14/04/2026
🚫Krav Maga, tra scorciatoie e realtà: il rischio di una formazione senza contenuti⚠️
Negli ultimi anni si sta diffondendo un fenomeno che merita una riflessione seria: la proliferazione di corsi per diventare istruttori di Krav Maga in un solo weekend, o addirittura completamente online.
Un trend che, a prima vista, può sembrare accessibile e vantaggioso, ma che nella realtà rischia di svuotare completamente il significato di una disciplina complessa e delicata come la difesa personale.
Parallelamente, cresce anche un certo immaginario distorto: istruttori improvvisati in mimetica, narrazioni di scenari operativi, utilizzo di armi e simulazioni di contesti estremi. Una rappresentazione spesso lontana dalla realtà, dove l’esperienza concreta è minima e la preparazione ancora più fragile.
Il punto centrale è uno: il Krav Maga non è spettacolo, non è marketing, non è un ruolo da interpretare. È una disciplina che si fonda sulla gestione del pericolo reale, sulla capacità di reagire sotto stress e sulla responsabilità di insegnare ad altri a fare lo stesso.
E questo non si costruisce in due giorni. Né tantomeno davanti a uno schermo.
Un corso di formazione serio per istruttori non può limitarsi a una semplice esposizione di tecniche, spesso mostrate in sequenza e scollegate da qualsiasi contesto reale. La tecnica, da sola, non basta. Senza comprensione, senza adattamento e senza pressione, resta un esercizio vuoto.
La formazione di un istruttore richiede un percorso strutturato, che includa competenze trasversali e fondamentali: anatomia, biomeccanica e fisiologia per comprendere il corpo umano; psicologia e gestione dello stress per affrontare le dinamiche reali di un’aggressione; metodologia dell’insegnamento e gestione delle classi multilivello per trasmettere in modo efficace e responsabile; normative e aspetti legali per operare con consapevolezza; primo soccorso per garantire la sicurezza degli allievi.
A tutto questo si aggiunge un elemento imprescindibile: l’esecuzione tecnica del gesto. Non come semplice imitazione, ma come risultato di studio, precisione, adattamento e consapevolezza del movimento.
Ridurre tutto a una “carrellata di tecniche” significa creare un’illusione di competenza. E nel campo della difesa personale, l’illusione è pericolosa.
Formare un istruttore significa assumersi una responsabilità enorme: incidere sulla sicurezza delle persone, sulla loro capacità di reagire in situazioni di pericolo reale. Per questo servono tempo, esperienza, confronto diretto e formazione in presenza.
Il Krav Maga non si apprende per accumulo di nozioni, ma attraverso un processo continuo, fatto di pratica, errori e crescita.
In un contesto in cui aumentano le offerte rapide e superficiali, diventa fondamentale recuperare il valore della formazione autentica. Non per difendere una categoria, ma per tutelare chi si affida a essa.
Perché quando si parla di sicurezza personale, non esistono scorciatoie.
Chi vende scorciatoie per formare istruttori non sta costruendo competenze, ma inseguendo guadagni facili: e nella difesa personale, il prezzo di queste illusioni lo paga sempre chi ci crede.
M°Salvo Grasso
Coordinatore Tecnico Nazionale FIKM
Responsabile Nazionale Settore Krav Maga OPES