26/08/2026
ZAFFERANA ETNEA - come set cinematografico
Set del film LA BIBBIA del 1966 con GEORGE C. SCOTT e AVA GARDNER
Regia di JOHN HUSTON
L'idea del film venne al produttore DE LAURENTIIS durante la presentazione a New York del precedente Barabba.
Diviso in due parti, ripropone i primi 22 capitoli dal LIBRO DELLA GENESI, anche se in origine avrebbe dovuto portare sullo schermo l'intera BIBBIA.
Furono contattati diversi registi , anche italiani, ma nessuno accettò visto il progetto molto vasto. Decide di ridurlo al solo LIBRO DELLA GENESI e realizzare i singoli episodi affidandoli a diversi registi: ROBERT BRESSON per l'episodio della CREAZIONE fino alla torre di BABELE, ORSON WELLES per la storia di ABRAMO fino a GIACOBBE, LUCHINO VISCONTI per l'episodio di GIUSEPPE. Tuttavia nel corso del '63 i tre registi si defilarono per disaccordi con la produzione. Alla fine di quell'anno DE LAURENTIIS decide di affidare il film ad un unico regista, JOHN HUSTON.
Nel cast la grande attrice AVA GARDNER nel ruolo di SARA. Sul set conobbe SCOTT con il quale intreccio' una tormentata relazione che spesso culminò in violente liti durante le riprese.
Il ruolo di EVA, inizialmente affidato all'attrice italiana NICOLETTA RANGONI MACHIAVELLI, ma il regista insistette per avere una studentessa svedese al debutto nel cinema ULLA BERGRYD.
Interpellati anche ALEC GUINESS che non era però disponibile e CHARLIE CHAPLIN che rifiuto' la parte di NOÈ, interpretato poi dallo stesso regista.
Tra gli attori un primissimo FRANCO NERO nel ruolo di ABELE, scelto dal regista dopo un provino in cui lo volle vedere svestito.
Altri grandi nomi del passato come: MICHAEL PARKS nel ruolo di ADAMO, RICHARD HARRIS in CAINO, STEPHEN BOYD in NEMROD, PETER O'TOOLE in I tre ANGELI DI DIO, ZOE SALLIS in HAGAR, GABRIELE FERZETTI in LOT, ELEONORA ROSSI DRAGO in la moglie di LOT.
In parti secondarie altri attori italiani tra cui: PUPELLA MAGGIO nel ruolo della moglie di NOÈ, GRAZIA MARIA SPINA figlia di LOT.
IL cast tecnico comprendeva ROTUNNO/HAAS per la fotografia delle scene della Creazione, LOHOMAN/DUNN per gli effetti speciali.
La scenografia fu affidataa CHIARI/GRIMES, I costumi alla DE MATTEIS e il trucco a DE ROSSI.
Musiche di TOSHIRO MAYUZUMI.
Le riprese iniziarono l' 11 maggio del 1964 e durarono circa due anni in diverse parti del mondo: Galapagos, Islanda e Costarica per le scene iniziali della Creazione, Il Cairo per le sequenze desertiche della battaglia di Siddim e parte di quelle riguardanti la torre di Babele.
Il resto venne girato tutto in Italia, prevalentemente per tutti gli interni, presso gli studi di proprietà della produzione sulla Pontina a Roma.
Tra le altre location, ed è qui che ci soffermeremo, le pendici dell'Etna nei pressi dei calanchi, nel territorio di Centuripe, Mompileri e la vicina Pietra lunga, dove furono girate gli episodi della vita di ABRAMO e le scene delle rovine di Sodoma.
Per le riprese in Sicilia, soprattutto quelle relative all'accampamento di Abramo, furono impiegati dromedari e cammellieri provenienti dall'Africa.
Le scene girate sull'Etna nell'agosto del '64 durarono circa tre settimane e videro come protagonisti gli attori GEORGE C. SCOTT e GABRIELE FERZETTI, i quali alloggiavano a Catania presso lo storico Hotel Excelsior e a Taormina presso il San Domenico, per poi salire ogni giorno sui set allestiti sull'Etna. Il resto della troupe tecnica, del cast secondario e le maestranze alloggiavano proprio in paese, il celebre Hotel Airone.
Quindi Zafferana fu direttamente coinvolta dalle attività del film anche per altri motivi, i convogli della produzione, le carovane con i dromedari e gli attori stessi attraversavano il paese per raggiungere le location delle riprese.
Il trasporto degli animali richiede una complessa operazione logistica, rimasta impressa nella memoria storica degli abitanti di Zafferana. I circa 50 animali arrivati via mare nel porto di Catania, da lì il trasporto verso le zone montane utilizzando grossi camion telati dalle scuderie cinematografiche romane e da trasportatori locali, diretti verso i set d'alta quota e attraversando la strada provinciale che passa proprio dal centro del paese.
Le dimensioni dei mezzi e i versi insoliti degli animali, bloccavano il traffico e attiravano la curiosità dei cittadini e dei turisti radunati in piazza. Una volta superati i centri abitati, gli animali venivano fatti scendere dai mezzi e a piedi in carovana raggiungevano i set, percorrendo sentieri di pietra lavica e vecchie mulattiere. I dromedari e i cammelli, abituati a camminare sulla sabbia soffice del deserto, si rifiutavano di camminare sulle rocce laviche. Per risolvere il problema, i calzolai locali dovettero improvvisare e cucire dei pesanti calzari di juta e cuoio.
Questa insolita processione sullo sfondo delle fumarole dell'Etna, creo' un surreale contrasto visivo che molti testimoni dell'epoca ricordano ancora oggi come l'evento più spettacolare dell'estate del 1964.
Durante le tre settimane di riprese l'Etna era in parziale attività e l'eruzione fece da sfondo alle riprese. Il regista e gli attori, folgorati dallo spettacolo della lava, si fermavano spesso ad ammirare il vulcano definendolo " un grande attore tragico". Si racconta che durante la registrazione di una scena drammatica, un improvviso boato e una pioggia di piccoli lapilli spaventarono il cast a tal punto da scatenare un fuggi fuggi generale, mentre il regista rimase impassibile a godersi lo spettacolo della natura.
Il rapporto tra il regista e l'attore protagonista sul set fu estremamente teso, segnato da scontri verbali, minacce di licenziamento e una forte rivalità, amplificata dal consumo di alcol da parte di entrambi e da una complessa vicenda sentimentale.
Il triangolo amoroso con Ava Gardner, George C. Scott durante le riprese si innamorò perdutamente dell'attrice, in passato amante del regista, diventandone iperprotettivo, a tal punto da mettere delle guardie del corpo fuori dalle stanze degli alberghi di Catania e Taormina.
Si racconta che Huston, spazientito dalle lamentele di Scott per il fumo solforoso e il vento dell'Etna, lo costringe a girare ripetutamente la scena in cui Abramo s'inginocchia nella polvere, prolungando deliberatamente il ciak per ore sotto il sole cocente.
Nonostante questa guerra psicologica, i due riuscirono a portare a termine il film.
La gestione delle comparse locali rappresentò un vero e proprio evento per l'economia e la vita sociale delle comunità dell'Etna nell'estate del '64. Centinaia di contadini, pastori e braccianti di Zafferana, Nicolosi, Belpasso e dei paesi limitrofi vennero catapultati nel bel mezzo di questa grandiosa produzione hollywoodiana.
I responsabili dei casting cercavano volti che esprimessero la durezza e la sacralità dei tempi antichi. Visi scavati dal sole, le barbe folte e le mani callose, vennero giudicati perfetti per interpretare la tribù di Abramo.
Nei mesi precedenti la produzione aveva sparso la voce nella zona chiedendo agli uomini di non radersi la barba e di lasciar crescere i capelli.
Un vero boom economico per i contadini della zona, la paga giornaliera offerta dalla produzione americana fu una manna dal cielo.
I figuranti venivano radunati all'alba nelle piazze dei paesi per essere poi trasportati sul set dove venivano vestiti con pesanti tuniche di lana grezza, sandali di cuoio e turbanti, e truccati con terra e polvere per enfatizzare l'aspetto nomade.
Tutto sotto il caldo soffocante dell'agosto siciliano si piedi dell'Etna infuocata.
Il regista comprese subito che i pastori etnei erano abilissimi a gestire gli animali, vennero impiegati non solo come comparse statiche, ma veri e propri governatori di greggi di capre e pecore, portati da allevatori locali, che facevano da sfondo alle scene bibliche.
Per gli abitanti del luogo, recitare accanto a star hollywoodiane fu un'esperienza indimenticabile. Molti anziani custodiscono ancora foto in bianco e nero che li ritraggono vestiti da antichi ebrei sulle rocce dell'Etna.
Il film uscì nelle sale nel settembre del 1966.
Nel nostro territorio la prima proiezione avvenne a Catania, il produttore riservò centinaia di biglietti gratuiti per i Sindaci, le Autorità locali e per la folta rappresentanza di contadini e pastori del luogo.
Vennero organizzati diversi pullman per portare queste persone al cinema in città. Nelle settimane successive, il film incominciò a circolare nei cinema parrocchiali e nelle arene. Gli spettatori non andavano tanto per seguire la trama religiosa, quanto per rivedersi su grande schermo o riconoscere parenti e amici in mezzo alla tribù di Abramo. La sala esplodeva in boati, applausi scroscianti e urla di gioia, questa esperienza cementò un profondo senso di orgoglio comunitario, trasformando un kolossal americano in una specie di " film di famiglia " per intere generazioni di famiglie etnee.