11/09/2017
Mi chiedo sempre, a fine giornata, il motivo per cui lo faccio.
Perché accetto di incontrare, di seguire, accompagnare, due persone che si sposano.
La ragione sta tutta nell'abbraccio del papà della sposa che ti ringrazia, commosso, nello sguardo felice dello sposo che ti dice "è stato tutto al di sopra di ogni aspettativa", nel messaggio della sposa che ti dice "grazie di essere stata la nostra ombra, discreta, presente in tutto ciò che ci circondava, nello stupore della gente...e da oggi nei nostri cuori". Sta anche nella soddisfazione dei collaboratori, nella sintonia che senti, nell'empatia.
Una nuova ragione per farlo ancora ci sarà sempre. Per passione certo e per amore.
Questa è la favola di Silvia e Marco. Vintage, sui toni della seta, del verde dell'eucalipto e del pepe con il bronzo scelto come dominante in tutta la wedding stationery.
Il vezzo irrinunciabile che la sposa ha condiviso con me sin dall'inizio è stata la scelta dei mobili antichi, utilizzati all'esterno, nel giardino della villa per confettata, sigari e candele. E il violoncello, che spaventa quando lo propongo perché "non sarà troppo?"... e che tutti gli ospiti poi, rapiti, non smettono di ascoltare...e che ancora oggi, quando portavo via le mie cose, riecheggiava nelle stanze della villa come eco di una favola perfetta.