Il Giardino dei Ciliegi

Il Giardino dei Ciliegi “Un giorno, di cui non posso scrivere al presente, i ciliegi saranno fioriti”, scrisse Christa Wolf dopo la catastrofe di Cernobyl.

CENTRO IDEAZIONE DONNA: Laboratori di scrittura creativa ed attività culturali, con l'intento di contribuire alla diffusione del pensiero e delle pratiche femministe, oltre che a creare un dialogo fra diversità. Da qui nasce l'attività de Il Giardino dei Ciliegi, attiva dal 1988 con l'intento di contribuire alla diffusione del pensiero e delle pratiche femministe, oltre che a creare un dialogo fra

diversità, rappresentando un crocevia di esperienze e incontri. Diventata una vera istituzione in città, Il Giardino dei Ciliegi si dedica da anni alla promozione delle pari opportunità soprattutto nelle scuole, al contrasto agli stereotipi di genere, ai temi dell'intercultura, della migrazione, dell'accoglienza, dei movimenti delle donne, delle teorie e pratiche femministe e queer attraverso incontri, seminari, convegni e corsi.

29/08/2026

È morta oggi, a 80 anni, Dolly Parton.
Luce brillante della musica americana.
Veniva da una famiglia poverissima del Tennessee. Una tra dodici figli. Scrisse le sue prime canzoni da bambina e costruì, pezzo dopo pezzo, una carriera che ha superato i 100 milioni di dischi venduti.
È stata cantante, compositrice, attrice, imprenditrice, filantropa. Ha costruito aziende. Ha fondato Dollywood. Investito nella propria comunità. E, attraverso la Imagination Library, finanziato la distribuzione gratuita di centinaia di milioni di libri per bambini e bambine.
Ha parlato spesso delle sue insicurezze, della famiglia, dell’amore, della fede, della perdita.
Ha mostrato che il potere non deve assomigliare alla durezza.
Dolly Parton non si è limitata a diventare famosa.
È diventata proprietaria del suo successo.
È rimasta lì, luminosa e rumorosa, con la sua voce, le sue canzoni, i suoi tacchi e il suo enorme sorriso.
‘Posso essere bionda, portare tacchi vertiginosi, esibire il mio seno, ridere delle battute sul mio aspetto e comunque essere la persona più intelligente nella stanza’.
Grande dispiacere.

29/08/2026

Storie di Firenze
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✍️ 𝐋𝐚 𝐬𝐭𝐨𝐫𝐢𝐚 𝐝𝐢 𝐀𝐧𝐝𝐫𝐞𝐚

Ogni mattina, prima di aprire la sua libreria, Andrea legge per un’ora. Da dieci anni è il libraio e titolare de L’ora blu, in viale dei Mille, ma per lui leggere non è solo un lavoro: è “una forma di esercizio spirituale”, un modo per conoscere meglio il mondo e le persone.

Prima l’arte, poi il lavoro in alcune librerie fiorentine. Infine la scelta di aprirne una tutta sua, dopo aver cercato per tre anni il posto giusto.

Leggi la sua storia su Storie di Firenze: LINK in BIO!

libro

29/08/2026

I Colori del Libro a Bagno Vignoni. XVII edizione

Sabato 12 settembre alle 19.30 sarà Dacia Maraini a chiudere gli incontri della giornata con “Scritture segrete. Le donne che hanno cambiato il mondo con la parola” Rizzoli, un viaggio inaspettato e intimo che attraversa e reinterpreta la storia della letteratura, da Vibia Perpetua a Michela Murgia, intrecciandola alle vite ordinarie o straordinarie delle donne che hanno fatto della scrittura uno strumento di libertà, cambiando il nostro modo di guardare il mondo.

🔖 Dacia Maraini sarà in dialogo con Filomena Cataldo

Comune San Quirico d'Orcia
Biblioteca San Quirico d'Orcia
Visit San Quirico

29/08/2026

Abbiamo appreso che, secondo un report del ministero dell'Interno, le donne uccise nel primo semestre dell'anno sono state 34, il 37,0% in meno rispetto allo stesso periodo del 2025. Di esse solo 8 sono vittime di femminicidio, secondo la normativa istitutiva del nuovo reato di femminicidio, mentre le restanti risultano vittime di sesso femminile in casi di omicidi volontari.

Sarebbe da chiedersi di fronte a tali dati, peraltro confliggenti con quelli raccolti da enti non istituzionali, il motivo di tale difformità. Premessa l'ingiustificata assenza di un Osservatorio ufficiale, relativo alla disamina delle vicende connotate da violenza maschile sulle donne, diminuire il numero dei femminicidi, perché i magistrati preposti a tali casi giudiziari non abbiano contestato il reato di femminicidio, ci pare non congruo.

Si conoscono già da prima dell'entrata in vigore della legge del 17 dicembre 2025 che la nuova fattispecie criminosa avrebbe incontrato delle difficoltà nella sua configurazione probatoria, ma che addirittura facesse diminuirne i numeri nei report ministeriali non lo immaginavo di certo. Non possiamo attendere l'iter delle vicende giudiziarie per numerare i femminicidi.

Noi attiviste continueremo a definirli tali ogni qualvolta una donna venga uccisa perché tale, perché vittima di un uomo che se ne senta il padrone. La magistrata Paola Di Nicola Travaglini definisce i femminicidi delitti di potere, ma se tale elemento venisse disconosciuto proprio da chi dovrebbe ammetterlo per ruolo istituzionale, siamo messe male.

Delle quattro donne ammazzate negli ultimi quattro giorni dai propri coniugi o compagni non abbiamo sentito nessun ministro o ministra del governo Meloni onorarne la memoria. Fosse che non le considerano vittime di femminicidio, eguagliandosi così al report ministeriale? Ebbene lo sappiano, NOI NO!!!

29/08/2026

O

Otto donne uccise in poche settimane mostrano le falle nel sistema di prevenzione

29/08/2026

Faustina Pignatelli, principessa di Colubrano, “autonoma oltre misura”

di Sara Sesti

Coltivò la matematica, la fisica e altre scienze nel suo salotto napoletano.

Napoli era allora un centro culturale vivacissimo, aperto alle nuove teorie che si andavano diffondendo in numerosi campi del sapere.

Grazie al fratello e a un suo insegnante, Faustina (1705-1769) si era avvicinata al pensiero di Isaac Newton, il fisico inglese che nel Seicento fondò la meccanica classica e a cui dobbiamo la teoria della gravitazione universale.

Di famiglia nobile e sposa del poeta e nobiluomo Francesco Carafa, Faustina si confrontava su temi di scienza, matematica e filosofia non solo con le menti più brillanti della città, ma anche con i numerosi scienziati e pensatori, italiani e stranieri, che a Napoli erano di passaggio.

La sua competenza e la brillantezza del suo ragionare la misero in luce: nel 1732 fu la seconda donna, dopo Laura Bassi, ammessa all’Accademia delle Scienze di Bologna.

Due anni dopo, nel 1734, pubblicò i “Problemata Mathematica” sulla prestigiosa rivista scientifica “Nova Acta Eruditorum” di Lipsia, firmandosi «Anonima napolitana».

La dissertazione, oggi perduta, affrontava questioni matematiche legate anche al dibattito sulle forze vive, uno dei grandi temi della scienza settecentesca.

La pubblicazione testimonia la sua partecipazione diretta alla ricerca e al confronto scientifico europeo.

Nel 1731 aveva abbandonato il tetto coniugale per rifugiarsi nel monastero di Regina Coeli, dove già si trovava la figlia Caterina, lasciando al marito i tre figli nati dalla loro unione.

Si rivolse al viceré Aloys d’Harrach per costringere il consorte a educare convenientemente la prole e a versarle alimenti adeguati al suo status, dando avvio a un lungo contenzioso.

Gravemente malata, nel 1739 Faustina lasciò il monastero per curarsi, fu nominata dama di corte e riprese a ricevere nel suo salotto di palazzo Colubrano.

Nel giro di pochi mesi, tuttavia, il conflitto coniugale si riaccese, e per dirimerlo si dovette chiedere l’intervento diretto di Carlo di Borbone.

Ascoltate le ragioni di entrambi -

la principessa accusava il marito di reiterati atti di violenza e di frequentazioni con donne di malaffare, da cui avrebbe contratto il “mal francese” trasmettendole poi il contagio;

il principe negava ogni addebito e contestava i comportamenti della moglie, definita “dama altera e autonoma oltre misura” - si concluse che mancassero i presupposti per una riconciliazione.

Riconosciuto il diritto della donna a un congruo assegno di mantenimento, fu disposto che venisse accolta nel ritiro di Mondragone, luogo non di clausura che le avrebbe consentito di continuare a frequentare la corte.

La vicenda familiare dei Carafa si risolse definitivamente negli anni seguenti: il marito, accusato di cospirare a favore dell’Impero e imprigionato in Sant’Elmo dopo la battaglia di Velletri, morì nel 1746.

Faustina gli sopravvisse a lungo, libera ormai di dedicarsi ai suoi studi, al suo circolo culturale e al sostegno di giovani talenti in cerca di fortuna.

Tenne una f***a corrispondenza con molti scienziati europei e persino con l’Accademia delle Scienze di Parigi.

Convinta dell’importanza della conoscenza scientifica, si impegnò molto nella divulgazione.

Purtroppo i suoi scritti sono andati perduti, ma di Faustina restano le numerose lettere e testimonianze di illustri pensatori del suo tempo - a conferma della reputazione di una donna che non si dedicò solo alle scienze, ma anche alla poesia.

29/08/2026

Indirizzo

Via Dell'agnolo 5
Florence
50122

Orario di apertura

Lunedì 16:00 - 19:30
Martedì 16:00 - 19:30
Mercoledì 16:00 - 19:30
Giovedì 16:00 - 19:30
Venerdì 16:00 - 19:30

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