Il Giardino dei Ciliegi

Indicazioni Sito Web

Il Giardino dei Ciliegi “Un giorno, di cui non posso scrivere al presente, i ciliegi saranno fioriti”, scrisse Christa Wolf dopo la catastrofe di Cernobyl.

CENTRO IDEAZIONE DONNA: Laboratori di scrittura creativa ed attività culturali, con l'intento di contribuire alla diffusione del pensiero e delle pratiche femministe, oltre che a creare un dialogo fra diversità. Da qui nasce l'attività de Il Giardino dei Ciliegi, attiva dal 1988 con l'intento di contribuire alla diffusione del pensiero e delle pratiche femministe, oltre che a creare un dialogo fra diversità, rappresentando un crocevia di esperienze e incontri. Diventata una vera istituzione in città, Il Giardino dei Ciliegi si dedica da anni alla promozione delle pari opportunità soprattutto nelle scuole, al contrasto agli stereotipi di genere, ai temi dell'intercultura, della migrazione, dell'accoglienza, dei movimenti delle donne, delle teorie e pratiche femministe e queer attraverso incontri, seminari, convegni e corsi.

🍒 DISEGNIAMO IL FUTURO | Le emozioni del futuroLaboratorio di Arteterapia con Maria Grazia GiaumeCome immaginiamo il nos...
12/10/2026

🍒 DISEGNIAMO IL FUTURO | Le emozioni del futuro
Laboratorio di Arteterapia con Maria Grazia Giaume
Come immaginiamo il nostro futuro? Cosa ci preoccupa? Cosa ci dà speranza, curiosità, energia?
Il futuro non è stabilito. È anche ciò che immaginiamo, desideriamo, temiamo e contribuiamo a creare ogni giorno.
Il primo appuntamento di DISEGNIAMO IL FUTURO parte proprio da qui: dalle nostre emozioni.
Attraverso l’attività creativa, daremo forma al nostro rapporto con il futuro, esplorando emozioni, desideri, paure, risorse e possibilità attraverso il corpo e il colore.
La creatività e l’arte diventeranno strumenti per ascoltare noi stesse/i, condividere visioni e immaginare insieme futuri più sostenibili, inclusivi e desiderabili.
🎨 Non sono richieste competenze artistiche o tecniche. Solo curiosità e voglia di mettersi in gioco.
Conduce Maria Grazia Giaume
Maria Grazia Giaume è arteterapeuta ad orientamento antroposofico, Counselor di Comunità e Psicopedagogista. Fa parte del Comitato Referenti di Registro SIAF Italia per il registro di Artiterapia ed è Artiterapeuta supervisor. Collabora a La Spezia con ARTHENA APS e IL MONDO DENTRO e a Firenze con il Centro DEA.

☕ Durante l’incontro sarà offerta una piccola merenda.

🔴 Posti limitati, prenotazione consigliata.

📩 Info e prenotazioni:
[email protected]

🍒 Ti aspettiamo per immaginare e costruire insieme il futuro che desideriamo abitare.

09/10/2026

Perche è bello che Anne Carson abbia vinto il Nobel.
(In 5 passaggi)
1. È un imprevisto simbolico. Non sai dove metterla. Anne Carson sembra appartenere a uno scaffale tutto suo. Un testo può essere insieme poesia e racconto, ricerca e confessione, gioco intellettuale e ferita aperta. La sua opera dimostra che la forma non è un contenitore neutro: è il primo dei contenuti.
2. Perché la sua frequentazione della letteratura greca non ha nulla di nostalgico. Saffo, Omero, i miti, le storie antiche non sopravvivono perché ‘passato prestigioso’: ma perché parlano ancora di noi, dei nostri desideri, della perdita e della fragilità. È un modo di leggere i classici che li rende vivi. E insegna che il passato non è una risposta alle domande del presente, è un modo per formularle meglio.
3. Cuore o mente? Esiste un pregiudizio secondo cui la letteratura colta deve essere fredda, mentre quella emotiva rinuncia alla complessità. Carson smentisce. In Eros the Bittersweet, il desiderio amoroso diventa questione letteraria e filosofica: l’amore, nelle sue pagine, non è una faccenda sentimentale da semplificare: è un’esperienza che mette in crisi il nostro modo di pensare.
4. Perché il suo Nobel premia la possibilità di sperimentare. Nei suoi libri, il frammento vale quanto il racconto, la traduzione è un’opera autonoma, un’immagine può interrompere il discorso e cambiarne il significato. Questa libertà è il riconoscimento che esperienze diverse richiedono linguaggi diversi.
5. Perché ci ricorda che la letteratura non deve essere utile per essere necessaria. Il Nobel ad Anne Carson è una buona notizia anche per chi non l’ha mai letta. Perché allarga lo spazio di ciò che possiamo aspettarci da un libro.

08/10/2026
08/10/2026

"Autobiografia del rosso" di Anne Carson è la riscrittura della storia di Gerione che diventa personaggio senza tempo e senza alcuna appartenenza.

07/10/2026

In questo autunno assolato ed estivo è difficile pensare agli autunni del passato, piovosi e freddi. E chissà a novembre se riusciranno i più giovani a immedesimarsi nei fiorentini che si svegliarono il sei novembre di sessant’anni fa, nel 1966, in una città sommersa dalle acque putride dell’Arno e delle fognature? Pioveva da settimane e non come adesso con scrosci violenti, ma con “un’acquerugiola” come si dice a Firenze che aveva gonfiato il fiume fino a farlo arrivare ai limiti degli argini, a lambire i ponti. Poi, l’ondata.
L’amica Maria Luisa Bianchi, storica, docente, nel suo nuovo bellissimo romanzo “Il diluvio degli Innocenti” (Marsilio) ci racconta la storia di quel periodo, di quella Firenze di oltre mezzo secolo fa in cui una delle due protagoniste, Anna Maria, arriva da un paese montano del Sud per studiare all’Università e si mantiene lavorando nell’Istituto degli Innocenti, con i bambini lasciati nella “ruota” per essere cresciuti dall’istituto. Anna Maria ha il papà fiorentino, ecco perché sceglie di studiare nella città che ha nel cuore, e le pagine della sua partenza sono commuoventi, molto attuali per chi deve partire ancora oggi dalla propria città verso un futuro diverso e “vivere una nuova vita”. In questo romanzo che potrebbe essere “d’occasione” per la ricorrenza fiorentina, in realtà sono tanti i temi che risaltano: le donne che si laurearono negli anni Sessanta e Settanta e iniziarono a svolgere professioni fino ad allora maschili, gli anni del femminismo e delle leggi che hanno cambiato il destino femminile (non a caso si parla dell’Istituto degli Innocenti), l’amicizia profonda tra donne, tra la bambina orfana, l’altra protagonista Donatella e la sua educatrice appena ventenne, Anna Maria, il movimento giovanile che ebbe una sorta di “battesimo” con la solidarietà e l’impegno degli “angeli del fango” a Firenze, la spiritualità che traspare dalle pagine di riflessione sull’amore e sulla libertà, sulle figure ispiratrici di poeti e teologi come Mario Luzi e padre Balducci.
“C’è un unico tempo degno dell’uomo” diceva proprio Balducci, “è questo tempo è il futuro” chiosa Donatella. Perché sia chiaro che questo non è un memoir, ma un romanzo di formazione che guarda al presente, che ci offre molti spunti di riflessione e di approfondimento, di commozione, memoria e vita.

Indirizzo

Via Dell'agnolo 5
Florence
50122

Orario di apertura

Lunedì 16:00 - 19:30
Martedì 16:00 - 19:30
Mercoledì 16:00 - 19:30
Giovedì 16:00 - 19:30
Venerdì 16:00 - 19:30

Notifiche

Lascia la tua email e sarai tra i primi a sapere quando Il Giardino dei Ciliegi pubblica novità e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Scelte rapide

Condividi