18/08/2026
Stasera sul palco di LidoCult:
📚 La giustizia e il caso Riace - Ricostruzione di un processo politico (Castelvecchi) di Giovanna Procacci, Domenico Rizzuti, Fulvio Vassallo Paleologo
Ci sono voluti sette anni perché il processo contro Riace e il suo sindaco, Mimmo Lucano, si concludesse, ponendo fine a una vicenda giudiziaria che ha segnato profondamente la comunità coinvolta. Con la sentenza della Corte di Cassazione, che ha confermato l’assoluzione pronunciata dalla Corte d’Appello di Reggio Calabria e riconosciuto l’intento di costruire nel comune calabrese un’economia della speranza, si può finalmente ragionare sull’intero procedimento. In primo grado, il Tribunale di Locri aveva inflitto condanne molto pesanti, configurando l’esperienza di Riace come un’associazione a delinque. Ora che la verità è stata ristabilita, è necessario ricostruire le ragioni del discredito che ha investito l’esperienza politica e umana di Riace: per restituire dignità a una comunità ferita e per comprendere che cosa produce, in una democrazia, un processo dalla evidente dimensione politica.
📚 Chi resta mentre il mondo scappa - Storie di confini e sopravvivenza (Vallecchi) di Daniela Tagliafico
In una vigilia di Natale sospesa, tra vento, pioggia e collegamenti interrotti, per la prima volta gli sbarchi a Lampedusa si fermano e l’hotspot si svuota: resta un’attesa irreale, fatta di racconti, silenzi e verità che emergono piano. A Roma, Sandro tiene il punto tra ordine e caos, ma un legame ostinato con un uomo venuto dal Senegal incrina certezze, regole, distanze.
Poliziotto abituato agli scontri e alle tensioni, porta dentro una storia inattesa di amicizia e debito umano, che riemerge mentre la città si accende e una telefonata tarda ad arrivare. Non è una storia sull’immigrazione. E una storia sull’attraversare i confini e le coscienze. Con una scrittura ritmica e fresca, Daniela Tagliafico evita ogni retorica e racconta ciò che resta: i gesti minimi, le scelte che pesano, le vite che si sfiorano senza salvarsi davvero. Perché ci sono luoghi dove tutto arriva e niente se ne va intatto.