04/03/2026
L’8 marzo 2026 il popolo svizzero sarà chiamato a esprimersi sull’iniziativa “200 franchi bastano”, che propone il dimezzamento del budget destinato alla radiotelevisione di servizio pubblico (SRG SSR).
Nel dibattito pubblico si è parlato molto dell'offerta radiotelevisiva. Più raramente, però, si è riflettuto su un aspetto che, come festival musicale, ci riguarda da vicino: il ruolo fondamentale della RSI nella promozione culturale.
Non vogliamo entrare in discussioni di principio - per noi è evidente che un servizio pubblico forte rappresenti il pilastro di una democrazia. Preferiamo raccontarvi un’esperienza concreta.
Quando eravamo un festival nascente, abbiamo bussato alla porta di Rete Tre per presentare il nostro progetto: un evento musicale dedicato allora in gran parte alla scena ticinese, immerso in un luogo di straordinario valore storico e naturalistico come le cave di marmo di Arzo.
Sergio de Laurentiis, ai tempi responsabile di Rete Tre, colse immediatamente il potenziale dell’iniziativa, affascinato da quel contesto unico e dalle prospettive che offriva.
Il risultato? Nelle prime due edizioni (pre-Covid), Rete Tre è stata presente con una postazione di diretta, trasmettendo integralmente i concerti per un totale di cinque ore. In questo modo, il nome del Cavea Festival ha raggiunto tutta la Svizzera italiana, contribuendo in modo determinante al successo della manifestazione e offrendo visibilità ai gruppi che si sono esibiti alle cave.
Negli anni successivi la collaborazione è proseguita e si è consolidata: sono seguite dirette al Quotidiano, interviste alle band al programma Radar con Yari Copt, media partnership e ulteriori forme di visibilità che hanno accompagnato e sostenuto la crescita del festival nel tempo.
Non raccontiamo questo episodio per parlarvi di noi, ma per mostrare concretamente cosa può fare la RSI per il nostro territorio: essere una vetrina per ciò che nasce e cresce nella nostra piccola regione linguistica, fatta di artisti di qualità e di eventi costruiti dal basso, che senza un’adeguata visibilità rischierebbero semplicemente di non esistere.
Per questo vi invitiamo a votare No il prossimo 8 marzo: per continuare a sostenere quel ruolo cruciale di valorizzazione culturale e territoriale che solo un servizio pubblico forte e di prossimità può garantire.
Insieme per la RSI
Foto: Ocartu / Stile Ottica