemente non esiste in questa strategia.
Una dimenticanza grave (e miope)
Questa assenza non è solo simbolica. È politicamente e strategicamente problematica.
Il segmento MTB rappresenta:
migliaia di praticanti in Ticino, un indotto economico importante (turismo, eventi, strutture, guide), una fetta consistente della popolazione attiva, sportiva e attenta al territorio.
Ignorarlo significa:
perdere un’enorme opportunità di sviluppo sostenibile, continuare a lasciare i biker in una zona grigia normativa, alimentare conflitti inutili con altri utenti del territorio, rinunciare a una pianificazione moderna e inclusiva.
E il “Centro di competenza della mountain bike”?
Qui nasce la domanda forse più scomoda.
Negli ultimi anni si è parlato a gran voce del Centro di competenza della mountain bike, promosso da Ticino Sentieri, presentato come punto di riferimento per:
➡️ coordinare le istanze del mondo MTB,
➡️ dialogare con le istituzioni,
➡️contribuire a strategie e pianificazioni future.
👉 Ma che ruolo ha avuto nella Strategia Ticino Bici 2045?
Domande legittime, alle quali ad oggi non troviamo risposta:
È stato coinvolto nella redazione della strategia?
Ha potuto esprimere una posizione ufficiale?
Ha avanzato proposte concrete per i trail e l’uso ricreativo della MTB?
Se sì, perché non se ne trova traccia pubblica?
Se no, di quale “centro di competenza” stiamo parlando?
Serve chiarezza, non slogan
A noi non interessa fare polemica sterile.
Ma il silenzio su un intero segmento della popolazione sportiva non può passare inosservato.
Se il Ticino vuole davvero definirsi:
➡️ bike-friendly,
➡️outdoor-oriented,
➡️attrattivo per il turismo attivo,
allora la mountain bike DEVE avere un posto chiaro, riconosciuto e finanziato nelle strategie cantonali. Non come appendice, non come problema da gestire, ma come risorsa da sviluppare.
Le domande restano aperte
➡️Dove sono gli investimenti per i trail?
➡️Qual è la visione cantonale per la MTB ricreativa?
➡️Chi rappresenta davvero gli interessi dei biker?
➡️E soprattutto: chi risponde di queste scelte?
La Strategia Ticino Bici 2045 parla di futuro.
Ma un futuro che dimentica la montagna e chi la vive ogni giorno in sella non è un futuro completo.
ticinofreeride continuerà a porre domande.
Perché i trail non si costruiscono solo con le ruspe, ma anche con trasparenza, visione e rispetto per chi li vive.
Secondo voi, la mountain bike dovrebbe avere un ruolo chiaro nella Strategia Ticino Bici 2045?