11/11/2025
Da piazza Filippo Angelitti lo si riconosce subito, quel muro. È la parete dell’ex asilo, un edificio che ha accompagnato per anni la crescita di intere generazioni di aiellesi. Dentro, le voci dei bambini, i grembiuli colorati, il profumo del gesso e delle merende portate da casa.
Fuori, il cortile dove si correva fino a perdere il fiato, dove le maestre osservavano da lontano e il tempo sembrava sempre più lento.
Oggi su quella parete c’è una figura che sembra raccogliere tutto questo, come se la memoria del luogo avesse trovato un volto.
È Leggerezza, l’opera di Jodypinge, un artista che ha scelto di raccontare la forza quieta della femminilità e la capacità di tenere insieme le esperienze.
Una donna senza volto, perché possa appartenere a tutti: madre, figlia, sorella, presenza che attraversa la vita senza bisogno di definirsi. Nei capelli scorrono linee, connessioni, percorsi che si intrecciano come fili di storie condivise.
Davanti a lei vola un aeroplanino di carta. Un gesto semplice, quasi infantile, che parla di desideri, di pensieri lanciati verso l’ignoto, di ciò che ancora deve accadere. È come se quella figura, pur radicata nel muro, fosse pronta a muoversi, a lasciarsi attraversare dal tempo.
Quel muro, che per anni ha protetto voci e infanzie, oggi si apre di nuovo al paese. La struttura che un tempo era scuola tornerà a vivere come luogo d’incontro, spazio comune dove riconoscersi e costruire nuove relazioni.
Un passaggio naturale, come se la cura che un tempo era dedicata ai bambini tornasse a farsi attenzione verso la comunità intera.
Guardandolo dalla piazza, si ha la sensazione che nulla sia davvero finito. Che ogni segno lasciato da chi è passato continui a respirare tra quelle pietre.
Leggerezza allora non è solo un murale, ma un modo di stare nel mondo: un invito a non perdere contatto con la terra, a guardare avanti senza smettere di sentire quello che ci tiene insieme.
Jodypinge