20/07/2026
I spaces non ci attraggono perché sono vuoti. Ci attraggono perché sembrano luoghi in cui qualcosa si è interrotto.
Un’estetica che viene descritta come una combinazione di nostalgia e inquietudine surreale.
Sono posti normali, ma nel momento sbagliato. Luoghi progettati per essere attraversati, che improvvisamente restano fermi. Perdono la funzione. E quando un luogo perde la funzione, diventa immagine.
Prima di diventare un’estetica online e infiltrare la cultura pop, questa sensazione era già nell’arte, nel cinema e nella pubblicità.
Nelle stanze sospese di
Nel silenzio di
Nelle scene ipnotiche di .
E con il fenomeno , il vuoto ha smesso di essere atmosfera. È diventato un mondo.
Un mondo che noi abbiamo attraversato, con un altro approccio, il 2017 per lo di Heroes per Vorwek, dove il quotidiano incontro lo straordinario.
Forse ci affascina perché alcune volte ci somiglia: anche noi viviamo spesso così. In mezzo. Non completamente a casa, non completamente altrove. Sempre presenti, ma mai davvero arrivati.