11/07/2020
Quel giorno.
Quel giorno spesso arriva a distanza di un anno. Un anno di pianificazione, ricerche, incontri, sopralluoghi, mail, telefonate, prove, riprove, misurazioni, bozzetti, pedaggi, aspettative, e tanti caffè.
Un giorno sei in uno splendido atelier a commuoverti davanti alla prova abito della tua sposa, il giorno dopo al brico tra le brugole, il giorno dopo a carteggiare e dipingere...
Poi arriva quel giorno. Magari a luglio e a 38 gradi. Sudi 7 camice, sollevi l'insollevabile, attingi dal cassetto di riserva di tutte le energie. Però poi lo vedi lì, diventa reale.
E andrai avanti a controllare, chiamare, coordinare, far cambio scenografico etc etc... e più passano le ore più i sorrisi dei tuoi sposi, i complimenti, la gioia diventa contagiosa. E allora anche l'acido lattico nei quadricipiti mentre ti ritrovi in abito con tacchi a vedere il ballo dei tuoi sposi a tarda sera, e davanti a te hai ancora ore prima del disallestimento, non lo senti più.
Tutt'altra storia il giorno dopo eh 😅
Ma quando poi chiudi gli occhi esausta a letto, la tua mente si rifugia nelle scene più belle, quelle che rimangono impresse anche a distanza di anni. Sei stata parte di una magia. L'hai immaginata, realizzata, vissuta e ora potrai ricordarla.
Perché alla fine io non vedo i miei sposi. Li vivo. Per sempre.