LecceVegan

LecceVegan Promuoviamo uno stile di vita etico sano e rispettoso dell'ambiente. si riusciva a trovare qualcosa di adatto.

Per essere membro attivo della community iscriviti anche al nostro gruppo Facebook (https://www.facebook.com/groups/1433299426944085/) Da oltre sette anni ci occupiamo di promuovere sul territorio salentino, non solo attraverso la community e i social, ma anche attraverso eventi a tema e conferenze, uno stile di vita vegan e sostenibile. LecceVegan nasce sul territorio salentino nel 2014 da un sog

no collettivo, quello di un mondo più etico e dall'unione di un sempre maggior numero di persone intorno ai temi dell'etica, della sostenibilità alimentare e di un corretto stile di vita. All'epoca i vegani erano praticamente sconosciuti ai più, degli alieni incomprensibili, e difficilmente all'interno della grande distribuzione organizzata (supermercati e co.) Questa realtà territoriale nasce così, da un desiderio di aggregazione, per la voglia di comunicare e scambiarsi consigli, di socializzare e conoscersi; è in questo modo che nel tempo, da qualcosa di piccolo, questa realtà si è trasformata crescendo sempre più, arrivando a comprendere persone provenienti da tutta la provincia di Lecce e non solo, anche da altre zone del Salento. Sin da subito, e questo ci ha contraddistinto e continua a contraddistinguerci dalla maggior parte delle altre (sempre e comunque importantissime) realtà vegan nazionali, si è deciso di non fermarsi al mero social, ma di muoversi sul piano della realtà attraverso eventi di vario tipo (cene conviviali, banchetti informativi, flash mob, eventi legati alla sostenibilità, conferenze, proiezioni, presentazioni di libri, beneficienza e tanto altro) che hanno fatto della connessione tra le persone qualcosa di concreto e non solo virtuale. Abbiamo fatto rete con altre realtà locali, perché solo questo può, a nostro parere, fare la differenza. A dispetto di quanto molti credano, i vegani non sono in guerra col mondo, non vogliono distruggere, ma aiutare a costruire, a costruire qualcosa di altro, un mondo più bello, migliore. Attualmente, siamo arrivati a circa trenta eventi l'anno, la maggior parte dei quali destinati alla beneficenza e per questo ringraziamo tutti i membri di questa che, nata da un semplicissimo gruppo Facebook, è diventata una bellissima realtà, unita e solidale, inoltre non possiamo che ringraziare anche gli amici delle altre realtà locali, sia vegan che non (aziende, associazioni, cooperative, liberi professionisti, ecc.), con cui negli anni abbiamo avuto l'onore e il piacere di collaborare, e tutte le persone meravigliose che con passione ci seguono e che perseguono questo sogno. Ognuno di noi ha creato LecceVegan, questa comunità, ognuno di noi è LecceVegan.

Educare alla non violenza, una cosa che sembra estremamente banale, ma che in tempi come questi diventa sempre più utopi...
11/04/2026

Educare alla non violenza, una cosa che sembra estremamente banale, ma che in tempi come questi diventa sempre più utopistico. Articoli su abusi, maltrattamenti e uccisioni di esseri innocenti, umani e animali, spiaccano ormai quasi quotidianamente all'interno di cronaca e post, segni di un'umanità che ha perso la strada, di una genitorialità a volte distratta o più impegnata ad essere amica che guida, di una società votata all'apparenza e all'illusione dell'immortalità. Un'immortalità fittizia inseguita tramite foto o video, freneticamente, senza fermarci a pensare, un'apparenza che invece di restare è più fugace dell'attimo che ci abbiamo messo per schiacciare il tasto "condividi", ma la cui conseguenza pratica per gli esseri abusati o uccisi non passerà mai. Educare alla non violenza allora, più che mai, viene ad assumere un aspetto importante perché recupera due concetti dimenticati, compassione ed empatia, per il prossimo (umano, animale o ambiente) e per se stessi. Un valore da passare in un mondo che ha dimenticato i suoi.

"Nessuno dovrebbe tollerare che vengano inflitte agli animali delle sofferenze e neppure declinare le proprie responsabi...
10/04/2026

"Nessuno dovrebbe tollerare che vengano inflitte agli animali delle sofferenze e neppure declinare le proprie responsabilità.
Nessuno dovrebbe starsene tranquillo pensando che altrimenti si immischierebbe in affari che non lo riguardano.
Quando tanti maltrattamenti vengono inflitti agli animali, quando essi agonizzano ignorati per colpa di uomini senza cuore, siamo tutti colpevoli."

(Albert Schweitzer)

08/04/2026

"Hai mangiato? E cosa? Ti vedo sciupat*" 🥰😄

Quante volte ce lo siamo sentito dire?
Il cuore delle nonne è grande e si adatta spesso per rispondere alla famosa domanda 😊

Questo è il caso di nonna Veganna, che ora ha pubblicato addirittura un libro di cucina vegan 😍❤️ 🌱

Grazie di cuore a tutti coloro che hanno scelto una Pasqua di pace e non di sangue, una Pasqua senza dolore nè morte. Gr...
05/04/2026

Grazie di cuore a tutti coloro che hanno scelto una Pasqua di pace e non di sangue, una Pasqua senza dolore nè morte. Grazie a tutti coloro che hanno scelto una Pasqua senza animali nel piatto. Grazie da parte di tutti i nostri amici animali... Buona Pasqua senza crudeltà e dolore a tutti... Buona Pasqua Vegan!!! 🙂❤😘

Gli agnelli e i capretti vengono macellati tutti i mesi dell'anno, ma è proprio durante il periodo pasquale il momento i...
04/04/2026

Gli agnelli e i capretti vengono macellati tutti i mesi dell'anno, ma è proprio durante il periodo pasquale il momento in cui si concentra il numero piu elevato di uccisioni a causa di una tradizione che, affondando in un simbolismo antico, spinge a cibarsi della carne innocente di un essere vivente, così come innocente era il protagonista delle narrazioni bibliche a cui questa tradizione alimentare rimanda.
Così come Gesù, l'agnello di Dio, si immolò per noi, così noi immoliamo gli agnelli, esseri che tuttavia al terzo giorno non risorgeranno. Avviene in tal modo, senza accorgercene, che in maniera "quasi" cannibalesca ci cibiamo di quello stesso Dio che adoriamo.

Ogni secondo in tutto il mondo vengono uccisi migliaia di animali, è una strage senza precedenti che si perpetra da secoli ma mai come da quando sono stati aperti gli allevamenti intensivi.

Ogni giorno si può scegliere quale mondo vogliamo costruire e questa scelta può passare anche attraverso il nostro piatto.

"Nessuno dovrebbe tollerare che vengano inflitte agli animali delle sofferenze e neppure declinare le proprie responsabilità.
Nessuno dovrebbe starsene tranquillo pensando che altrimenti si immischierebbe in affari che non lo riguardano.
Quando tanti maltrattamenti vengono inflitti agli animali, quando essi agonizzano ignorati per colpa di uomini senza cuore, siamo tutti colpevoli."
(Albert Schweitzer)

[Vignetta di Manetta il vignettista (1947-2018)]

Rosi 💔❤️‍🩹🤞Le storie che non si vorrebbero mai sentire o leggere, quelle che, dopo la rabbia e lo sconcerto, fanno pensa...
30/03/2026

Rosi 💔❤️‍🩹🤞

Le storie che non si vorrebbero mai sentire o leggere, quelle che, dopo la rabbia e lo sconcerto, fanno pensare a quanta strada ancora c'è da fare... Viene facile pensare che ci sono persone gravemente disturbate in giro, sicuramente chi ha fatto una cosa del genere ha difficoltà psicologiche importanti, ma è comunque figlio di una società e di una cultura specista che vede nei più deboli oggetti da sfruttare 😞

Si parla tanto di violenza di genere e di abusi, tralasciando spesso però gli esseri non umani... Apertamente attraverso questa vicenda si sta parlando di abuso sessuale, di stupro, nei confronti di un altro animale. Una vittima, dunque, un soggetto dotato di diritto, violato e leso. Un risultato che, tuttavia, perde di qualsiasi essenza se si pensa a quello che ha dovuto subire e sta subendo questa gattina.

Ci auguriamo con tutto il cuore che si trovi il colpevole di tale scempio e che venga assicurato alla giustizia...

Forza Rosi, siamo tutti e tutte al tuo fianco e speriamo per te ❤️

📷©️ Lega Nazionale per la Difesa del Cane sez. Ostia

⬇️ Per approfondire ciò che è accaduto ⬇️
https://www.google.com/amp/s/roma.repubblica.it/cronaca/2026/03/28/news/rosi_gattina_violentata_tor_tre_teste_striscione-425249590/amp/

Cosa si intende per "veganofobia" o "vegefobia"? Vi siete mai sentiti discriminati per essere vegan? Quali sono le frasi...
27/03/2026

Cosa si intende per "veganofobia" o "vegefobia"? Vi siete mai sentiti discriminati per essere vegan? Quali sono le frasi più comuni che vi sono state rivolte?

Un post interessante a firma del Dott. Fabio Tartarini - Psicologo per la rubrica settimanale "Pensieri & insalata" 😊🌱


La veganofobia, o vegefobia, si manifesta come una forma di discriminazione o avversione nei confronti di chi sceglie uno stile di vita vegano. Le persone vegane si trovano spesso così a dover affrontare giudizi severi, stereotipi e reazioni negative, che non solo feriscono profondamente, ma rischiano di minare il loro benessere emotivo e psicologico.

👉 La veganofobia non nasce dal nulla, ma da un intreccio di fattori psicologici, culturali e sociali. Molto spesso, la paura e l’avversione verso i vegani si radicano in incomprensioni o convinzioni errate, che si formano nella mente di chi discrimina. Alla base di questo fenomeno, c'è spesso una paura irrazionale del cambiamento.

Meccanismi psicologici di chi discrimina:

🔸 Conformismo sociale e paura del diverso
In molte culture il consumo di carne è visto come una tradizione fondamentale e simbolo di una certa identità. Scegliere di rifiutare questa tradizione può apparire come una sfida diretta a norme e valori radicati. La paura del cambiamento e il rifiuto del "diverso" sono meccanismi psicologici umani profondi, legati alla necessità di sentirsi parte di un gruppo e di appartenere a una comunità. Il vegano, quindi, rischia di essere percepito come una minaccia, anche se non ha nessuna intenzione negativa.

🔸 Dissonanza cognitiva
Quando una persona viene a contatto con una scelta alimentare che mette in discussione le proprie abitudini o convinzioni, si può creare una dissonanza cognitiva. Questo fenomeno psicologico si verifica quando le proprie convinzioni sono in conflitto con nuove informazioni che mettono in discussione le proprie azioni o abitudini. Per esempio, chi consuma carne quotidianamente può essere riluttante ad accettare la realtà delle implicazioni etiche e ambientali di questa scelta. Per difendersi dalla dissonanza, la mente può sviluppare reazioni emotive di rifiuto verso chi segue una dieta vegana, anziché riflettere su questi aspetti.

🔸 Stereotipi e giudizi sociali
La mancanza di una comprensione diretta e approfondita del veganismo può dar luogo a stereotipi. Le persone vegane vengono spesso etichettate come "estreme", "fanatiche" o "radicali". Questi giudizi si basano su stereotipi o esperienze parziali che hanno portato ad una generalizzazione. I pregiudizi possono quindi alimentare il disprezzo o il sospetto, che si trasformano in atti di discriminazione.

🌱 Comprendere le ragioni alla base della scelta vegana può aiutarci ad avere una maggiore empatia e accettazione verso quella che si configura come una scelta etica e valoriale e che, dunque, merita rispetto.

«Mi hanno chiesto: "Come fai ad essere forte come un bue senza mangiare carne?"E la mia risposta è stata: "Hai mai visto...
25/03/2026

«Mi hanno chiesto: "Come fai ad essere forte come un bue senza mangiare carne?"
E la mia risposta è stata: "Hai mai visto un bue mangiare carne?"»

🌱 (Patrik Baboumian, uno degli uomini più forti del mondo. Vegano)

"Una delle maggiori critiche fatte all’alimentazione vegetale riguarda il medio-basso valore biologico delle proteine che tali alimenti contengono: “I legumi non possono creare gli stessi muscoli della carne e pertanto uno sportivo non può seguire un piano nutrizionale vegan”. Questo concetto è alquanto superato, studi scientifici dimostrano che non sono certo le proteine animali a garantire una corretta massa muscolare".

⬇️ Per saperne di più ⬇️

https://www.natureatblog.com/menu-settimanale-vegan-dello-sportivo-realizzato-dalla-nutrizionista/

https://www.vegolosi.it/news/atleti-vegani-battono-record-mondiale/

https://www.greenme.it/vivere/sport-e-tempo-libero/12993-atleti-vegan-mondo

Nello sport, in gravidanza, allattamento, svezzamento e in generale in tutte le fasi della vita, anche veg si può! 🙂💪

Che questa primavera sia l'inizio di qualcosa di nuovo: un nuovo sguardo rispetto al nostro piatto, rispetto a quello ch...
24/03/2026

Che questa primavera sia l'inizio di qualcosa di nuovo: un nuovo sguardo rispetto al nostro piatto, rispetto a quello che possiamo fare, per noi stessi, l'ambiente e gli animali.

A Pasqua scegli la vita.
A Pasqua scegli Veg! ❤


"L’educazione dovrebbe cominciare con l’insegnare il valore della non violenza che ha a che fare poi con tutto: con l’es...
20/03/2026

"L’educazione dovrebbe cominciare con l’insegnare il valore della non violenza che ha a che fare poi con tutto: con l’essere vegetariano, col rispettare il mondo, col pensare che questa terra non l’han data a te, ma è di tutti"
(Tiziano Terzani)

"Pensieri & insalata": la rubrica settimanale a cura del Dott. Fabio Tartarini - Psicologo si arricchisce di una nuova interessante riflessione sulla genitorialità e le difficoltà che si possono incontrare quando la scelta vegan è estesa ai propri figli ❤️


Essere un genitore vegano significa spesso abitare due livelli di esperienza contemporaneamente.

👉 Da una parte c’è una dimensione interna:
una scelta che nasce da un percorso di consapevolezza, emotiva e valoriale. Il riconoscimento della soggettività animale, il desiderio di coerenza tra ciò che si sente giusto e ciò che si mette in pratica, e l’intenzione di trasmettere tutto questo ai propri figli.

👉 Dall’altra c’è una dimensione esterna:
lo sguardo degli altri. Commenti, dubbi, resistenze più o meno esplicite. A volte curiosità, altre volte incomprensione. Spesso, infatti, quando si tratta di bambini, questa scelta viene messa in discussione o apertamente osteggiata con maggior vigore anche da persone esterne alla famiglia e con toni preoccupati o giudicanti.
È importante ricordare tuttavia che diverse evidenze scientifiche attestano che, se ben pianificata e bilanciata, un’alimentazione vegana può essere adeguata in tutte le fasi della vita, compreso il periodo dell’infanzia e dello sviluppo. Eppure, il confronto con l’esterno raramente si muove su un piano informativo neutro: più spesso tocca corde emotive, culturali e identitarie.

Dal punto di vista psicologico, quindi, non si tratta solo di “fare una scelta diversa”. Si tratta di sostenere nel tempo una distanza — spesso sottile, ma costante — tra ciò che è socialmente considerato normale e ciò che, per sé, è profondamente giusto. E quando ci sono dei figli, questa distanza si raddoppia, in quanto diventa anche un’esperienza educativa, un modo per insegnare a stare dentro la complessità senza perdere stabilità.

Non è una questione di superiorità morale. Piuttosto, riguarda un bisogno umano fondamentale: vivere in coerenza con i propri valori, trasmetterli ai propri figli come fa un qualunque genitore e, forse ancora di più, mostrargli che questa coerenza non è un lusso, ma una possibilità concreta.
Spesso la fatica non riguarda quindi il cibo in sé. Riguarda il dover spiegare, giustificare, tradurre continuamente il senso delle proprie scelte; riguarda l’impegno di coltivare sensibilità in un contesto che la riconosce a parole, ma non sempre la sostiene nei fatti.

Pasqua si avvicina... Nel nostro piccolo abbiamo la possibilità di fare tanto, scegliamo la compassione, scegliamo una P...
17/03/2026

Pasqua si avvicina... Nel nostro piccolo abbiamo la possibilità di fare tanto, scegliamo la compassione, scegliamo una Pasqua senza sofferenza e morte, scegliamo la vita, scegliamo un menù Vegan!!! ❤️

✨ "Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo" (M. Gandhi) ✨La rubrica settimanale a cura del Dott. Fabio Tartarini - ...
12/03/2026

✨ "Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo" (M. Gandhi) ✨

La rubrica settimanale a cura del Dott. Fabio Tartarini - Psicologo con cui siamo lieti di collaborare da diverso tempo si arricchisce di una nuova interessante riflessione ❤️

A volte pensiamo che un cambiamento importante nasca da un singolo evento, ma spesso non è così. Non è tanto un documentario, una conversazione o delle statistiche che ci spingono a cambiare, ma ciò che abbiamo dentro, che sappiamo e che nel frattempo era diventato impossibile ignorare.

Molte persone che scelgono il veganismo ad esempio raccontano non tanto di una decisione presa a tavolino, quanto di un momento in cui la loro percezione è cambiata.
Un punto in cui qualcosa che prima riusciva a restare separato — l’animale nel piatto e l’animale visto altrove — ha smesso improvvisamente di esserlo ed è diventato una soglia. Quando questo accade, difficilmente si torna allo stadio precedente.
In psicologia questi passaggi vengono talvolta letti come processi di riorganizzazione identitaria. Il punto in questo caso non è solo ciò che si mangia, ma il modo in cui una persona ridefinisce i propri valori, il senso di ciò che percepisce come giusto e il modo in cui desidera stare nel mondo.
Anche quando la scelta è sentita e consapevole, questo tipo di cambiamento può essere disorientante per chi sta accanto, le dinamiche familiari possono diventare più complesse, alcune conversazioni si fanno più delicate. A volte emerge il bisogno di spiegare, altre volte la sensazione che sia difficile farlo davvero.
Non si tratta necessariamente di rigidità o fanatismo. Spesso è semplicemente l’attrito naturale che si crea quando i valori interiori cambiano più velocemente dei contesti relazionali intorno a noi.

Come molte transizioni identitarie profonde, anche queste richiedono tempo, integrazione e spazi in cui poter essere pensate e raccontate, capaci di ascoltare e accogliere ciò che sta cambiando, mentre trova lentamente il suo posto nella vita di una persona.

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