03/09/2026
È Dodo che parla.
Ho pensato a lungo se fare questo video, e per giorni ho deciso di no. Perché quando succede una cosa del genere la prima cosa che vedi è tutti che ne parlano, e la seconda è la sensazione che stiano parlando più di sé che della persona che non c’è più. Non volevo essere uno di quelli.
Poi ho capito che stare zitto non era rispetto. Era comodità.
Quindi eccomi qui, senza immagini, senza musica, senza montaggio. Solo la mia faccia e delle parole.
Tre anni fa mi sono trovato nella stessa identica situazione. A due passi da me hanno tolto la vita a una ragazza. Ero lì. Ho visto. E per anni non sono più riuscito a rimettere piede dentro un locale senza avere lo stomaco chiuso.
Non lo dico per raccontarmi. Lo dico perché voglio che si capisca una cosa: quando succede una roba così, non finisce quella notte. Resta addosso a decine di persone che erano lì e che nessuno conta mai. E resta per sempre a una famiglia che non tornerà più quella di prima.
Ora, sia chiaro. Non ce l’ho con nessuno. Non sto puntando il dito contro chi organizza, non sto dicendo che qualcuno ha sbagliato, e non ho nessun titolo per farlo. So benissimo che nessuna security al mondo ferma un proiettile, e che quando una cosa del genere parte, fermarla è quasi impossibile.
Ma c’è una differenza tra “non si poteva fermare” e “si è fatto tutto il possibile prima”. E quella differenza è l’unica cosa su cui abbiamo davvero potere.
Prevenire è meglio che curare. È una frase che diciamo tutti e che non applichiamo quasi mai, perché costa, perché rallenta, perché tanto non capita a noi.
Non sto chiedendo di avere paura. Chi ci conosce sa che la pista è il posto dove ci sentiamo più liberi al mondo, e deve restare così. Sto chiedendo solo che la sicurezza non finisca prima delle persone. Che l’ultima mezz’ora, quella in cui usciamo, valga quanto tutte le altre.
E lo dico anche a noi, non solo a chi lavora. Guardarsi intorno, non lasciare nessuno tornare da solo alla macchina, non fare finta di niente. Costa zero.
Ho fatto questo video per una ragione sola. Perché non voglio più vedere una notizia così. Mai più.