21/09/2026
A fine estate arrivano puntuali i titoli dei giornali: presenze, percentuali, “boom”, “record”, “flessione”. Numeri che fanno notizia, ma non raccontano la qualità dell’esperienza né come una destinazione ha gestito quei flussi.
Parlare di turismo come fosse un argomento da bar è uno degli errori più comuni.
Il turismo è un sistema complesso: analisi dei flussi, capacità ricettiva, sostenibilità misurabile, impatti socio‑economici, pricing, segmentazione, processi operativi.
Qui entra in gioco il destination manager, che traduce i numeri in scelte concrete e coordina ciò che non si vede nei titoli.
Gestire il turismo significa organizzare i flussi, costruire prodotti coerenti con l’identità del territorio, coordinare operatori e servizi, supportare le strutture ricettive nel migliorare performance e posizionamento, monitorare gli impatti per prevenire criticità.
Ed è in questo spazio operativo che si colloca il mio lavoro:
• Event & Wedding Coach, Planner e Coordinator per elevare qualità e gestione degli eventi.
• Scouting professionale di servizi e fornitori per eventi e progetti turistici solidi e sostenibili.
• Team building esperienziali che uniscono manualità e approccio psicologico.
• Supporto a location e strutture ricettive per migliorare performance, visibilità e posizionamento.
Perché il turismo non è solo “quanti arrivano”: è cosa vivono, cosa trovano, cosa portano via. E questo dipende dalla qualità dei servizi e dalla capacità di coordinare un sistema complesso.
Nella mia newsletter LinkedIn “Tutto è Turismo” parlo proprio di questo: hospitality, destination & event management, comunicazione ed etica.
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