Quante Storie Festival Itinerante di Letteratura per Bambini e Ragazzi

  • Casa
  • Italia
  • Naples
  • Quante Storie Festival Itinerante di Letteratura per Bambini e Ragazzi

Quante Storie Festival Itinerante di Letteratura per Bambini e Ragazzi Quante Storie! nasce da un principio semplice e radicale: le storie non si insegnano, si liberano. Siamo un luogo che crea con loro.

Ogni bambino e ragazzo porta con sé un mondo: ricordi, sogni, paure, idee, parole che aspettano solo di trovare voce. Ogni bambin* e ogni ragazz* porta con sé un mondo: ricordi, sogni, paure, idee, parole che aspettano solo di trovare voce. Non siamo un festival che fa cose per loro: siamo un luogo - virtuale e reale - che crea con loro.

Perché la scrittura creativa è una palestra per il cervello? 🧠💡​Non è solo questione di grammatica. Incentivare la scrit...
15/04/2026

Perché la scrittura creativa è una palestra per il cervello? 🧠💡

​Non è solo questione di grammatica. Incentivare la scrittura creativa nei bambini significa stimolare aree cognitive fondamentali per la loro crescita.

Ecco 3 motivi per cui dovremmo incoraggiarla ogni giorno:

1. ​Problem Solving: Creare una trama significa affrontare ostacoli e trovare soluzioni originali. Se il drago blocca la strada, come si salva il cavaliere?

2. ​Autostima: Vedere le proprie idee prendere forma sulla carta dà un senso di efficacia incredibile. "Io posso creare qualcosa che prima non c'era".

3. ​Sviluppo del linguaggio: Inventare storie spinge i bambini a cercare termini nuovi, arricchendo il loro vocabolario in modo naturale e divertente.

​Noi di Quante Storie Festival Itinerante di Letteratura per Bambini e Ragazzi crediamo che ogni scarabocchio sia l'inizio di una grande avventura. 📖

🚀 L'emozione di vedere una storia prendere il volo.🆕 Oggi festeggiamo un traguardo speciale: l’uscita del primo libro a ...
11/04/2026

🚀 L'emozione di vedere una storia prendere il volo.

🆕 Oggi festeggiamo un traguardo speciale: l’uscita del primo libro a marchio TriBOOQS, firmato dal giovane e talentuoso Francesco Rega Hutter. ✒️📖

🏠 TriBOOQS non è solo una sigla editoriale, ma la nostra "tribù delle storie". È lo spazio dove il percorso di introspezione e cura dei ragazzi del progetto Quante Storie! si trasforma in qualcosa di solido, tangibile e condiviso con il mondo.
🌍✨

✨ Vedere il proprio nome su una copertina non è solo un debutto editoriale: è il riconoscimento pubblico di un viaggio interiore, un atto di coraggio che trasforma la fragilità in una forza consapevole.

🌱 Siamo orgogliosi di accompagnare Francesco e tutti i nostri giovani e giovanissimi autori in questo cammino di crescita e libertà.

🏠📚
🔗 Scopri il libro di Francesco qui: https://amzn.eu/d/0hdGOLud

DEL POTERE DELLA SCRITTURA PER I RAGAZZI Scrivere non è solo un esercizio di stile, ma un atto di profonda gentilezza ve...
10/04/2026

DEL POTERE DELLA SCRITTURA PER I RAGAZZI

Scrivere non è solo un esercizio di stile, ma un atto di profonda gentilezza verso se stessi. Spesso sottovalutiamo il potere di una pagina bianca, vedendola come uno spazio vuoto da riempire, quando in realtà è uno specchio capace di restituirci un’immagine di noi che fatichiamo a riconoscere nel caos quotidiano. Quando permettiamo alle parole di fluire senza il filtro del giudizio o della ricerca della perfezione, diamo voce a quelle parti di noi che restano sommerse dal rumore dei doveri e delle aspettative altrui.

​Il processo di guarigione attraverso la scrittura inizia nel momento esatto in cui la punta della penna tocca la carta. In quel contatto fisico avviene una trasmutazione: il dolore, l'ansia o la confusione smettono di essere pesi informi dentro il petto e diventano segni tangibili, oggetti esterni che possiamo finalmente osservare con il giusto distacco. Scrivere ci permette di dare un nome alle nostre paure e, una volta nominate, esse perdono gran parte del loro potere paralizzante. Non serve essere scrittori né curare la punteggiatura; serve solo la volontà di essere onesti con il proprio sentire.

​Curarsi con il racconto della propria storia significa riprendere in mano il filo della narrazione. Invece di subire gli eventi, diventiamo gli autori capaci di reinterpretare il passato e di immaginare un futuro diverso. È un dialogo silenzioso e privato, un rifugio dove non esiste il "giusto" o lo "sbagliato", ma solo la verità del momento. In questo spazio protetto, ogni frase diventa un passo verso la consapevolezza, ogni pagina voltata un segno di progresso, trasformando la fragilità in una forza consapevole che profuma di libertà.

Questa pratica diventa ancora più vitale per i ragazzi di oggi, immersi in una realtà che corre troppo forte e che spesso riduce l'esperienza vissuta a un susseguirsi frenetico di stimoli digitali. Vivono in un mondo fatto di velocità estrema e di emozioni che sembrano restare sempre in superficie, sospese tra un contenuto e l'altro, diventando quasi impalpabili. Per loro, la scrittura rappresenta l'unico vero freno d'emergenza capace di fermare il tempo.

In un'epoca in cui tutto evapora in pochi secondi, fermarsi a scrivere significa rivendicare il diritto alla profondità. Aiuta i più giovani a dare una consistenza solida a quel groviglio di sensazioni che altrimenti resterebbero volatili, trasformando l'astratto in qualcosa di reale su cui poter riflettere. Mettere nero su bianco diventa allora un atto di resistenza contro l'impalpabilità: è il modo in cui i ragazzi possono finalmente riappropriarsi del proprio spazio interiore, ancorandosi a se stessi mentre fuori tutto continua a scorrere senza sosta.

Questo processo non riguarda solo l'individuo nel suo isolamento, ma chiama in causa anche il ruolo fondamentale di genitori ed educatori, che possono trasformarsi in custodi di questo spazio creativo. Per stimolare i ragazzi verso la cosiddetta scritturaterapia, il primo passo è offrire loro gli strumenti senza imporre una direzione. Bisogna presentare la scrittura non come un compito scolastico o un dovere legato alla forma, ma come un territorio di libertà assoluta dove la grammatica e il voto non esistono.

Il compito dell'adulto è quello di proteggere questa riservatezza, garantendo al giovane che ciò che finisce su carta resterà un segreto tra lui e la pagina, perché solo nella sicurezza della privacy può nascere l'onestà necessaria alla guarigione.

Chi vuole seguire i propri figli o studenti in questo cammino può farlo proponendo piccoli riti quotidiani, come il dono di un taccuino speciale o la creazione di un momento di silenzio condiviso nella giornata.

È importante che genitori ed educatori per primi si mostrino vulnerabili, magari scrivendo insieme a loro, normalizzando l'idea che mettere ordine nei propri sentimenti sia una pratica necessaria e non un segno di debolezza.

Insegnare a un ragazzo a scrivere di sé significa consegnargli una bussola per orientarsi nel mare dell'impalpabilità moderna, trasformando un atto solitario in un ponte di consapevolezza che lo aiuterà a navigare con più fiducia nel mondo degli adulti.

Noi del progetto Quante Storie! abbiamo quest'idea in mente dal principio: aiutare i ragazzi a servirsi dello strumento della scrittura per stare bene e per riprendersi il diritto di abitare la propria interiorità. In un mondo che chiede loro di essere costantemente veloci e performanti, vogliamo offrire la scrittura come un rifugio sicuro, un luogo dove le emozioni sospese possono finalmente atterrare e prendere forma.

Crediamo fermamente che la scritturaterapia non sia un concetto astratto, ma un atto di cura quotidiano che permette di trasformare l’impalpabilità di questi tempi in una consapevolezza solida.

​Per noi, ogni ragazzo che prende in mano una penna è un autore che smette di subire la propria realtà e inizia a raccontarla.

Proprio per dare forza e dignità a questo percorso, abbiamo deciso di fare un passo ulteriore attraverso la piattaforma KDP Amazon, pubblicando le storie più significative sotto il marchio di TriBOOQS. È la nostra "tribù delle storie", nata all'interno del progetto per trasformare il diario personale in un'opera condivisa e riconosciuta.

​Il nostro impegno, insieme a genitori ed educatori, è quello di garantire che questo spazio di libertà resti intatto, affinché ogni parola diventi un mattone per costruire una versione di sé più forte e autentica.

Vedere il proprio nome su una copertina grazie a TriBOOQS non è solo un traguardo editoriale, ma il riconoscimento pubblico di un percorso di guarigione e di crescita. Perché, in fondo, ogni vita è fatta di quante storie riusciamo a raccontare per dare un senso al nostro viaggio nel mondo.

www.progettoquantestorie.it

📚✨ Negli ultimi anni, entrando nelle scuole, ho notato spesso  la stessa cosa: spazi pieni di vita e colori e creatività...
07/04/2026

📚✨ Negli ultimi anni, entrando nelle scuole, ho notato spesso la stessa cosa: spazi pieni di vita e colori e creatività, ma spesso senza libri.

E ogni volta mi sono chiesta: come possiamo chiedere ai bambini di amare la lettura, se i libri non sono davvero presenti nelle loro giornate?

È da questa domanda che è nata l’idea delle bibliotechine gentili. Piccoli spazi, semplici ma vivi, dove i libri si incontrano, si scambiano, si scelgono liberamente. Spazi che accolgono, educano, che lasciano tracce profonde 🌱

Quante Storie Festival Itinerante di Letteratura per Bambini e Ragazzi , con l'associazione Coltiviamo Gentilezza vorremmo portarle sempre più lontano, dentro le scuole e nelle comunità che ne hanno bisogno.

👉 Se sei una scuola o uno spazio educativo e sogni una bibliotechina, possiamo attivare una raccolta fondi dedicata per costruirla insieme.

👉 Se invece vuoi aiutarci a far nascere nuove biblioteche scolastiche, puoi sostenere il progetto con una piccola donazione qui: https://gofund.me/295d9e008

Tutto ciò che verrà raccolto sarà destinato interamente a chi ne farà richiesta. Noi saremo solo un ponte, un amplificatore di un bisogno reale.

Speriamo che ogni bibliotechina attivata sia solo un piccolo semino piantato per far crescere arbusti forti, sogni grandi e radici profonde.

📚📚📚

"Quindi la forte giovane mente di Matilda continuò a crescere, nutrita dalle voci di tutti quegli autori che avevano mandato i loro libri nel mondo come navi in mare. Questi libri diedero a Matilda un messaggio di speranza e conforto: ."
- Roald Dahl

Vi auguriamo tanto amore e tanti libri, sempre, ogni giorno dell'anno!❤️📚
03/04/2026

Vi auguriamo tanto amore e tanti libri, sempre, ogni giorno dell'anno!

❤️📚

Questo post è stato scritto esattamente nel 2022, pensando ad altre guerre. Dopo 4 anni le guerre aumentano, invece di d...
28/03/2026

Questo post è stato scritto esattamente nel 2022, pensando ad altre guerre. Dopo 4 anni le guerre aumentano, invece di diminuire, e il mondo sembra un posto ancora peggiore di prima.

***

Come si fa a pensare di festeggiare Pasqua, nella totale normalità?

Ci penso, ma non da oggi. Ci sono decine di guerre in giro per il mondo, così tanta cattiveria, gente che si scanna, persone che muoiono per mano di qualcun altro. Dovremmo pensarci.

E così mi è venuta in mente questa poesia di Pasqua. Perché non è sempre primavera per tutti.

🌷

Cinque anni fa ho lavorato come consulente esterna per una ONG internazionale all'Inter di un progetto con l'UNHCR - Alt...
09/03/2026

Cinque anni fa ho lavorato come consulente esterna per una ONG internazionale all'Inter di un progetto con l'UNHCR - Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati - con base ad Hamdallaye, in Niger, e nello specifico nel campo rifugiati.

Lì portai l'idea di creare una biblioteca, la prima biblioteca di un campo rifugiati in Niger, con il contributo degli educatori locali, che dovevano creare la struttura, e della mia associazione Coltiviamo Gentilezza dall'altro, con cui avrei raccolto libri da spedire in Niger.

Tutti mi dicevano che stavo facendo una cosa inutile perché il tutto sarebbe andato perso, la dogana avrebbe creato problemi, che il pacco non sarebbe mai arrivato. E invece... Quando mi arrivarono queste foto non potete capire la gioia immensa che provai! Bambini e bambine che per la prima volta sfogliavano un libro, che potevano leggere storie scritte da autori di tutto il mondo. Tantissime associazioni, autori e case editrici mi spedirono albi illustrati e libri per bambini e non sarò mai abbastanza grata a tutti loro.

Scrivo tutto questo per raccontarvi il seguito della storia: in questi anni con alcuni degli educatori sono rimasta in contatto e proprio due giorni fa Salima, una splendida persona e bravissima educatrice, mi ha detto che vorrebbe aprire un suo centro per l'infanzia a Niamey e mi ha chiesto una mano per quanto riguarda libri e giochi educativi.

Quindi:
SE VOLETE AIUTARE SALIMA A CREARE UN CENTRO EDUCATIVO PER L'INFANZIA A NIAMEY IN NIGER, POTETE CONTRIBUIRE ALLA RACCOLTA CHE STO ORGANIZZANDO DI LIBRI E GIOCHI 0-6, IN FRANCESE O INGLESE.

Una volta raggiunto un buon numero di materiali, invierò tutto in Niger, così che Salima possa offrire ai bimbi di Niamey uno spazio condiviso ludico-educativo per imparare e divertirsi, una piccola biblio-ludoteca gentile che possa accogliere tutti.

CHI CI AIUTA? 🤗

Sei un piccolo/a o giovane scrittore/scrittrice e vuoi metterti alla prova?Sei un genitore o un/una docente e vuoi coinv...
04/03/2026

Sei un piccolo/a o giovane scrittore/scrittrice e vuoi metterti alla prova?
Sei un genitore o un/una docente e vuoi coinvolgere i tuoi figli/alunni in un'attività entusiasmante?
TRIBOOQS! WRITING CHALLENGE è l'occasione che fa per te.
Ecco il link per partecipare: https://forms.gle/bDrTjLuCQrcT9Wnd7
Per qualsiasi ulteriore informazione non esitare a contattarci.

‎"Mentre i bambini di tutto il mondo ridevano delle avventure di Pippi Calzelunghe, quasi nessuno conosceva la verità: l...
25/02/2026

‎"Mentre i bambini di tutto il mondo ridevano delle avventure di Pippi Calzelunghe, quasi nessuno conosceva la verità: la sua creatrice stava segretamente leggendo lettere naziste e inventando la bambina più indipendente del mondo come antidoto a Hi**er.

‎Svezia, 1940. Il mondo era in guerra, ma la Svezia rimaneva neutrale una posizione precaria che richiedeva di sapere esattamente cosa stesse accadendo su entrambi i fronti.

‎Astrid Lindgren, una madre di 33 anni e aspirante scrittrice, svolgeva quello che lei stessa chiamava il suo "lavoro sporco".
‎Lavorava presso l'ufficio di controllo postale svedese, parte dell'operazione di intelligence del paese. Il suo compito: aprire con il vapore lettere private e militari che attraversavano i confini svedesi. Leggerle. Registrare informazioni sensibili. Richiuderle.

‎Era un lavoro tedioso e invasivo. Lettere di soldati alle loro famiglie. Lettere d'amore. Corrispondenza commerciale. Tutte violate, tutte lette da estranei.

‎Ma alcune lettere contenevano qualcosa di molto più oscuro dei semplici segreti.
‎Contenevano la verità su cosa stesse accadendo nell'Europa occupata dai nazisti.

‎Nel maggio del 1941 anni prima che la maggior parte dei civili venisse a conoscenza dei campi di sterminio Lindgren scrisse nel suo diario ciò che aveva scoperto in una di quelle lettere intercettate:
‎"1.000 ebrei al giorno vengono trasportati con la forza in Polonia in condizioni scioccanti... a quanto pare è intenzione di Hi**er trasformare la Polonia in un unico grande ghetto dove i poveri ebrei dovranno perire di fame e miseria."

‎Capì immediatamente cosa questo significasse. E capì qualcos'altro: "Finché lo leggi solo sul giornale, in un certo senso puoi evitare di crederci. Ma quando lo leggi in una lettera... tutto a un tratto diventa terribilmente reale, ti colpisce dritto al cuore."

‎Stava leggendo resoconti personali del genocidio in corso. Giorno dopo giorno. Lettera dopo lettera.

‎Lindgren riempì 17 volumi con annotazioni di diario e ritagli di giornale che documentavano la guerra. Non poteva fermare la macchina nazista. Non poteva salvare le persone che venivano uccise.

‎Ma poteva fare una cosa.
‎A casa, sua figlia di sette anni, Karin, era spesso malata la carenza di cibo dovuta alla guerra significava cattiva alimentazione, e le malattie infantili erano comuni. Per distrarre Karin durante le lunghe giornate a letto, Lindgren iniziò a inventare storie su una bambina diversa da qualsiasi bambino nella vita reale.

‎Una bambina che viveva da sola, senza genitori che le dicessero cosa fare.
‎Una bambina che era più forte di qualsiasi uomo, capace di sollevare il suo cavallo con una mano sola.
‎Una bambina che aveva una valigia piena di monete d'oro e non doveva lavorare per nessuno.
‎Una bambina che non seguiva le regole solo perché lo dicevano gli adulti ma che era genuinamente, profondamente gentile.
‎Una bambina che si opponeva ai bulli. Che aiutava le persone più deboli di lei. Che si rifiutava di piegarsi all'autorità a meno che quell'autorità non si guadagnasse il suo rispetto.

‎Karin amò così tanto queste storie che diede lei stessa un nome al personaggio: Pippi Långstrump. In italiano: Pippi Calzelunghe.

‎Le storie erano una via di fuga un raggio di immaginazione in un mondo annegato nell'oscurità.

‎Poi, nel 1944, Lindgren cadde e si ferì gravemente. Rimase costretta a letto per tre settimane la stessa posizione in cui si era trovata sua figlia quando era nata Pippi.
‎Durante quelle tre settimane, incapace di muoversi, ancora alle prese con gli orrori che leggeva ogni giorno nelle lettere confiscate, Lindgren iniziò a scrivere seriamente le storie di Pippi.

‎Stava creando l'opposto di tutto ciò che i nazisti rappresentavano.
‎Hi**er pretendeva obbedienza. Pippi metteva in discussione l'autorità.
‎I nazisti veneravano la forza usata per il dominio. Pippi era la persona più forte del suo mondo e usava quella forza per proteggere i deboli.
‎Il fascismo richiedeva conformità. Pippi era sfacciatamente, gioiosamente sé stessa.
‎Il Terzo Reich era costruito sulla crudeltà. Pippi era gentile con tutti a meno che non fossero bulli, e in quel caso li umiliava con l'umorismo, non con la violenza.

‎Come spiega Wilfried Hauke, regista del nuovo documentario "Un mondo impazzito: I diari di guerra di Astrid Lindgren": Lindgren credeva fermamente che il modo in cui i bambini vengono cresciuti modelli il tipo di adulti e di leader che diventeranno. Voleva che i bambini fossero educati "per non diventare psicopatici come Hi**er o autoritari, dittatori e via dicendo."

‎Pippi Calzelunghe fu la sua risposta.

‎Nel 1945 lo stesso anno in cui la guerra finì e l'intera portata dell'Olocausto divenne di dominio pubblico fu pubblicato il primo libro di Pippi.

‎Il pronipote di Lindgren, Johan Palmberg, ha osservato che il personaggio arrivò esattamente nel momento giusto: "Il mondo era stato in questa terribile situazione per molti anni e lei arriva come una ventata d'aria fresca. Lei è l'antidoto ai regimi autoritari della Germania e dei sovietici. Possiede tutte queste caratteristiche di indipendenza, libertà di pensiero e gentilezza che sono l'antitesi dell'ideologia nazista."

‎I bambini di tutta Europa, traumatizzati da anni di guerra, trovarono Pippi irresistibile. Ecco una bambina che non temeva nulla, che non poteva essere controllata, che faceva le proprie regole ma che non era mai crudele. Che era potente ma gentile. Che era selvaggia ma buona.

‎I libri si diffusero in tutto il mondo. Pippi divenne uno dei personaggi per bambini più amati della storia tradotta in più di 70 lingue, adattata in film e programmi TV, adorata da generazioni di bambini che non avevano idea che la loro ribelle preferita fosse nata dal lavoro segreto di guerra della sua creatrice.

‎La maggior parte dei lettori non seppe mai che mentre Lindgren inventava storie su una bambina che non temeva nessuno, lei leggeva lettere che descrivevano persone assassinate da un regime che esigeva paura assoluta.
‎La maggior parte non seppe mai che la famosa indipendenza di Pippi e il suo rifiuto di sottomettersi ai bulli era un messaggio deliberatamente contrapposto all'obbedienza fascista.
‎La maggior parte non seppe mai che la gentilezza fondamentale del personaggio la sua insistenza nel proteggere i deboli e opporsi ai forti era la risposta di Lindgren alla crudeltà che documentava ogni giorno.

‎Sapevano solo che amavano questa bambina strana, meravigliosa, impossibile.

‎Ottant'anni dopo, Pippi Calzelunghe è ancora qui.
‎E come ha riflettuto Johan Palmberg in occasione del suo ottantesimo anniversario: "La sua indipendenza, gentilezza e generosità sono più necessarie che mai."

‎Perché Astrid Lindgren capì una cosa importante: combatti l'autoritarismo non solo con la politica o con gli eserciti, ma con le storie che racconti ai bambini. Con i valori che semini nella loro immaginazione. Con gli eroi che dai loro da ammirare.

‎Ha dato al mondo un'eroina che era forte ma gentile. Indipendente ma generosa. Fuori dagli schemi ma morale. Impavida ma mai crudele.

‎Ha dato al mondo una bambina che non poteva mai essere vittima di bullismo, controllata o spezzata perché sapeva esattamente chi era e si rifiutava di essere qualcun altro.

‎Mentre Astrid Lindgren passava le sue giornate a leggere il peggio dell'umanità, passava le sue notti a creare il meglio.
‎E milioni di bambini sono cresciuti credendo di poter essere come Pippi: coraggiosi, gentili, liberi e inarrestabili.

‎Questa non è solo una storia per bambini. Questa è resistenza impiantata nell'immaginazione della prossima generazione."

Da "Misteri di Casi Irrisolti"

"Per mano" di Sante Bandirali e Gloria Tundo edito uovonero è una storia per chi non ha paura di ascoltare la musica del...
05/02/2026

"Per mano" di Sante Bandirali e Gloria Tundo edito uovonero è una storia per chi non ha paura di ascoltare la musica del proprio cuore. È un omaggio per tutte le mani sinistre della storia.
È una storia che parla d'amore.

Indirizzo

Naples

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Quante Storie Festival Itinerante di Letteratura per Bambini e Ragazzi pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta L'azienda

Invia un messaggio a Quante Storie Festival Itinerante di Letteratura per Bambini e Ragazzi:

Condividi