I borghi della riviera dannunziana

I borghi della riviera dannunziana I BORGHI DELLA RIVIERA DANNUNZIANA ha come scopo la promozione di attività culturali, artistiche e ricreative nonché di interesse sociale ed editoriale.

05/09/2026

"La situazione culturale in Italia è catastrofica. Oltre ogni livello d’allarme. E questo perché gli italiani sanno di avere un grande patrimonio culturale, ma proprio per questo se ne fregano, credendo di avere la coscienza a posto e rinunciando a fare alcunché. Invece proprio la cultura è il momento più potente della nostra identità, se non vogliamo essere messi totalmente in disparte dal resto del mondo. Per quanto riguarda il nostro rapporto con la creatività, poi, siamo stati bombardati da un messaggio americano che ci ha detto che eravamo dei cani e ci abbiamo creduto. Così in Italia facciamo solo mostre di cialtroni assoluti inventati dal mercato tra Londra e New York, e siamo anche disposti a genufletterci e a pagare per averle. Con quei soldi, invece, potremmo rimettere in vita le energie locali, che sono potentissime ma totalmente dimenticate. Lo ripeto: oggi in Italia la cultura non può più essere un privilegio dei ricchi, ma una necessità complessiva di tutti. Ne va del nostro futuro."

[Philippe Daverio]

🔵🔵🔵📘📘📘 𝐚𝐢 𝐁𝐨𝐫𝐠𝐡𝐢 𝐋'𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐯𝐢𝐬𝐭𝐚 𝐝𝐞𝐥 𝐌𝐚𝐫𝐭𝐞𝐝𝐢̀ 𝐑𝐨𝐛𝐞𝐫𝐭 𝐃𝐢 𝐂𝐢𝐨𝐜𝐜𝐢𝐨 𝒂 𝒄𝒖𝒓𝒂 𝒅𝒊 𝑨𝒏𝒕𝒐𝒏𝒊𝒐 𝑭𝒂𝒈𝒏𝒂𝒏𝒊 🔹 Nato nel 1957 a Longwy, in Fran...
31/08/2026

🔵🔵🔵📘📘📘 𝐚𝐢 𝐁𝐨𝐫𝐠𝐡𝐢
𝐋'𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐯𝐢𝐬𝐭𝐚 𝐝𝐞𝐥 𝐌𝐚𝐫𝐭𝐞𝐝𝐢̀
𝐑𝐨𝐛𝐞𝐫𝐭 𝐃𝐢 𝐂𝐢𝐨𝐜𝐜𝐢𝐨
𝒂 𝒄𝒖𝒓𝒂 𝒅𝒊 𝑨𝒏𝒕𝒐𝒏𝒊𝒐 𝑭𝒂𝒈𝒏𝒂𝒏𝒊

🔹 Nato nel 1957 a Longwy, in Francia, da genitori italiani emigrati: quanto ha influito sul suo vissuto l'esperienza di essere figlio di emigrati?
🔹𝑁𝑜𝑛 ℎ𝑜 𝑔𝑟𝑜𝑠𝑠𝑖 𝑟𝑖𝑐𝑜𝑟𝑑𝑖 𝑑𝑒𝑖 𝑚𝑖𝑒𝑖 𝑝𝑟𝑖𝑚𝑖 7 𝑎𝑛𝑛𝑖 𝑑𝑖 𝑣𝑖𝑡𝑎 𝑖𝑛 𝐹𝑟𝑎𝑛𝑐𝑖𝑎, 𝑚𝑎 𝑠𝑖𝑐𝑢𝑟𝑎𝑚𝑒𝑛𝑡𝑒 𝑛𝑜𝑛 𝑠𝑜𝑛𝑜 𝑠𝑡𝑎𝑡𝑖 𝑏𝑒𝑙𝑙𝑖.

🔹Come ha plasmato la sua sensibilità artistica e il suo modo di vedere il mondo il crescere tra la cultura francese e le radici italiane?
🔹𝑁𝑜𝑛 ℎ𝑜 𝑎𝑏𝑏𝑎𝑠𝑡𝑎𝑛𝑧𝑎 𝑒𝑠𝑝𝑒𝑟𝑖𝑒𝑛𝑧𝑎 𝑠𝑢𝑙𝑙𝑎 𝑐𝑢𝑙𝑡𝑢𝑟𝑎 𝑓𝑟𝑎𝑛𝑐𝑒𝑠𝑒 (𝑣𝑖𝑠𝑠𝑢𝑡𝑎 𝑚𝑎𝑙𝑒), 𝑚𝑎 𝑟𝑖𝑒𝑛𝑡𝑟𝑎𝑡𝑜 𝑖𝑛 𝐼𝑡𝑎𝑙𝑖𝑎 ℎ𝑜 𝑡𝑟𝑜𝑣𝑎𝑡𝑜 𝑢𝑛 𝑎𝑚𝑏𝑖𝑒𝑛𝑡𝑒 𝑒 𝑢𝑛 𝑐𝑙𝑖𝑚𝑎 𝑓𝑎𝑚𝑖𝑙𝑖𝑎𝑟𝑒 𝑐ℎ𝑒 𝑚𝑖 ℎ𝑎𝑛𝑛𝑜 𝑑𝑎𝑡𝑜 𝑠𝑒𝑟𝑒𝑛𝑖𝑡𝑎̀ 𝑒 𝑝𝑒𝑟𝑚𝑒𝑠𝑠𝑜 𝑑𝑖 𝑐𝑟𝑒𝑠𝑐𝑒𝑟𝑒 𝑝𝑖𝑢̀ 𝑠𝑒𝑟𝑒𝑛𝑜. 𝑀𝑎 𝑛𝑜𝑛 𝑡𝑟𝑜𝑝𝑝𝑜, 𝑖𝑙 𝑔𝑟𝑢𝑧𝑧𝑜𝑙𝑒𝑡𝑡𝑜 𝑓𝑟𝑎𝑛𝑐𝑒𝑠𝑒 𝑒𝑟𝑎 𝑖𝑙 𝑝𝑟𝑖𝑚𝑜 𝑡𝑎𝑠𝑠𝑒𝑙𝑙𝑜 𝑝𝑒𝑟 𝑙𝑎 𝑐𝑜𝑠𝑡𝑟𝑢𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑛𝑜𝑠𝑡𝑟𝑎 𝑐𝑎𝑠𝑎 𝑒 𝑞𝑢𝑒𝑠𝑡𝑜 𝑟𝑖𝑐ℎ𝑖𝑒𝑑𝑒𝑣𝑎 𝑎𝑛𝑐ℎ𝑒 𝑢𝑛 𝑚𝑖𝑜 𝑝𝑖𝑐𝑐𝑜𝑙𝑜 𝑐𝑜𝑛𝑡𝑟𝑖𝑏𝑢𝑡𝑜 𝑙𝑎𝑣𝑜𝑟𝑎𝑡𝑖𝑣𝑜 𝑛𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑠𝑢𝑎 𝑟𝑒𝑎𝑙𝑖𝑧𝑧𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒.

🔹Nel 1976, la scomparsa prematura di suo padre la spinge a scrivere le prime poesie. Ricorda cosa ha provato la prima volta che ha messo quei pensieri su carta?
🔹𝐿𝑎 𝑝𝑒𝑟𝑑𝑖𝑡𝑎 𝑑𝑖 𝑚𝑖𝑜 𝑝𝑎𝑑𝑟𝑒 𝑒̀ 𝑠𝑡𝑎𝑡𝑎 𝑙'𝑒𝑛𝑛𝑒𝑠𝑖𝑚𝑜 𝑚𝑎𝑐𝑖𝑔𝑛𝑜, 𝑝𝑟𝑖𝑚𝑜 𝑖𝑙 𝑣𝑒𝑑𝑒𝑟𝑙𝑜 𝑑𝑖𝑣𝑜𝑟𝑎𝑡𝑜 𝑑𝑎𝑙 3 𝑡𝑢𝑚𝑜𝑟𝑒, 𝑝𝑜𝑖 𝑝𝑟𝑒𝑛𝑑𝑒𝑟𝑚𝑖 𝑖𝑙 𝑐𝑎𝑟𝑖𝑐𝑜 𝑑𝑎 𝑐𝑎𝑝𝑜 𝑓𝑎𝑚𝑖𝑔𝑙𝑖𝑎, 𝑙𝑒 𝑛𝑜𝑡𝑡𝑖 𝑖𝑛𝑠𝑜𝑛𝑛𝑖 𝑜𝑙𝑡𝑟𝑒 𝑎𝑙 𝑝𝑖𝑎𝑛𝑡𝑜, 𝑡𝑟𝑎𝑠𝑓𝑒𝑟𝑖𝑣𝑎𝑛𝑜 𝑙𝑒 𝑙𝑎𝑐𝑟𝑖𝑚𝑒 𝑖𝑛 𝑝𝑎𝑟𝑜𝑙𝑒 𝑠𝑢𝑙𝑙𝑎 𝑐𝑎𝑟𝑡𝑎.

🔹In quel momento di forte dolore, la scrittura è stata per Lei una forma di rifugio, di elaborazione del lutto o un bisogno improvviso di espressione?
🔹𝐼𝑛 𝑞𝑢𝑒𝑙 𝑚𝑜𝑚𝑒𝑛𝑡𝑜 𝑚𝑖 𝑠𝑜𝑛𝑜 𝑎𝑐𝑐𝑜𝑟𝑡𝑜 𝑑𝑖 𝑎𝑣𝑒𝑟𝑒 𝑖𝑙 𝑏𝑖𝑠𝑜𝑔𝑛𝑜 𝑑𝑖 𝑡𝑟𝑎𝑠𝑚𝑒𝑡𝑡𝑒𝑟𝑒 𝑙𝑒 𝑚𝑖𝑒 𝑒𝑚𝑜𝑧𝑖𝑜𝑛𝑖 𝑖𝑛 𝑓𝑟𝑎𝑠𝑖 𝑐ℎ𝑒 𝑣𝑒𝑛𝑖𝑣𝑎𝑛𝑜 𝑓𝑢𝑜𝑟𝑖 𝑑𝑖 𝑔𝑒𝑡𝑡𝑜, 𝑝𝑒𝑟 𝑒𝑠𝑝𝑟𝑖𝑚𝑒𝑟𝑒 𝑖𝑙 𝑚𝑖𝑜 𝑑𝑜𝑙𝑜𝑟𝑒, 𝑖 𝑚𝑖𝑒𝑖 𝑚𝑜𝑚𝑒𝑛𝑡𝑖 𝑡𝑟𝑖𝑠𝑡𝑖, 𝑠𝑒𝑛𝑧𝑎 𝑛𝑒𝑚𝑚𝑒𝑛𝑜 𝑝𝑒𝑛𝑠𝑎𝑟𝑒 𝑎𝑙𝑙𝑎 𝑚𝑖𝑎 𝑐𝑟𝑒𝑎𝑡𝑖𝑣𝑖𝑡𝑎̀.

🔹Dopo quel primo impulso poetico, le responsabilità familiari l'hanno portata a mettere da parte la scrittura. È stato difficile mettere "in pausa" la sua creatività?
🔹𝑆𝑖, 𝑙𝑎 𝑚𝑎𝑡𝑢𝑟𝑖𝑡𝑎̀ 𝑠𝑐𝑜𝑙𝑎𝑠𝑡𝑖𝑐𝑎 𝑒𝑟𝑎 𝑛𝑒𝑐𝑒𝑠𝑠𝑎𝑟𝑖𝑎, 𝑒 𝑠𝑢𝑏𝑖𝑡𝑜 𝑑𝑜𝑝𝑜 𝑎𝑛𝑐ℎ𝑒 𝑢𝑛 𝑙𝑎𝑣𝑜𝑟𝑜, 𝑒 𝑞𝑢𝑖𝑛𝑑𝑖 𝑒̀ 𝑠𝑓𝑢𝑚𝑎𝑡𝑎 𝑙'𝑖𝑑𝑒𝑎 𝑑𝑖 𝑐𝑜𝑛𝑡𝑖𝑛𝑢𝑎𝑟𝑒 𝑎 𝑠𝑐𝑟𝑖𝑣𝑒𝑟𝑒, 𝑓𝑜𝑟𝑠𝑒 𝑛𝑜𝑛 𝑛𝑒 𝑒𝑟𝑜 𝑖𝑛 𝑞𝑢𝑒𝑙 𝑚𝑜𝑚𝑒𝑛𝑡𝑜 𝑛𝑒𝑎𝑛𝑐ℎ𝑒 𝑐𝑜𝑛𝑠𝑎𝑝𝑒𝑣𝑜𝑙𝑒.

🔹Ha lavorato per anni in ferrovia, un ambiente dai ritmi molto serrati. Durante quegli anni c'è mai stato spazio, anche solo mentale, per le poesie?
🔹𝐷𝑜𝑝𝑜 𝑖𝑙 𝑝𝑟𝑖𝑚𝑜 𝑎𝑛𝑛𝑜 𝑑𝑎 𝑜𝑝𝑒𝑟𝑎𝑖𝑜 𝑖𝑛 𝑢𝑛𝑎 𝑑𝑖𝑡𝑡𝑎, ℎ𝑜 𝑓𝑎𝑡𝑡𝑜 𝑖𝑙 𝑠𝑎𝑙𝑡𝑜 𝑒𝑛𝑡𝑟𝑎𝑛𝑑𝑜 𝑎 𝐺𝑒𝑛𝑜𝑣𝑎 𝑐𝑜𝑚𝑒 𝑓𝑜𝑐ℎ𝑖𝑠𝑡𝑎 𝑛𝑒𝑙𝑙𝑒 𝐹𝑒𝑟𝑟𝑜𝑣𝑖𝑒 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑜 𝑆𝑡𝑎𝑡𝑜, 𝑎𝑚𝑏𝑖𝑒𝑛𝑡𝑒 𝑡𝑜𝑡𝑎𝑙𝑚𝑒𝑛𝑡𝑒 𝑑𝑖𝑣𝑒𝑟𝑠𝑜, 𝑒 𝑐𝑎𝑠𝑎 𝑎𝑛𝑐𝑜𝑟𝑎 𝑖𝑛 𝑐𝑜𝑠𝑡𝑟𝑢𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑐𝑜𝑛 𝑖𝑚𝑝𝑒𝑔𝑛𝑖 𝑎𝑛𝑐ℎ𝑒 𝑒𝑥𝑡𝑟𝑎 𝑚𝑖 ℎ𝑎𝑛𝑛𝑜 𝑝𝑜𝑟𝑡𝑎𝑡𝑜 𝑣𝑖𝑎 𝑚𝑜𝑙𝑡𝑜 𝑡𝑒𝑚𝑝𝑜 𝑒𝑑 𝑒𝑛𝑒𝑟𝑔𝑖𝑒. 𝐿𝑎 𝑚𝑖𝑎 𝑐𝑟𝑒𝑎𝑡𝑖𝑣𝑖𝑡𝑎̀ 𝑖𝑛 𝑞𝑢𝑒𝑠𝑡𝑜 𝑝𝑒𝑟𝑖𝑜𝑑𝑜 𝑠𝑖 𝑒̀ 𝑓𝑎𝑡𝑡𝑎 𝑑𝑎 𝑝𝑎𝑟𝑡𝑒.

🔹Con l'arrivo della pensione ha riscoperto la passione per la scrittura: come è stato ritrovare quel filo interrotto dopo tanto tempo?
🔹𝐿𝑎 𝑝𝑒𝑛𝑠𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑛𝑒𝑙 2021, ℎ𝑎 𝑟𝑖𝑠𝑣𝑒𝑔𝑙𝑖𝑎𝑡𝑜 𝑖𝑛 𝑚𝑒 𝑙𝑎 𝑣𝑜𝑔𝑙𝑖𝑎 𝑑𝑖 𝑠𝑐𝑟𝑖𝑣𝑒𝑟𝑒 𝑠𝑒𝑛𝑧𝑎 𝑠𝑎𝑝𝑒𝑟𝑙𝑜, 𝑑𝑖 𝑞𝑢𝑒𝑠𝑡𝑜 𝑛𝑒 𝑠𝑜𝑛𝑜 𝑐𝑜𝑛𝑡𝑒𝑛𝑡𝑜.

🔹In che modo la saggezza e le esperienze di vita accumulate negli anni hanno cambiato il suo modo di scrivere rispetto al 1976?
🔹𝐿𝑒 𝑒𝑠𝑝𝑒𝑟𝑖𝑒𝑛𝑧𝑒 𝑓𝑎𝑡𝑡𝑒 𝑒 𝑑𝑎 𝑓𝑎𝑟𝑒, 𝑠𝑖𝑎 𝑏𝑒𝑙𝑙𝑒 𝑐ℎ𝑒 𝑏𝑟𝑢𝑡𝑡𝑒, 𝑎𝑟𝑟𝑖𝑐𝑐ℎ𝑖𝑠𝑐𝑜𝑛𝑜 𝑙'𝑎𝑛𝑖𝑚𝑜 𝑒 𝑙𝑎 𝑠𝑒𝑛𝑠𝑖𝑏𝑖𝑙𝑖𝑡𝑎̀ 𝑚𝑎𝑡𝑢𝑟𝑎𝑛𝑑𝑜 𝑖𝑙 𝑝𝑒𝑛𝑠𝑖𝑒𝑟𝑜 𝑑𝑖 𝑐ℎ𝑖 𝑠𝑐𝑟𝑖𝑣𝑒, 𝑜𝑙𝑡𝑟𝑒 𝑎𝑙 𝑑𝑜𝑙𝑜𝑟𝑒 (1976) 𝑠𝑖 𝑟𝑖𝑒𝑚𝑝𝑖𝑜𝑛𝑜 𝑑𝑖 𝑠𝑒𝑛𝑠𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑖 𝑝𝑟𝑜𝑣𝑎𝑡𝑒.

🔹 La sua produzione si concentra su componimenti brevi: cosa la affascina della brevità rispetto a forme poetiche più articolate?
🔹𝐿𝑎 𝑏𝑟𝑒𝑣𝑖𝑡𝑎̀ 𝑑𝑒𝑖 𝑐𝑜𝑛𝑐𝑒𝑡𝑡𝑖 𝑝𝑒𝑛𝑠𝑜 𝑐ℎ𝑒 𝑠𝑖𝑎𝑛𝑜 𝑝𝑖𝑢̀ 𝑑𝑖𝑟𝑒𝑡𝑡𝑖.

🔹Dice che i suoi pensieri cercano di veicolare i "movimenti dell'animo": qual è il sentimento o l'emozione che le capita più spesso di voler fissare sulla pagina?
🔹𝐿'𝑒𝑚𝑜𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑐ℎ𝑒 𝑐𝑒𝑟𝑐𝑜 𝑑𝑖 𝑡𝑟𝑎𝑠𝑚𝑒𝑡𝑡𝑒𝑟𝑒 𝑠𝑐𝑟𝑖𝑣𝑒𝑛𝑑𝑜 𝑒̀ 𝑞𝑢𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑟𝑒𝑎𝑙𝑒, 𝑐ℎ𝑒 𝑣𝑖𝑣𝑜, 𝑒𝑑 𝑒̀ 𝑞𝑢𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑐ℎ𝑒 𝑠𝑝𝑒𝑟𝑜 𝑐ℎ𝑒 𝑎𝑟𝑟𝑖𝑣𝑖 𝑎 𝑐ℎ𝑖 𝑙𝑒𝑔𝑔𝑒.

🔹Come ha conosciuto il suo editore e com'è nato il percorso che l'ha portata a pubblicare la sua raccolta?
🔹𝐿'𝑒𝑑𝑖𝑡𝑜𝑟𝑒 𝑙'ℎ𝑜 𝑐𝑜𝑛𝑜𝑠𝑐𝑖𝑢𝑡𝑜 𝑝𝑒𝑟 𝑐𝑎𝑠𝑜, 𝑖𝑛𝑓𝑜𝑟𝑚𝑎𝑛𝑑𝑜𝑚𝑖 𝑠𝑢𝑔𝑙𝑖 𝑒𝑑𝑖𝑡𝑜𝑟𝑖 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑚𝑖𝑎 𝑧𝑜𝑛𝑎, 𝑙𝑎 𝑣𝑜𝑔𝑙𝑖𝑎 𝑑𝑖 𝑝𝑢𝑏𝑏𝑙𝑖𝑐𝑎𝑟𝑒 𝑒̀ 𝑛𝑎𝑡𝑎 𝑑𝑎𝑙 𝑑𝑒𝑠𝑖𝑑𝑒𝑟𝑖𝑜 𝑑𝑖 𝑙𝑎𝑠𝑐𝑖𝑎𝑟𝑒 𝑢𝑛𝑎 𝑡𝑟𝑎𝑐𝑐𝑖𝑎 𝑑𝑒𝑙 𝑚𝑖𝑜 𝑝𝑎𝑠𝑠𝑎𝑡𝑜 𝑝𝑟𝑒𝑠𝑒𝑛𝑡𝑒.

🔹Che effetto le fa sapere che le sue riflessioni intime ora sono accessibili a chiunque?
🔹𝑁𝑜𝑛 ℎ𝑜 𝑠𝑒𝑔𝑟𝑒𝑡𝑖, 𝑝𝑖𝑎𝑐𝑒 𝑝𝑎𝑟𝑙𝑎𝑟𝑒 𝑐𝑜𝑛 𝑙𝑒 𝑝𝑒𝑟𝑠𝑜𝑛𝑒 𝑐ℎ𝑒 ℎ𝑎𝑛𝑛𝑜 𝑣𝑜𝑔𝑙𝑖𝑎 𝑑𝑖 𝑎𝑠𝑐𝑜𝑙𝑡𝑎𝑟𝑚𝑖, 𝑛𝑜𝑛 𝑚𝑖 𝑠𝑒𝑛𝑡𝑜 𝑛𝑒𝑠𝑠𝑢𝑛𝑜, 𝑒 𝑠𝑒 𝑐𝑜𝑛𝑑𝑖𝑣𝑖𝑑𝑒𝑟𝑒 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑒 𝑒𝑚𝑜𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑐𝑜𝑛 𝑔𝑙𝑖 𝑎𝑙𝑡𝑟𝑖 𝑒̀ 𝑝𝑜𝑠𝑖𝑡𝑖𝑣𝑜, 𝑏𝑒𝑛 𝑣𝑒𝑛𝑔𝑎.

🔹Fa parte dell'associazione culturale "I Borghi della Riviera Dannunziana": quanto conta per Lei il legame con il territorio e la sua comunità culturale?
🔹𝑆𝑖, 𝑓𝑎𝑐𝑐𝑖𝑜 𝑝𝑎𝑟𝑡𝑒 𝑑𝑒𝑙𝑙'𝐴𝑠𝑠𝑜𝑐𝑖𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒, 𝑒 𝑜𝑔𝑛𝑖 𝑣𝑜𝑙𝑡𝑎 𝑐ℎ𝑒 ℎ𝑜 𝑝𝑎𝑟𝑡𝑒𝑐𝑖𝑝𝑎𝑡𝑜 𝑎𝑑 𝑢𝑛 𝑖𝑛𝑐𝑜𝑛𝑡𝑟𝑜,
ℎ𝑜 𝑟𝑖𝑝𝑜𝑟𝑡𝑎𝑡𝑜 𝑐𝑜𝑛 𝑚𝑒 𝑢𝑛𝑎 𝑛𝑜𝑡𝑎 𝑝𝑜𝑠𝑖𝑡𝑖𝑣𝑎.

🔹Ha partecipato a diversi incontri dell'evento "I Gelati Letterari": che tipo di atmosfera ha trovato e com'è stato il contatto diretto con il pubblico?
🔹𝑆𝑖𝑐𝑢𝑟𝑎𝑚𝑒𝑛𝑡𝑒 𝑚𝑖 𝑠𝑜𝑛𝑜 𝑠𝑒𝑛𝑡𝑖𝑡𝑜 𝑎 𝑚𝑖𝑜 𝑎𝑔𝑖𝑜, 𝑓𝑜𝑟𝑠𝑒 𝑢𝑛 𝑝𝑜̀ 𝑎 𝑑𝑖𝑠𝑎𝑔𝑖𝑜 𝑠𝑒𝑛𝑡𝑒𝑛𝑑𝑜𝑚𝑖 𝑎𝑛𝑐𝑜𝑟𝑎 𝑢𝑛 𝑝𝑟𝑖𝑛𝑐𝑖𝑝𝑖𝑎𝑛𝑡𝑒.

🔹Visto che ha partecipato a I Gelati Letterari, se dovesse associare alla sua raccolta poetica un gusto di gelato, le proporrei "amarena con una spruzzatina di nostalgica panna". È d'accordo?
🔹𝑆𝑖, 𝑝𝑟𝑒𝑛𝑑𝑜 𝑠𝑝𝑒𝑠𝑠𝑜 𝑙'𝑎𝑚𝑎𝑟𝑒𝑛𝑎, 𝑐𝑜𝑛 𝑝𝑎𝑛𝑛𝑎 𝑣𝑎 𝑏𝑒𝑛𝑖𝑠𝑠𝑖𝑚𝑜.

🔹Come reagiscono i lettori quando ascoltano o leggono i suoi componimenti brevi durante questi eventi dal vivo?
🔹𝐼 𝑙𝑒𝑡𝑡𝑜𝑟𝑖 𝑐ℎ𝑒 𝑠𝑖 𝑠𝑜𝑛𝑜 𝑐𝑜𝑛𝑓𝑖𝑑𝑎𝑡𝑖, 𝑚𝑖 ℎ𝑎𝑛𝑛𝑜 𝑑𝑒𝑡𝑡𝑜 𝑐ℎ𝑒 𝑠𝑜𝑛𝑜 𝑏𝑟𝑒𝑣𝑖 𝑚𝑎 𝑑𝑖𝑟𝑒𝑡𝑡𝑒.

🔹Ora che ha ritrovato il tempo per dedicarsi alla scrittura, ha già nuovi progetti o altre poesie nel cassetto?
🔹𝑃𝑖𝑢̀ 𝑐ℎ𝑒 𝑝𝑟𝑜𝑔𝑒𝑡𝑡𝑖, 𝑒̀ 𝑙𝑎 𝑚𝑎𝑛𝑜 𝑐ℎ𝑒 𝑡𝑟𝑎𝑠𝑓𝑒𝑟𝑖𝑠𝑐𝑒 𝑠𝑢𝑙𝑙𝑎 𝑐𝑎𝑟𝑡𝑎 𝑖 𝑚𝑖𝑒𝑖 𝑝𝑒𝑛𝑠𝑖𝑒𝑟𝑖, 𝑒 𝑢𝑙𝑡𝑖𝑚𝑎𝑚𝑒𝑛𝑡𝑒 𝑛𝑒 ℎ𝑎 𝑚𝑒𝑠𝑠𝑜 𝑎 𝑓𝑢𝑜𝑐𝑜 𝑑𝑖𝑣𝑒𝑟𝑠𝑖, 𝑠𝑖 𝑠𝑎𝑟𝑒𝑖 𝑚𝑜𝑙𝑡𝑜 𝑐𝑜𝑛𝑡𝑒𝑛𝑡𝑜 𝑑𝑖 𝑓𝑎𝑟𝑒 𝑢𝑛 𝑎𝑙𝑡𝑟𝑜 𝑙𝑖𝑏𝑟𝑜.

🔹Se potesse tornare indietro al 1976, al ragazzo che scriveva le sue prime righe dopo la perdita del padre, cosa gli direbbe?
🔹𝑆𝑒 𝑝𝑜𝑡𝑒𝑠𝑠𝑖 𝑡𝑜𝑟𝑛𝑎𝑟𝑒 𝑖𝑛𝑑𝑖𝑒𝑡𝑟𝑜, 𝑐𝑜𝑛 𝑚𝑜𝑙𝑡𝑎 𝑓𝑖𝑒𝑟𝑒𝑧𝑧𝑎, 𝑔𝑙𝑖 𝑙𝑒𝑔𝑔𝑒𝑟𝑒𝑖 𝑙𝑎 𝑝𝑜𝑒𝑠𝑖𝑎 𝑑𝑒𝑑𝑖𝑐𝑎𝑡𝑎 𝑎 𝐿𝑢𝑖, 𝑒 𝑠𝑖𝑐𝑢𝑟𝑎𝑚𝑒𝑛𝑡𝑒 𝑛𝑜𝑛 𝑟𝑖𝑢𝑠𝑐𝑖𝑟𝑒𝑖 𝑎 𝑡𝑟𝑎𝑡𝑡𝑒𝑛𝑒𝑟𝑒 𝑙𝑒 𝑙𝑎𝑐𝑟𝑖𝑚𝑒.

🔹Che messaggio spera che porti con sé il lettore una volta arrivato all'ultima pagina del suo libro?
🔹𝐼𝑙 𝑙𝑒𝑡𝑡𝑜𝑟𝑒 𝑐ℎ𝑒 𝑙𝑒𝑔𝑔𝑒 𝑖𝑙 𝑚𝑖𝑜 𝑙𝑖𝑏𝑟𝑜, 𝑖𝑙 𝑚𝑖𝑜 𝑑𝑒𝑠𝑖𝑑𝑒𝑟𝑖𝑜 𝑒̀ 𝑐ℎ𝑒 𝑝𝑜𝑟𝑡𝑖 𝑣𝑖𝑎 𝑐𝑜𝑛 𝑠𝑒, 𝑙𝑎 𝑚𝑖𝑎 𝑠𝑝𝑜𝑛𝑡𝑎𝑛𝑒𝑖𝑡𝑎̀.

🔹Si ritiene un osservatore riflessivo o un riflessivo osservatore?
🔹𝑀𝑖 𝑟𝑖𝑡𝑒𝑛𝑔𝑜 𝑢𝑛 𝑜𝑠𝑠𝑒𝑟𝑣𝑎𝑡𝑜𝑟𝑒 𝑟𝑖𝑓𝑙𝑒𝑠𝑠𝑖𝑣𝑜

🔹A chi dedica questa intervista?
🔹𝐿𝑎 𝑚𝑖𝑎 𝑖𝑛𝑡𝑒𝑟𝑣𝑖𝑠𝑡𝑎 𝑙𝑎 𝑑𝑒𝑑𝑖𝑐𝑜 𝑎 𝑡𝑢𝑡𝑡𝑖 𝑐𝑜𝑙𝑜𝑟𝑜 𝑐ℎ𝑒 ℎ𝑎𝑛𝑛𝑜 𝑣𝑖𝑠𝑡𝑜 𝑖𝑛 𝑚𝑒, 𝑢𝑛𝑎 𝑝𝑒𝑟𝑠𝑜𝑛𝑎 𝑔𝑒𝑛𝑢𝑖𝑛𝑎 𝑚𝑎 𝑎𝑛𝑐ℎ𝑒 𝑝𝑟𝑜𝑓𝑜𝑛𝑑𝑎 𝑛𝑒𝑖 𝑠𝑒𝑛𝑡𝑖𝑚𝑒𝑛𝑡𝑖.

30/08/2026
🔵🔵🔵 𝐈𝐥 𝐋𝐢𝐛𝐫𝐨 𝐃𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐃𝐨𝐦𝐞𝐧𝐢𝐜𝐚 𝑎 𝑐𝑢𝑟𝑎 𝑑𝑒𝑙𝑙'𝑎𝑠𝑠𝑜𝑐𝑖𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑐𝑢𝑙𝑡𝑢𝑟𝑎𝑙𝑒 𝐼 𝐵𝑜𝑟𝑔ℎ𝑖 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑅𝑖𝑣𝑖𝑒𝑟𝑎 𝐷𝑎𝑛𝑛𝑢𝑛𝑧𝑖𝑎𝑛𝑎 𝐄𝐧𝐫𝐢𝐜𝐨 𝐏𝐞𝐧𝐧𝐢𝐧𝐨𝐋'𝐈𝐍𝐅𝐄𝐑𝐍...
23/08/2026

🔵🔵🔵 𝐈𝐥 𝐋𝐢𝐛𝐫𝐨 𝐃𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐃𝐨𝐦𝐞𝐧𝐢𝐜𝐚
𝑎 𝑐𝑢𝑟𝑎 𝑑𝑒𝑙𝑙'𝑎𝑠𝑠𝑜𝑐𝑖𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑐𝑢𝑙𝑡𝑢𝑟𝑎𝑙𝑒 𝐼 𝐵𝑜𝑟𝑔ℎ𝑖 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑅𝑖𝑣𝑖𝑒𝑟𝑎 𝐷𝑎𝑛𝑛𝑢𝑛𝑧𝑖𝑎𝑛𝑎
𝐄𝐧𝐫𝐢𝐜𝐨 𝐏𝐞𝐧𝐧𝐢𝐧𝐨
𝐋'𝐈𝐍𝐅𝐄𝐑𝐍𝐎 𝐃𝐄𝐈 𝐁𝐀𝐌𝐁𝐈𝐍𝐈

🔹 Cosa resta dell’infanzia quando il mondo si frantuma? Questo romanzo attraversa la guerra senza raccontarla come evento, ma come condizione: uno spazio in cui le categorie si dissolvono e ogni scelta diventa essenziale. Non c’è eroismo, non c’è retorica: solo esseri umani messi di fronte al limite, costretti a ridefinire il significato di responsabilità, colpa, protezione. Al centro, lo sguardo dei bambini, che non coincide con l’innocenza ma con una forma radicale di lucidità. In loro la sopravvivenza non è istinto, ma relazione: un modo di restare umani mentre tutto spinge verso la disumanizzazione. È qui che il coraggio cambia natura, diventando gesto minimo, ostinato, quotidiano. Più che una storia, questo libro è una domanda aperta: cosa scegliamo di essere quando ogni alternativa sembra negata? E fino a che punto è possibile sottrarsi alla logica della violenza senza esserne travolti?

Perché nella guerra non esistono bambini forti, ma solo bambini costretti a diventarlo.
𝑏𝑦 𝐸𝑑𝑖𝑧𝑖𝑜𝑛𝑖 𝑆𝑜𝑙𝑓𝑎𝑛𝑒𝑙𝑙𝑖

🔵🔵🔵📘📘📘 𝑎𝑖 𝐵𝑜𝑟𝑔ℎ𝑖 𝑞𝑢𝑒𝑠𝑡𝑎 𝑠𝑒𝑡𝑡𝑖𝑚𝑎𝑛𝑎 𝑎𝑏𝑏𝑖𝑎𝑚𝑜 𝑙𝑒𝑡𝑡𝑜 𝐀𝐧𝐭𝐨𝐧𝐢𝐨 𝐃𝐞𝐥 𝐆𝐢𝐮𝐝𝐢𝐜𝐞𝐋𝐀 𝐁𝐀𝐌𝐁𝐈𝐍𝐀 𝐑𝐔𝐒𝐒𝐀𝐞 𝐚𝐥𝐭𝐫𝐢 𝐫𝐚𝐜𝐜𝐨𝐧𝐭𝐢𝐏𝐫𝐞𝐬𝐞𝐧𝐭𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐢 𝐁𝐫𝐮𝐧...
22/08/2026

🔵🔵🔵📘📘📘 𝑎𝑖 𝐵𝑜𝑟𝑔ℎ𝑖
𝑞𝑢𝑒𝑠𝑡𝑎 𝑠𝑒𝑡𝑡𝑖𝑚𝑎𝑛𝑎 𝑎𝑏𝑏𝑖𝑎𝑚𝑜 𝑙𝑒𝑡𝑡𝑜
𝐀𝐧𝐭𝐨𝐧𝐢𝐨 𝐃𝐞𝐥 𝐆𝐢𝐮𝐝𝐢𝐜𝐞
𝐋𝐀 𝐁𝐀𝐌𝐁𝐈𝐍𝐀 𝐑𝐔𝐒𝐒𝐀
𝐞 𝐚𝐥𝐭𝐫𝐢 𝐫𝐚𝐜𝐜𝐨𝐧𝐭𝐢
𝐏𝐫𝐞𝐬𝐞𝐧𝐭𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐢 𝐁𝐫𝐮𝐧𝐨 𝐍𝐚𝐜𝐜𝐢

🔹Il libro di Antonio Del Giudice raccoglie sotto il titolo lievemente favoloso due sezioni di prose in apparenza molto diverse, la prima dedicata a figure femminili ritratte in scorci fulminei che condensano una vita in poche sequenze, la seconda che accosta singoli fotogrammi colti al volo, scorci e dettagli della vita metropolitana che ricordano le fotografie di Vivian Meier.
Ma l’apparente diversità non deve trarre in inganno. Al centro della sua scrittura, asciutta al limite del referto e puntata come un dito sul mondo attuale, agisce ferma e invisibile, forse anche non confessabile, la visione o meglio memoria di un mondo arcaico, un mondo fatto di lunghe pazienze, di logoranti fatiche, di povertà e ingenua sapienza della vita.
E chi se non la donna può incarnare la modernità disincantata, disinibita e al tempo stesso il richiamo profondo di sentimenti, slanci e pudori di un mondo in qualche misura naturale, sconfitto ma ancora vivo?
𝑏𝑦 𝑇𝑎𝑏𝑢𝑙𝑎 𝐹𝑎𝑡𝑖

Indirizzo

Via Rubicone N. 15
Pescara
65129

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