Casa la Lodola a Savigno

Casa la Lodola a Savigno Se cerchi un posto per fare uno stage residenziale, ...per una vacanza in gruppo, se cerchi una casa da autogestirsi, prova a Casa La Lodola. Per fare che?

Via S.Prospero 3802, Savigno (Bo). [email protected] - www.casalalodola.it E' un agriturismo senza televisione e senza piscina. Ci sono i campi ma non da tennis
Ci si autogestisce la casa e, volendo, anche la cucina. Ci si può dormire in 30. Anche con il sacco a pelo
Ci si può riunire in 50 o più. Incontri di ozio o di lavoro, stages e seminari residenziali, vacanze di gruppo, campi scuola, ecc

. C'è una sala con il pavimento di legno dove si può meditare, biodanzare, suonare, giocare, discutere, cantare, far teatro, giocare.......
C'è spazio fuori, non ci sono case vicine, c'è bosco, prati... agricoltura biologica, pecore e asini
Ci sono i letti a castello, si dorme solo in camere multiple: minimo 2, massimo 12 letti per stanza. E' accessibile ai disabili in carrozzina (rampe e/o servoscala)
C'è tutto quello che serve, ma niente altro. C'è il riscaldamento, ma una maglia di lana in più è più sostenibile di 22 gradi in casa d'inverno. E' vicino a Bologna. In collina. Passa parola! PER SAPERNE DI PIù (ma quanto si paga? come ci si arriva? posso portare il cane?......) VAI SU www.casalalodola.it OPPURE SCRIVI [email protected]

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Casa la lodola secondo me:

Restaurando e accarezzando le pietre della lodola ho scoperto che i vecchi muri respirano: assorbono e restituiscono. Quindi, grazie a loro, l'atmosfera e l'accoglienza che vi si trova è frutto anche di chi prima di noi ha fiatato, riso, pianto, giocato, lavorato, danzato, parlato, amato, progettato, ballato, chiaccherato, scoperto, insegnato, imparato, proprio lì. Forse è per via dei muri, o chissà perchè, ma alla Lodola - salvo eccezioni- capita gente che ha voglia di costruire qualcosa, dentro e/o fuori di sè, persone a cui sta stretto il "pensiero unico", ….."Solidarietà", " un nuovo mondo possibile", "nuovo modello di sviluppo (o di decrescita felice"), "salvaguardia dell'ambiente", "condivisione", .... parole, concetti, esperienze e fatti concreti che risuonano spesso tra i muri della lodola e tra i suoi ospiti. Dicono che la Politica è in crisi, ma se scorro l'elenco dei gruppi che negli ultimi anni sono venuti alla lodola, mi accorgo che non è così: c'è in giro voglia di fare e di pensare, di esserci, di essere attori di se stessi e del cambiamento, di stare con gli altri, di aiutarsi (che è diverso dal semplice '"aiutare gli altri"), di farsi del bene, di usare bene le risorse energetiche, di usarne poche. Voglia di svago e relax non come ricarica per poi sopportare meglio il disagio della routine e dello sfascio, bensì come accumulo di energie per meglio resistere, fino al nuovo che verrà, se lo coltiviamo fin da ora. E io mi giovo, mi nutro anche di queste voglie, che un pò mi appartengono, e che i mondi che passano dalla Lodola mi aiutano a coltivare. Piccole gocce? Mi illudo? Sarà solo perchè vicino a Bologna non ci sono tante altre case in autogestione dove si possa dormire, farsi da mangiare e riunirsi tra muri vivi e bella natura? Chissà! Dal punto di vista legale e fiscale Casa la Lodola è un agriturismo; ma credo che pochi altri agriturismi siano frequentati da gente che è contenta di essere "obbligata" a mangiare in tavoloni da dieci, contenta di essere obbligata a dormire in camerate con altri otto o nove, di condividere i bagni comuni. I pochi che contavano di trovare la camera singola, o che non gradiscono di condividere il bagno, ...non torneranno più. Certi agriturismi fighetti si promuovono come " ...luogo ESCLUSIVO". Cioè riservato a pochi, Si mette l'accento sull' "escludere", lasciar fuori... Vorrei che Casa La Lodola si potesse chiamare "agriturismo INCLUSIVO". Certo, non per tutti, ma per i più. Comunque la pensiate, le condizioni minime e sufficienti per utilizzare la lodola sono tre:
1) riuscire a fare a meno della TV.
2) Non chiedere dov'è la piscina.
3) non girare per casa d'inverno in maniche corte e lamentarsi per il freddo. Domenico
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C'era una volta La Lodola:
I vecchi dell'alta val Samoggia ricordano che alla lodola si era soliti riunirsi per stare insieme, fare festa, a volte con musica e balli. Momenti diversi ma ben inseriti nella quotidianità del lavoro nei campi. Una tradizione che si è ripetuta per anni, coltivata dai diversi contadini o mezzadri che si alternavano sul podere. Dalla lodola e dalle sue cavedagne si passava, con i muli, per scendere al fiume e al mulino con il grano da macinare. Da luogo di passaggio era diventata luogo di incontro. Un po’ lo è ancora oggi, spero che rimanga tale. E ancora oggi vi si trova grano e farina.. I muri della Lodola
Muri impregnati del lavoro di molti, del fiato di bestie legate alla greppia. Parlano i muri, di bimbi che ora son vecchi, di vecchi che ora son morti. Si odono i canti, la musica e i balli di quando alla Lodola c’era festa d’estate,
e si tornava di notte per sentieri imparati a memoria,
stanchi del ballo e del lavoro del giorno. Ancora c’è posto nei muri di sasso forti e generosi,
altri bimbi, altre parole si mischiano a quelle di un tempo,
ed ecco un intenso e ricco brusio, che l’udito non può percepire,
rovinare, svilire. Parlano i muri, senza gridare. Altre fatiche, nuove speranze (o forse son quelle di un tempo)
impregnano i muri e li mantengono vivi. Ci mantengono vivi.

10/09/2021

Questa donna straordinaria si chiama Franca Viola, oggi ha 73 anni. Ne aveva 17 il giorno di Santo Stefano del 1965, quando il suo ex fidanzato Filippo Melodia, noto malavitoso e nipote di un capoclan locale, dopo una lunga serie di minacce e intimidazioni, fece irruzione nella sua casa di Alcamo insieme a 13 giovani armati, che devastarono l'appartamento, pestarono a sangue la madre e rapirono Franca e il fratellino Mariano, che si era aggrappato alle gambe della sorella senza mollarla più.

Il fratello lo lasciarono poche ore dopo. Franca no. Franca trascorrerà i successivi sette giorni segregata in un casolare di campagna e, in seguito, in casa della sorella di Melodia. Infine, dopo una settimana trascorsa quasi sempre a letto, a digiuno, in stato di semi-incoscienza, insultata, saccheggiata, umiliata, fu violentata dall'ex fidanzato.

Quando, il 2 gennaio, fu rintracciata e liberata dalla polizia, Melodia dava per scontato che tutte le accuse sarebbero crollate con quello che allora era considerato la norma: il “matrimonio riparatore”.

Ed è qui che una storia drammaticamente comune a quella di centinaia di donne assume una traiettoria che cambierà la storia di Franca e quella di un Paese intero. Franca rifiuta di sposarsi, sceglie di dichiararsi “svergognata” davanti a un'opinione pubblica bigotta e sbigottita: non era mai accaduto prima di allora.

Franca ha contro tutto e tutti: lo Stato italiano, la mafia, una società patriarcale e arcaica che la considera un incidente di percorso. Accanto a lei ha solo una persona: il padre Bernardo, che dal primo istante non l'ha mai abbandonata e si è costituito parte civile al processo, a costo anche del proprio lavoro.

Ed è proprio durante quello storico processo che Franca Viola pronuncia queste parole che oggi riecheggiano ancora fortissimo, ma che allora, nell'Italia e nella Sicilia degli anni ‘60, suonavano semplicemente blasfeme. E, per questo, potentissime.

“Io non sono proprietà di nessuno” disse. “Nessuno può costringermi ad amare una persona che non rispetto. L'onore lo perde chi le fa certe cose, non chi le subisce”.

Dopo mesi di fango, insulti, minacce, intimidazioni di ogni genere, Melodia e i suoi complici vengono condannati a 11 anni di carcere. Franca ha vinto, sposa un altro uomo, si riappropria della propria vita, ma dovremo attendere altri 15 anni perché il matrimonio riparatore e il delitto d'onore - grazie anche e soprattutto al suo coraggio e alla sua tenacia - spariscano dal codice penale. Era il 5 settembre del 1981, esattamente 40 anni fa.

Ancora oggi, a distanza di oltre mezzo secolo, quando Franca incontra per strada alcuni dei suoi carnefici, chinano il capo alla vista di quella donna, incapaci di sostenerne lo sguardo, la dignità incrollabile.

Mentre parliamo di violenza sulle donne, abusi, discriminazioni di genere, di patriarcato malato e maschilismo tossico, questa storia è ancora lì a ricordarci che i diritti che crediamo scontati sono stati conquistati un pezzo per volta, un passo dopo l'altro, con fatica, sacrifici e sofferenze inimmaginabili da parte di donne come Franca Viola. Una grande italiana.

07/01/2020

I ragazzi di Teatri D'Istanti - Corsi di recitazione e improvvisazione in una bella serata del loro stage alla Lodola: musica, sorrisi e allegria! È stato un piacere ospitarvi, alla prossima!

15/05/2019
feste, seminari, ritrovi di amici...Quante belle energie!
15/05/2019

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15/05/2019
15/05/2019
Casa La Lodola è ancora eccezionalmente libera il weekend dell'8 e 9 settembre! Se un gruppo di amici o parenti (minimo ...
01/09/2018

Casa La Lodola è ancora eccezionalmente libera il weekend dell'8 e 9 settembre!
Se un gruppo di amici o parenti (minimo 10 persone) volesse ritrovarsi e ricaricarsi prima di cominciare l'anno scolastico non esiti a contattarci!

24/07/2018
13/10/2017

Poi non dite che non ve l'avevamo detto in tempo!
Segnare in agenda!
Noi accoglieremo la primavera così!
A brevissimo l’evento e tutte le info!

Indirizzo

Via S. Prospero 3802/b, Savigno Valsamoggia
Bazzano
40053

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