07/05/2026
“We are all humans”
Si è conclusa la Not At Home Film Residency, parte del progetto Lago Film Residency, che ha visto protagonista la regista palestinese Aesha Balaha. La residenza, iniziata il 6 aprile a Revine Lago, si è conclusa a Fiorano Modenese, ospite di Ennesimo Film Festival.
Filmmaker documentaria attualmente residente in Italia, Aesha sviluppa progetti che esplorano memoria, identità e vissuto nei contesti palestinesi e diasporici, con film presentati in numerosi festival internazionali.
Durante la residenza ha lavorato a un cortometraggio documentario sull’esperienza di vivere tra due luoghi, seguendo le storie di studenti palestinesi evacuati in Italia, tra memoria, appartenenza e nuovi inizi.
Particolarmente toccante l’incontro con la comunità locale, durante il quale Aesha ha condiviso il suo percorso - da Gaza, dove ha vissuto fino allo scorso ottobre, al suo arrivo in Italia grazie a una borsa di studio - trovando qui un primo spazio di serenità.
A moderare l’incontro la psicologa e psicoterapeuta Silvia Da Re, che ha accompagnato un racconto intenso, delicato e necessario.
“We are all humans”: parole semplici e concrete che, ripetute più volte da Aesha durante l’incontro, hanno finito per condensare il senso più profondo del suo racconto, restituendone tutta la forza e l’urgenza.
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“We are all humans” The Not At Home Film Residency, part of the Lago Film Residency project, has come to an end, featuring Palestinian filmmaker Aesha Balaha. The residency began on April 6 in Revine Lago and concluded in Fiorano Modenese, hosted by Ennesimo Film Festival. During the residency, Aesha worked on a short documentary exploring the experience of living between two places, following the stories of Palestinian students evacuated to Italy. The encounter with the local community was particularly moving, as Aesha shared her journey from Gaza to Italy, where she arrived through a scholarship program, alongside psychologist and psychotherapist Silvia Da Re. “We are all humans”: simple words that, repeated several times throughout the meeting, came to embody the deepest meaning of her story, conveying all its strength and urgency.