03/06/2025
In occasione dei due eventi che abbiamo organizzato tra aprile e maggio dedicati alle erbe spontanee del territorio, il nostro punto di ritrovo è stata la chiesa di Santa Maria de Praedis, una chiesa purtroppo chiusa al pubblico in seguito al terremoto ma con una storia molto antica e affascinante, e che probabilmente è una delle più antiche della provincia di Teramo.
Dalle ricerche fatte sulla storia di questa chiesa, emerge che probabilmente prima della sua costruzione, dove ora essa sorge era edificato un tempio dedicato alla dea Vesta o, forse, alla dea Feronia.
Entrambe queste dee risalgono all'antichità preromana: il culto di Vesta era legato al focolare domestico e pubblico, e quindi al fuoco sacro che all'interno del tempio dedicato non doveva mai spegnersi, Feronia invece era la dea degli schiavi affrancati, e presiedeva ai boschi e agli orti.
Le festività in onore di Vesta venivano celebrate tra il 7 e il 15 giugno: in questi giorni un complesso sistema di rituali e tempi scanditi dalle vestali, le vergini dedicate al culto, aprivano il tempio al pubblico (quasi esclusivamente femminile) fino al giorno di chiusura delle feste, in cui si riconquistava la distinzione tra lo spazio sacro del tempio e lo spazio pubblico.
Questa cultura antica, ci ricorda di onorare la natura ed i suoi elementi, di restituire centralità ed importanza a ciò che è vitale come il fuoco, elemento che scalda, trasforma, illumina, nutre e distrugge, che dà e toglie la vita. Oggi il fuoco si accende facilmente per cucinare, un movimento veloce crea una fiamma da un accendino, e questa facilità e velocità ci hanno privato della capacità di ricordare la sua importanza.
In prossimità di questa antica ricorrenza, che sicuramente non a caso è così vicina anche al solstizio d'estate, vogliamo mettere l'attenzione su ciò che nutre la nostra vita, sul fuoco inteso come calore e luce, ma anche come scintilla interiore, fiamma di passione ed entusiasmo.